A. De Nicola: La rivitalizzazione della Perdonanza – 1983 (Edizione 689)

"Trent'anni anni di Perdonanza - Il secolare Giubileo Celestiniano dell’Aquila, Cronaca della rinascita dal 1983"

di Redazione | 11 Agosto 2020 @ 06:22 | PERDONANZA
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[…] In quella fine estate del 1983, per quella prima edizione della “Perdonanza moderna”, si verificò in luce quella che sarebbe stata una costante nei successivi trent’anni. Ovvero grandi entusiasmi, grandi polemiche, grandi occasioni perse. La Perdonanza (ri)nasce sotto una “maledizione” tutta aquilana: le polemiche tutti contro tutti.

In un primo momento l’entusiasmo sembrò prendere il sopravvento. racconterà quella nascita, anni dopo nel 2010, a freddo, Goffredo Palmerini che può considerarsi uno dei mallevadori della “Perdonanza moderna”. […] L’articolo rievocativo di Palmerini cita un po’ tutti gli aspetti importanti di quella (ri)nascita: la crisi che l’evento aveva vissuto fino agli anni ottanta; il ruolo di padre Quirino e del Centro Celestiniano, il ruolo di Errico Centofanti e, non ultimo, il coraggio di don Tullio de Rubeis.

La prima edizione della Perdonanza dell’era moderna si svolse nel 1983 e fu dunque Tullio de Rubeis, scomparso nel 1998, il sindaco che ebbe l’intuizione di “riappropriarsi” del messaggio rivolto a tutta la cittadinanza. Da anni, infatti, solo il clero ricordava l’incoronazione papale di Celestino V e il messaggio di riconciliazione limitandosi a mostrare dalla “torre” della basilica di Collemaggio le reliquie e a benedire le macchine strombazzanti nel piazzale. Il figlio di don Tullio, Gian Paolo de Rubeis, oncologo di fama e uomo politico, in un’intervista del 2011 a Francesco Mazza per il periodico della Curia aquilana “Vola”, così ricorda come il padre maturò l’idea di “risolennizzare” la Perdonanza: […] Mio padre aveva da sempre una grande devozione per Celestino studiandone la sua vita monastica e per questo da sindaco iniziò a pensare a una rivisitazione della Bolla del Perdono. Così capitava spesso che la sera riuniva a casa degli amici per parlare dei problemi della città, un’abitudine questa che aveva preso dalla morte di mia mamma. E tra il 1981 e il 1982 mio padre con un gruppo di amici, quali l’avvocato Amedeo Cervelli, padre Giacinto Marinangeli, il professore Alessandro Clementi e il direttore del Tsa, Errico Centofanti, di cui mio padre si fidava ciecamente dal punto di vista culturale perché profondo conoscitore della storia cittadina, sposò l’idea che la Porta Santa della basilica aquilana di Santa Maria di Collemaggio dovesse essere “aperta” al mondo. […]

Nella stessa pagina, a fare da pendant, “Vola” intervista opportunamente sullo stesso tema anche Errico Centofanti: […] nel 1982, durante una riunione del consiglio d’amministrazione del teatro stabile aquilano che dirigevo, Alessandro Clementi mi fa: “Sarebbe bello riproporre la Perdonanza!”. E Tullio de Rubeis aggiunse “Perché non ci pensi?”. E così iniziò? […] Con il sindaco ci fu sempre un’intesa ottima a parte qualche divergenza di veduta ma più che costruttiva. Per quanto riguarda la Curia, invece, devo fare una premessa: il mio compito era reimpostare il ruolo istituzionale della Municipalità che era venuto meno nel XIX secolo rimanendo solo l’aspetto religioso. detto ciò l’intesa fu buona con i due arcivescovi (l’incarico di Centofanti terminò quando alla guida dell’Arcidiocesi c’era Peressin, ndr). Quando illustrai il progetto all’arcivescovo Martini lui fu subito entusiasta, tant’è che affidò l’incarico di seguirmi a colui che era, tra i sacerdoti di allora, il più colto, sensibile e intellettualmente raffinato, anche se parroco di quartiere: sto parlando di don Giuseppe Molinari.

A don Tullio de Rubeis verrà riconosciuta, caso forse unico in una città spesso irriconoscente, la grande intuizione di aver riesumato la Perdonanza.

A proposito di quello che era la Perdonanza prima della rinascita, vale la pena rileggere un articolo del lontano 1971 (intitolato “la Perdonanza d’altri tempi”) di Franco Conti, indimenticato intellettuale aquilano morto nel 2012 a 86 anni […]

Dunque, la Perdonanza sta rinascendo in un’atmosfera totalmente nuova cui contribuisce anche l’avvicinarsi dell’Anno Santo del 1985. Ai primi di gennaio del 1983, lo Sporting Roio, infatti, lancia l’idea di una marcialonga per il Giubileo della Porta Santa fino a Roma […]

Sempre in relazione con l’Anno Santo, padre Giacinto Marinangeli (già citato tra i più attivi “consiglieri” di de Rubeis per la rinascita della Perdonanza), in un intervento pubblico sollecita di inserire la Basilica di Collemaggio tra le mete del Giubileo dando voce «ad un gruppo di cittadini d’accordo con il sindaco de Rubeis e gli enti culturali locali». […]

L’atmosfera è quella giusta. Anche perché c’è chi, sull’idea, è in sintonia già da tempo. Il Centro Celestiniano di Padre Quirino Salomone, ad esempio, con le sue varie espressioni come quella di Floro Panti il quale, da presidente dei Liberi Podisti Aquilani, in quel 1983, nel presentare in una brochure la “Campestrina della Perdonanza” che è già alla quarta edizione, esulta: «Eravamo nel giusto». […]

In questo clima, ai primi agosto, arriva la presentazione della prima rinata Perdonanza. C’è una grande attesa ma anche qualche perplessità […] L’idea guadagna subito l’attenzione del panorama nazionale e, grazie ad Amedeo Esposito, appare un articolo sul “Giornale d’Italia” nella sezione “Varietà”. […]

L’attesa cresce. Il 19 agosto viene anche presentata la pubblicazione La Perdonanza Celestiniana a L’Aquila, segno che l’operazione era stata ben preparata e concertata, che contiene i saggi di personaggi di spicco: Alessandro Clementi, Giacinto Marinangeli e Ferdinando Bologna. Non a caso, l’editore è l’Ept, l’Ente provinciale per il turismo presieduto da Emilio Tomassi. “Attesa per la celebrazione del 28 agosto” titola il tempo a meno di una settimana dall’evento in un articolo in cui si offre a Errico Centofanti la possibilità di spiegare al meglio l’operazione. […]

Il Messaggero “risponde” (all’epoca, quando Il Centro, nato nel 1986, era ancora lontano dall’entrare nell’agone cittadino, era assai sentita la “rivalità” tra i due quotidiani romani ma con cronache locali) con un articolo di Guido Polidoro dall’emblematico titolo “Grandi e legittime ambizioni ma il passo è corto”. […] Il Messaggero, nel presentare il programma con un’intera pagina, scrive che si poteva fare di meglio.  […] Nella stessa pagina speciale del Messaggero, contenente, peraltro, i dotti interventi dei tre autori dell’appena pubblicato libro sulla Perdonanza, ovvero Alessandro Clementi, padre Giacinto Marinangeli e Ferdinando Bologna, proprio alla vigilia del Corteo storico, arriva una stroncatura eccellente:

La senatrice Elena Marinucci Mariani, del Psi, diserterà il corteo.

E venne il giorno del primo Corteo della Bolla. Che riscuote un grandissimo, forse inatteso, favore popolare in termini di partecipazione (anche perché la fortuna è dalla parte di de Rubeis & C.: la manifestazione capita di domenica e si vedrà, negli anni futuri, quanto questa coincidenza favorisca l’afflusso di cittadini e turisti) e di consensi. “La città ha risposto, il progetto può crescere” titola il Messaggero […]

Il Tempo usa toni trionfalistici (“Fede, storia e orgoglio a L’Aquila”). […] «Tutta la città ha approvato l’iniziativa»: il Tempo, il giorno dopo, insiste anche a freddo (o meno “a caldo”…) in un commento non firmato. […]

E, a sorpresa, l’evento guadagna addirittura grande spazio sull’Osservatore romano. Ciò anche grazie, ancora, all’autorevole firma di Amedeo Esposito che, conoscendo bene i meccanismi, “sfrutta” la notizia della presenza alla Perdonanza del cardinale decano Confalonieri. […]

Il Sovrintendente Centofanti gongola e, in una lunga intervista, sbotta: «da ieri tutti sanno cosa può e deve essere la Perdonanza» e rilancia: «Lavoriamoci insieme». […]

L’auspicata riflessione esplode sui due principali quotidiani. Il Tempo attiva una sorta di forum a sette voci davvero interessante. […] Il Tempo allarga il discorso e pubblica una lunga nota dell’ingegner Emilio Tomassi, il presidente dell’Ente provinciale per il turismo (Ept) che fu uno degli organizzatori delle celebrazioni della Perdonanza nel 1932. […] Il Tempo chiude il giro d’orizzonte con una “riflessione” di Gianfranco Volpe dal titolo “Perdonanza contenitore”. […]

Il Messaggero, inaugurando una tradizione che ne caratterizzerà l’affrontare le edizioni della Perdonanza che si susseguiranno, avvia un dibattito a più voci aprendo la pagina del giornale al contributo di qualificati interventi. E dopo l’intervista di Centofanti (che, secondo il Messaggero, «non ha risolto gli equivoci» e perciò il Sovrintendente controreplicherà), arriva subito il «non ci sto!» di Antonio Centi, capogruppo del Pci in Consiglio comunale. […] Il sindaco de Rubeis e la Giunta comunale replicano stizziti a Centi: “Il tuo no era scontato e dimostra assenza di cultura di governo”. […] Riprende il filo del ragionamento Guido Polidoro secondo il quale “per fortuna non trova consensi la proposta di etichettare l’intera estate nel segno della Perdonanza”. […] Nel dibattito si inserisce l’onorevole Domenico Susi secondo il quale si tratta di un’iniziativa positiva anche se da limare e potenziare […]

Interviene Walter Tortoreto, docente di Storia della musica all’università dell’Aquila, scrittore, giornalista e critico musicale, secondo il quale c’è urgenza di memoria storica che diventi un progetto per il futuro. […] Il Sovrintendente Centofanti approfitta del dibattito per riannodare alcuni fili sostenendo che affiora un progetto di cambiamento e che, quindi, questo è il momento di aggregare tutte le energie […]

Non può mancare un dotto intervento di don Nello Mariani, indimenticato esponente socialista protagonista della “ricostruzione” del capoluogo di regione nel dopoguerra, il quale, attraverso un’analisi storica, pone soprattutto l’accento sul fatto che Celestino non si celebra “esaltando” le gerarchie […] Infine, così come aveva aperto il dibattito, così lo chiude (anche se lei vorrebbe ancora allargarlo…) la senatrice Elena Marinucci che ribadisce come non ci sia cultura di governo in vuote parate. […]

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Estratti dal libro
TRENT’ANNI DI PERDONANZA –  Il secolare Giubileo Celestiniano dell’Aquila. Cronaca della rinascita dal 1983
di Angelo De Nicola
One Group Edizioni

 


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