A difesa della salute pubblica, la politica aquilana si stringe attorno all’ospedale e al suo futuro

di Alessio Ludovici | 06 Dicembre 2022 @ 06:00 | POLITICA
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L’AQUILA – Immota Publica Hic Salus Manet. Resta ferma, ben salda, a difesa della pubblica salute. Una giornata, o giù di li, di discussione per il consiglio comunale straordinario sulla sanità aquilana per rendere il giusto merito al motto del gonfalone cittadino. Una ventina gli interventi esterni nella sessione mattutina, tra sindacalisti, medici e governance sanitaria. Nel pomeriggio la seduta dei consiglieri. Alla fine erano sbucati tre ordini del giorno diversi poi, dopo una lunghissima pausa per lavorare e limare il testo, ne è rimasto uno, unitario e approvato all’unanimità.

“La Salute – spiega il documento nelle sue premesse – è argomento nevralgico, decisivo, centrale, determinante, per qualsiasi comunità” e, si legge poco dopo, “la situazione del nostro ospedale, si è aggravata progressivamente negli ultimi anni causa prima i sismi del centro Italia e successivamente il Covid, con un peggioramento della qualità del servizio, inaccettabile, soprattutto considerando il prestigioso ed indiscusso ruolo svolto in passato dal San Salvatore, le straordinarie professionalità dei suoi operatori, il loro spirito di abnegazione, dimostrato dagli enormi sacrifici patiti prima nel post terremoto e poi durante la pandemia, il tutto nella fase in cui, nel 2018 la Regione Abruzzo era riuscita finalmente a liberarsi dal giogo terribile del commissariamento, che aveva imposto per anni terribili restrizioni finanziarie e di investimenti.”

Il Consiglio comunale dell’Aquila impegna il Sindaco e la Giunta, tra le altre cose, a promuovere l’istituzione della Consulta Comunale della Sanità e monitorare costantemente il fabbisogno di personale e la situazione dello smaltimento delle liste d’attesa per esami radiologici, endoscopici, visite specialistiche. Soprattutto impegna il sindaco “a promuovere un riequilibrio nella ripartizione dei finanziamenti con criteri che tengano conto oltre che dalla densità della popolazione anche della grandezza del territorio di competenza delle Asl”, “a concordare con vertici Asl e medici del territorio uno studio del patrimonio immobiliare pubblico di proprietà comunale, provinciale e regionale per, eventualmente, destinarne una parte di questi a beneficio dei presidi di sanità territoriale”, “ad acquisire dall’ASL i dati relativi all’applicazione della legge 194” e “intervenire nel potenziamento  le prestazioni gratuite per gli studenti fuorisede anche attraverso una convenzione tra la Asl 1, università e Regione” (emendamento di Lorenzo Rotellini) a “monitorare presso i vertici ASL l’immediata attuazione dell’accordo stipulato inerente i nuclei di cure primarie”. Infine, “qualora rimanesse vigente il Decreto Lorenzin ad avviare iniziative verso la Regione Abruzzo affinché L’Aquila abbia il riconoscimento di ospedale Dea di secondo livello, considerando che in esso è ospitata anche la Facoltà di Medicina.” Acquisiti nel documento anche tre emendamenti di Paolo Romano, uno per adeguare il servizio del CUP, il secondo per l’internalizzazione del personale amministrativo, infermieristico, degli operatori socio-sanitari e degli autisti del 118, del contact tracing delle Cooperative in servizio presso le aziende sanitarie pubbliche che fanno capo al Servizio Sanitario Regionale, e il terzo procedere allo scorrimento della graduatoria degli operatori socio-sanitari del bando di concorso di cui alla procedura unificata della Asl di Teramo.

Sulla questione del Dea di II livello, che tanto ha fatto discutere la città, il sindaco Biondi e il manager Asl Ferdinando Romano hanno annunciato che il piano presentato dalla Regione Abruzzo, che prevede quattro presidi di I livello perché nessuno avrebbe i requisiti per essere il Dea di II livello, è in corso di approvazione dal Ministero.

Tanti gli spunti degli ospiti. Il personale innanzitutto. Antonello Bernardi si è soffermato sugli stipendi appena sufficienti per andare avanti di tanti sanitari. Guido Iapadre sui Nuclei di cure primarie e il ruolo fondamentale che svolgono, concetto ribadito dallo stesso Ferdinando Romano nella sua replica. La dottoressa Marisa d’Andrea, Fimp, pediatra, sulle criticità di tanti servizi, ad esempio la visita oculistica all’età filtro, che non viene garantita ha spiegato, o sulle malattie del neurosviluppo che oggi vengono diagnosticati precocemente ma manca la presa in carico dal servizio poi. Vito Albano, Federazione italiana medici di famiglia, la regione fa difficoltà su personale e forniture. Nel mondo politico Pierpaolo Pietrucci ha denunciato le differenze di trattamento cui è stato sottoposto il territorio aquilano. Per Americo Di Benedetto bisogna investire sull’ospedale aquilana per attrarre pazienti dall’area urbana romana, mobilità passiva oggi quella dell’ospedale ha ricordato Massimo Scimia del Passo Possibile, a differenza di quanto accadeva fino a pochi anni fa. 

Le repliche di Biondi e Ferdinando Romano quindi. Biondi ha ripercorso le vicende della sanità aquilana e abruzzese e anche nazionali, il commissariamento, una normativa calibrata su territori che poco hanno a che fare con l’Abruzzo e molto con le aree metropolitane del paese. Ma non ha negato, il sindaco, le criticità esistenti che pure, ha spiegato Romano nella sua replica si stanno affrontando dopo anni di stasi totale. E il manager ha ricordato i tanti interventi in corsi, i bandi per le assunzioni, le innovazioni in una macchina, quella della Asl, con tante, troppe storture a cui il navigatissimo manager sta mettendo mano. Romano ha anche annunciato novità sul pronto soccorso e l’imminente apertura delle buste per la gara della centrale del 118

Una giornata, ad ogni modo, sostanzialmente positiva per l’assise che su un tema molto delicato, sono tante le lamentele dei cittadini, ha percorso la strada di un lavoro comune anteponendo il merito dei problemi allo scaricabarile delle responsabilità. 

 

Scimia (Fdi), “Dal Consiglio comunale risposte alle sollecitazioni della città”

“Con la riunione del Consiglio Comunale aperto sulla sanità abbiamo voluto dare delle risposte alle sollecitazioni che ci sono arrivate dalla città, impegnandoci affinché il comune svolga lavoro di supporto e sollecitazione affinché la programmazione strategica della Asl proceda secondo tempi certi e rispondenti alle richieste di salute dei cittadini.

Su un tema così delicato e importante per la città le forze politiche tutte si sono unite assumendo una serie di impegni per verificare l’attuazione degli interventi richiesti, anche attraverso la creazione della consulta comunale della Sanità, e consentire al sindaco di monitorare e sostenere le iniziative dell’Azienda sanitaria”.


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