A. De Nicola: La lunga notte aquilana della Prima Repubblica – Perdonanza 1999 (edizione 705)

Trent'anni anni di Perdonanza - Il secolare Giubileo Celestiniano dell’Aquila, Cronaca della rinascita dal 1983"

di Redazione | 18 Agosto 2020 @ 07:00 | PERDONANZA
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L’edizione 1999, che richiama il numero magico dell’Aquila, è tutta all’insegna di quella che si rivelerà una chimera: l’ormai imminente Giubileo del 2000.

L’“invenzione” di un giubileo fatta nel 1294 da Celestino, la Bolla e la Porta Santa di Collemaggio, appaiono a molti elementi sufficienti per sperare in un “traino”. Tanto più che lo stesso Papa Giovanni Paolo II fa, più volte, riferimento in quell’anno al termine “Perdonanza”, come per esempio nel suo messaggio ai giovani europei riuniti a Santiago di Compostela, il 29 luglio: «Su tutti voi, pellegrini di Compostela, invoco la grande perdonanza».

Il primo a rilanciare il sogno, appena conclusasi la Perdonanza 1998, che il Papa potesse aprire la Porta Santa di Collemaggio è l’arcivescovo Molinari. […] Per l’edizione n. 705, la 17.ma dell’era moderna, c’è tanta voglia di programmare. In tal senso va letto lo sbarco, per la prima volta, della manifestazione alla Bit (la Borsa italiana del turismo) a Milano. […]

Alla delusione per il sogno svanito si aggiunge anche la grande preoccupazione per la basilica di Collemaggio i cui lavori di restauro e consolida- mento antisismico (rileggere, oggi, quegli avvenimenti fa venire i brividi) vanno a rilento. La basilica rischia di rimanere “ingabbiata” dalle impalcature per parecchio tempo e soprattutto per la ormai non troppo lontana apertura della Porta Santa. Scrive Antonio di Muzio:

La basilica di Collemaggio rischia di divenire l’ennesima incompiuta. Nei giorni scorsi erano stati lanciati una serie di allarmi sul fatto che la chiesa sarebbe rimasta “ingabbiata” anche per la prossima Perdonanza, a causa dei lavori di restauro negli interni e nella facciata. ora un cumulo di nubi minacciose si stanno addensando sulla struttura celestiniana. Non è escluso, infatti, che anche per il Giubileo del duemila, e per la relativa Perdonanza, la basilica sarà… chiusa per lavori in corso e per mancanza di ulteriori fondi. Per ora la ditta che sta eseguendo la ristrutturazione ha bloccato i lavori in attesa che l’Università fornisca il progetto sugli interventi antisismici. del resto durante i lavori sono stati trovati una serie di intoppi, e lo stato della basilica è nettamente peggiore rispetto alle previsioni delle perizie. Stando così le cose, i due miliardi e mezzo stanziati per il consolidamento delle strutture portanti non riuscirebbero a coprire il totale dei lavori di cui la chiesa ha urgente bisogno. Per l’assestamento antisismico, infatti, alla basilica urgono una serie di “iniezioni” che dovranno salvaguardare i basamenti e le strutture principali, che si trovano in una situazione di forte degrado. Altri due miliardi e mezzo, invece, sono disponibili per il restauro della facciata, della Porta Santa e dei cornicioni, ma fanno parte di un altro finanziamento e la gara d’appalto è già stata espletata.

«È un grosso problema – ha spiegato Gianfranco Cerasoli, segretario generale Uil-Beni culturali – in quanto i soldi stanziati serviranno appena per coprire le spese dei lavori effettuati. Si rischia, quindi, che la basilica resti per un bel po’ in questo stato. La ditta, del resto, si è resa subito conto che la situazione è peggiore di quella che si prospettava all’inizio. Per sistemare al meglio la struttura, ora dovranno essere trovati altri fondi. Ci si riuscirà? Posso soltanto dire che per ora il Ministero dei Beni culturali non ha una lira per gli interventi di tipo straordinario, anche se mi attiverò per riuscire a trovare una via da percorrere e recuperare ulteriori fondi». A quanto sembra, però, l’Anci (Associazione nazionale comuni d’Italia) ha dato la disponibilità a concedere mezzo miliardo per completare la ristrutturazione della basilica celestiniana. «Potrebbe essere una buona idea – ha concluso Cerasoli – e potrebbe risolvere tutti i problemi. Si potrebbe inoltre far riferimento a una legge secondo cui il 50 per cento degli utili delle fondazioni degli istituti di credito sia riconvertiti in beni e attività culturali. Perciò la fondazione Carispaq potrebbe mettere mano al portafogli e contribuire al restauro completo della chiesa che altrimenti, vista la situazione, rischia di restare “ingabbiata” per numerosi anni».

Il sindaco Tempesta si affretta a chiedere chiarimenti alla Sovrintendenza: «Se ci fossero problemi per il suo uso per la Perdonanza 1999, per L’Aquila sarebbe un disastro e se addirittura la chiusura dovesse prolungarsi fino al 2000, la nostra città andrebbe incontro a una catastrofe». […]

La Porta Santa, alla fine, sarà disponibile per la Perdonanza. Non altrettanto la Basilica nel suo complesso, ancora “ingabbiata”. Come fa notare, in chiave Giubileo, Dante Capaldi:

Ci siamo. Il Giubileo del 2000 è alle porte. Ancora pochi giorni e poi la festa comincerà da San Pietro, rinnovato nei suoi colori e nel suo splendore.

Abbiamo assistito il 30 settembre scorso alla Benedizione del Papa e al grande spettacolo che è stato trasmesso in Eurovisione. E, tra le cascate di fuoco, l’esecuzione del Te deum con l’orchestra di Santa Cecilia, diretta da Myung Whun Chung.

Uno spettacolo suggestivo che ha preannunciato l’arrivo a roma di milioni di pellegrini per un impegno che dovrà essere soprattutto “spirituale”.

Per il Grande Evento sarà attivata la “Carta speciale”, quella del Pellegrino, uno strumento per dare la certezza a ciascuno di partecipare agli eventi giubilari desiderati, consentendo di prevedere i flussi che, secondo stime approssimative si aggireranno sui 60 – 70 milioni di persone, come già ebbe a dichiarare Mons. Andreatta, da roma, nel corso di una videoconferenza in collegamento con Lanciano e L’Aquila, oltre un anno fa.

Ma al di là del business, che pure sarà rilevante (basti pensare al movimento turistico – commercio – artigianale ecc. che sarà notevolmente incrementato), a noi interessa riprendere il passaggio di un’intervista rilasciata da Mons. Crescenzo Sepe, segretario generale del Comitato Centrale del Grande Giubileo del 2000. Mons. Sepe ha dichiarato testualmente prima della simulazione, (o prova generale) prevista per il prossimo 21 novembre che in pratica sarà una vera e propria giornata giubilare anticipata: «Mi auguro che i media dedichino più spazio ad illustrare la vera realtà del Giubileo, che è un fatto eminentemente spirituale. Ai cattolici chiedo di manifestare questo spirito ai fratelli pellegrini che incontreranno per le strade di roma. Sarebbe un vero peccato se i fedeli, uscendo dalle Basiliche, dalle Catacombe, dai luoghi in cui sono invitati a recarsi per compiere le opere di Carità che il Papa ha indicato come uno dei “segni” di questo Giubileo, non ritrovassero per le strade di roma lo stesso spirito giubilare».

Da San Pietro a Collemaggio (Santa Maria) la distanza è breve. qui avvenne il primo Giubileo della storia nel 1294, grazie a Papa Celestino V. Ma all’Aquila il Santuario della riconciliazione è ancora parzialmente “ingabbiato” e siamo ancora in ritardo con i lavori interni ed esterni. C’è ancora molto da fare, inoltre, per garantire servizi adeguati, al fine di non tradire le aspettative dei tantissimi ospiti che verranno.

Ci auguriamo che il sindaco Tempesta, il presidente della Provincia, Palmiero Susi, il presidente della regione, Antonio Falconio, facciano a gara per recuperare il tempo perduto e per consentire a L’Aquila e all’Abruzzo di rispondere positivamente alla solenne chiamata giubilare.

Con la spada di Damocle dell’ingabbiamento della basilica, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Tempesta cerca di attrezzarsi per l’edizione 705, la sua seconda e, soprattutto, quella fuori dall’emergenza del primo anno legata alla fresca elezione. In quella fase venne individuato Giorgio de Matteis; stavolta Tempesta si affida al forzista Pierluigi Tancredi. […] I membri del Comitato, nominato a metà maggio, saranno ventidue. Molti annunciano dimissioni ma a darle ufficialmente è Anna Maria Ximenes. […] E a ridosso della manifestazione si dimetterà anche Goffredo Palmerini. […]

La rievocazione medioevale riscuote grandi consensi. Lo nota Antonio di Muzio:

Con un colpo di bacchetta magica L’Aquila si è ritrovata in pieno Medioevo. No, non è uno scherzo di mago Merlino, ma la nuova iniziativa del Comitato Perdonanza che domenica e ieri sera è stata particolarmente apprezzata dagli aquilani e dai numerosi turisti. Anche se nuovi episodi di vandalismo hanno tentato di rovinare la festa distruggendo piante e fiori estirpate dai vasi e panchine divelte in varie parti della città. Per la prima volta è stata via Fortebraccio (l’anno scorso si tenne un’edizione cosiddetta ”numero zero” nei pressi delle 99 Cannelle) e le viuzze limitrofe a fare da palcoscenico a “Antichi mestieri e scene di vita”, la rievocazione storica animata da un centinaio di figuranti che per due serate ha trasformato la città in un borgo medioevale.

L’iniziativa curata dalle associazioni “Monte Manicola”, “Eureka” di concerto con l’Accademia delle Belle Arti e coordinata dal regista Walter Manfrè ha sortito certamente l’effetto sperato.

Le cose positive: gli sdruccioli e le viuzze sembravano realmente calati nella realtà storica così come la locanda del ristorante “Il rigoletto” che ha proposto cibi medioevali su tavoli di legno con tanto di oste in costume d’epoca. Particolare e suggestivo poi il flautista a cavalcioni su un muro all’interno di palazzo romanelli, così come le “Cantrici di Euterpe” che si sono esibite nel chiostro di Santa Maria degli Angeli. Atmosfere inimitabili poi nei vicoli e in piazzetta di porta Bazzano con la tessitrice ed il forno, col tessitore, col tosatore di pecore (Costa Cesare Campana), con l’impagliatrice (via Fortebraccio), con il mulino del farro (Sdrucciolo dei ciuchi) e con l’astrologa in penombra in un cortile. Apprezzato anche il boia in piazza Bariscianello che ha inscenato più volte una decapitazione di un condannato a morte e di un eretico, mentre ieri hanno ricevuto applausi il corteo nuziale e le varie scene di duelli. Certo, alcuni dettagli sono ancora da modificare e da potenziare: una stonatura, per esempio, l’enorme palco allestito alla fine della scalinata di San Bernardino per i concerti dei prossimi giorni oppure alcuni cortili illuminati dalle luci e non dalle fiaccole. da notare, tra l’altro, anche la mancanza di frati che annunciano fini apocalittiche oppure giocolieri e saltimbanchi nei punti più caratteristici. Ma nel complesso l’idea è più che buona. Se si riuscirà a costituire un comitato permanente, questa iniziativa dovrà essere la prima da curare e potenziare. del resto la struttura della città si presta a questo tipo di avvenimenti che sono particolarmente amati dalla gente.

Anche il torneo di rugby sponsorizzato dall’Alitalia (il cui mensile di bordo, distribuito su tutti i voli nazionali, nel numero di luglio dedica sessanta pagine all’Aquila) ottiene un grande successo. […] La Perdonanza trova due testimonial d’eccezione: Lucio Dalla e Franco Battiato. Molto apprezzate le loro performance sulla scalina di San Bernardino: il “duetto” tra dalla e Lina Sastri che cantano “Caruso” resterà nella storia della Perdonanza. Ma il clou resta sempre il Corteo. […]

Il finale col botto con Gigi Proietti, invece, non ci sarà:

Migliaia di persone che il Teatro comunale non poteva contenere: per questo l’altra sera gli organizzatori della Perdonanza hanno deciso di annullare lo spettacolo “La Pietà”, con l’attore Gigi Proietti. Lo spettacolo avrebbe dovuto tenersi alla scalinata di San Bernardino, ma il maltempo aveva convinto gli organizzatori a spostarlo al chiuso del Comunale. Tanta, troppa gente, però, era rimasta all’esterno per l’incapacità della struttura a contenerla. Ci sono stati momenti di tensione fuori il teatro con le centinaia di persone che premevano per entrare. Alla fine si è deciso di annullare lo spettacolo. Lo spettacolo si terrà nei prossimi giorni probabilmente nell’auditorium della Scuola della Guardia di finanza. L’ingresso sarà ugualmente gratuito. «È la prima volta in anni di carriera – ha detto Nicola Piovani, premio oscar per la colonna sonora di “La vita è Bella” e autore delle musiche de “La Pietà” – che mi è capitato di dover rinunciare ad eseguire uno spettacolo per la troppa gente». 

Il gran finale si concentra in una serata di gala di fine manifestazione che si tiene nei locali dell’abbazia di Collemaggio che il Messaggero racconta con un gustoso articolo di un anonimo “inviato” speciale dall’emblematico titolo “La lunga notte aquilana della Prima repubblica”:

da un invitato (assai in vista e che ha chiesto l’anonimato) alla cena di gala presso Collemaggio riceviamo: «Sono un invitato alla cena “di gala” organizzata nell’ambito della gaudente 705.ma Perdonanza celestiniana. L’occasione è stimolante ed unica: la presenza degli onorevoli Giovanni dell’Elce e Sabatino Aracu stimola una serie infinita di salamelecchi da parte dei “politicanti minori” e nobilita la serata già impreziosita della eleganza mediorientale del baffuto presidente del Consiglio che già medita la propria atipica collocazione al Corteo della Bolla dell’indomani. Sfilerà, infatti, non fra i consiglieri dei quali è il rappresentante, come fecero a loro tempo Massimo Cialente e Italo Grossi, ma fra gli assessori. Ognuno ha il suo stile!

Alle 19,45 giungono nel complesso adiacente la Basilica di Collemaggio dopo la cerimonia ufficiale in Comune, il sindaco Tempesta, ingessato, in uno dei suoi famosi doppiopetto fra i sospetti riflessi blu del biancore desolante della sua straordinaria acconciatura ed il sindaco di rottweil con le rispettive amministrazioni comunali: è il cerimoniale impeccabile imposto da Godzilla Tancredi alla manifestazione…

Scusate il ritardo! Tempesta rievoca il grande Troisi ma gli “altri ospiti” nel frattempo già avevano lasciato sul banco degli aperitivi un deserto di bicchieri vuoti e tartine secche ai paciosi teutonici. Tempesta, grande amico dei Tedeschi anche prima del gemellaggio, ricorda a sé stesso il proprio passato ed alle 20,10 chiede ai consiglieri comunali, dimenticati in un angolo come gli amici dello sposo in un matrimonio di paese, uno scatto di orgoglio: siano essi a cedere cavallerescamente il posto a sedere agli ospiti graditissimi. Ma anche i consiglieri comunali erano in piedi: solo Fabrizio Fiore “il colto”, invece, aveva bruciato tutti sul tempo dimostrando qualità che nemmeno Tempesta, che lo conosce bene, sospettava: fin dal giovedì aveva preteso un tavolo riservato per l’occasione oltre che un posto in terza fila, quale assessore di rango minore, per la Messa in diretta su Rai1 la domenica mattina.

Non era presente l’arcivescovo Molinari, cristianamente preferendo la sobrietà del messaggio celestiniano ai lazzi ed al clima da bagno turco “magrebino” della serata o più semplicemente stufo degli urli e delle ovvietà del Tempesta oratore. I consiglieri di opposizione Benedetti, Moroni e Palmerini accerchiati dalle tifoserie del Polo, dalle solite facce della lunga notte della prima repubblica aquilana, ricciuti (presente per caso) Placidi e De Matteis e da quelli che sono sempre presenti, malcelavano la rabbia per un Comune perso così malamente e per una Perdonanza che non sarà stata nulla di speciale che sarà un po’ pacchiana ma che è piaciuta abbastanza agli aquilani nel deserto culturale della loro misera estate.

[…] Infine, il compianto Enea Laurenzi, presidente dell’Academia, interviene per rincarare la dose sui malvezzi dei politici:

Varie persone mi hanno chiesto se fossi l’autore del corsivo sul Messaggero: “La lunga notte aquilana della Prima repubblica”. È ovvio che il Messaggero conosce l’estensore, che non mi solletica nessuna curiosità, ma desidero assicurare i dubbiosi che il mio stile è, forse, più donchisciottesco che da attentatore notturno pavidamente celato nell’anonimato. forse qualche volta sono costretto a mettermi in vista indotto da accadimenti di interesse collettivo censurabili. Ma non ero invitato e, semmai, non avrei partecipato. Non per protervia, ma per naturale inclinazione a luoghi riservati e non affollati. da almeno 14 anni la celebrazione della Perdonanza riserva angoli ai gaudenti; ed i codazzi per supini inchini si formavano (non solo alla Perdonanza) anche con l’onnipresente ricciuti (alla Perdonanza come alla Carispaq) ed i potenti del momento. Purtroppo l’illustre anonimo sembra sia stato affetto da miopia, che solo oggi ha superato, forse perché relegato all’opposizione. quanto a cadute di stile non è certo da gentleman britannico citare monsignor Molinari che con la consueta umiltà preferisce la riservatezza ai fasti pubblici. Né, il coniglio uscito dal cilindro, ha notato la caduta di stile di un diri- gente della regione, arrivato alla partita di inizio del torneo di rugby con autista ed auto blu (anzi celestina) parcheggiata sul marciapiede. Un libello non può essere mistificato per elzeviro. Sì, ognuno ha il suo stile. Anche quello di omologarsi alle comari goldoniane, nel criticare comportamenti, nei quali si è piacevolmente indugiato, restando nell’ombra. Basta autoconvincersi che per emendarsi sia sufficiente gettare fango senza farsi vedere, tanto l’indomani si potrà passare sotto la Porta Santa. 

Tancredi si dà un 8 e mezzo. La media delle pagelle del Messaggero fa uno scarso 7. Ecco le ormai tradizionali pagelle (precedute da una mia analisi) a cui quest’anno si aggiunge, come sottorubrica, quella dei “Numeri” (ovvero la manifestazione in cifre) curata da Federica Farda:

L’ANALISI

Premessa: è stata una bella Perdonanza. forse mai come in questa edizione, s’è vista tanta gente brulicare festante per le vie cittadine: nemmeno ai tempi delle migliori ed innovative ”isole sonanti” il centro storico ha pulsato così di vita, di festa. Certo, il clima ha influito, ma sarebbe ingeneroso non riconoscere i meriti dell’organizzazione che ha dato il massimo, probabilmente di più di quanto fosse nelle aspettative. Il massimo, appunto. Siamo alle solite. ogni Comitato (o direzione o sovrintendenza che dir si voglia) ha sempre dato il massimo, a volte riuscendo a moltiplicare i pani ed i pesci (in tempi di vacche magre), a volte sfruttando al meglio le contingenze positive (700 milioni di budget, quest’anno, si sono sentiti). Nel fare il bilancio di quello che da oltre tre lustri è ormai l’unico evento cittadino (non solo estivo) per eccellenza, ogni volta non si può rimproverare nulla a nessuno. Sì, perché anche se le cose non vanno al meglio, i responsabili di ogni edizione hanno la loro bella scusante: «In un mese cosa potevamo fare?». Eccolo il nocciolo della questione.

In una parola, serve la fondazione che non sia un vuoto termine richiamante l’“Immota manet”, ma che sia il motore sempre acceso di una struttura che da oggi, 31 agosto, a Perdonanza finita, pensi all’organizzazione della prossima edizione. Esigenza ancor più urgente se si considera che quella dell’anno prossimo è l’edizione magica del duemila.

Anche questo discorso s’è fatto ad ogni fine Perdonanza ma poi si è tornati puntualmente a gestire la manifestazione nell’emergenza, spesso senza memoria storica e, soprattutto, senza continuità. Come se la Perdonanza fosse una faccenda esclusivamente dell’amministrazione comunale in carica. Se c’era Lombardi, la Perdonanza era di Lombardi: fatti suoi. Se c’era Centi, era di Centi. ora c’è Tempesta: sono fatti suoi e del Polo cittadino. Lo dimostra il fatto che, in particolare durante questa edizione, l’opposizione cittadina che pure rappresenta quasi l’altra metà del cielo politico cittadino, è stata totalmente assente. Alla cena di gala nello splendido salone della restaurata Abbazia di Collemaggio in onore della municipalità tedesca di Rottweil in occasione del decennale del gemellaggio, non solo i rappresentanti dell’opposizione erano pochissimi, ma soprattutto non c’erano gli ex sindaci Lombardi e Centi (c’era invece romeo ricciuti che, come sindaco, firmò il primo atto) che pure di questa ”fratellanza civica” sono stati due padri. Ecco: è la Perdonanza di Tempesta e del Polo che, né più e né meno di come hanno fatto altre amministrazioni di altro colore, ”cavalcano” l’evento. Ecco il punto: la Perdonanza non è di nessuno. La Perdonanza è di tutti e soprattutto di tutti gli aquilani. Neri, rossi, bianchi o grigi che siano. 

LE PAGELLE

Corteo storico: voto

Lo scorso anno i ritardi (il voto fu infatti 5=), quest’anno le lungaggini. Al corteo storico non si riesce a dare continuità. Cosa che invece s’è riusciti a dare alla qualità dei figuranti. Curata, curatissima è stata quest’anno la storica sfilata. Ma tre ore sono davvero troppe tanto che non s’è potuta evitare la deleteria concomitanza col match-clou del torneo di rugby (che aveva un orario obbligato alle 15,30). Certo, è positivo il segnale che tanti, tantissimi gruppi, e ed altrettante municipalità vogliono fortissimamente partecipare al Corteo e si affidano addirittura alle “raccomandazioni”, ma bisogna sfoltire.

Torneo rugby: voto

La novità funziona sempre così come lo scorso anno aveva funzionato la “Peregrinatio” delle spoglie di Celestino v. Il ritornello è sempre quello. Così come è accaduto per la Peregrinatio, presentata come fondamentale lo scorso anno ma totalmente sparita in questa edizione, ci vuole continuità. dunque, la bellissima esperienza del quadrangolare va ripetuta. Magari nel nuovo stadio del rugby all’Acquasanta; magari modificata per migliorarla, ma l’idea non va buttata a mare per seguirne un’altra. Il rugby si è sempre ben sposato con questa città. Giusto ed opportuno collegare un evento rugbistico mondiale alla Perdonanza.

Eventi: voto 7

Dalla, Proietti, Sastri, Stewart, Britti, Battiato: a ben riflettere non si può chiedere di meglio ed il successo di pubblico (anche nell’ultima serata segnata da un acquazzone) è stato inevitabile. Il segnale è doppiamente positivo: i grandi nomi non esitano a venire alla Perdonanza che, seppure a fatica, si sta comunque imponendo come un appuntamento di rilievo nel panorama della manifestazioni del suo genere. Sotto questo aspetto, ormai, non si può che migliorare tentando il colpaccio(stile dalla di questa edizione) che può far guadagnare alla manifestazione il palcoscenico nazionale.

Promozione: voto n.g .

N.g., ovvero “non guidicabile”. Non ce la sentiamo di dare un voto che potrebbe essere una striminzita (e perciò ingenerosa) insufficienza facendo la media tra un 8 e mezzo per la promozione ”locale” ed un 3 e mezzo per quella “nazionale”. Il problema è sempre quello: se la Perdonanza vuol essere la più grande delle ”sagre” (non nell’accezione negativa del termine) comunque legata al messaggio celestiniano, va bene, anzi va benissimo così; se, invece, vuol essere un “festival dei due mondi”, recuperando il ruolo di “Giubileo ante litteram”, non ci siamo proprio. Bisogna decidersi: meglio essere i primi degli ultimi o gli ultimi dei primi? *

I NUMERI

questi i numeri della Perdonanza ‘99:

28: i gruppi storici al Corteo.

85: le municipalità che hanno sfilato.

100: gli artisti esibitisi nelle varie manifestazioni.

105: le persone giunte da Rottweil per il decennale del gemellaggio.

150: le telefonate degli abruzzesi nel mondo giunti a rai International nel corso di un programma sulla Perdonanza.

705: le edizioni della Perdonanza. 800: i figuranti al Corteo.

1.200: sinora i collegamenti sul sito internet della Perdonanza.

2.800: i km percorsi da Luciano Di Fabio, che con la bicicletta ha “unito” la Porta Santa di Santiago de Compostela con quella dell’Aquila.

9.000: le ostie distribuite durante il periodo dell’indulgenza. 10.000: i calendari ”Tempio del Perdono” che sono stati distribuiti.

10.000: la media delle persone che hanno assistito agli spettacoli presso la scalinata di San Bernardino e Costa Masciarelli.

10.000: i presenti a Collemaggio durante la messa solenne trasmessa da Raiuno. 15.000: gli spettatori complessivi del Torneo Alitalia dei quarti, di cui 6.000 solo per la finale Italia-Fiji.

25.000: ed oltre coloro che hanno visto il corteo della Bolla. 35.000: i passaggi sotto la Porta Santa.

Estratti dal libro
TRENT’ANNI DI PERDONANZA –  Il secolare Giubileo Celestiniano dell’Aquila. Cronaca della rinascita dal 1983
di Angelo De Nicola
One Group Edizioni

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