A. De Nicola: Il Giovin Signore Cialente – Perdonanza 2012 (edizione 718)

Trent'anni anni di Perdonanza - Il secolare Giubileo Celestiniano dell’Aquila, Cronaca della rinascita dal 1983

di Redazione | 23 Agosto 2020 @ 06:39 | PERDONANZA
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Anche per la Perdonanza 2012, la 718.ma, la partenza a giugno è, manco a dirlo, tra le polemiche. Tutta colpa di un avviso che compare sul sito Internet ufficiale della Perdonanza. Si tratta di un bando in cui si invitano le associazioni culturali a presentare proposte per l’imminente edizione. Il sito laquilabog.it pubblica un dettagliato articolo dal titolo “Perdonanza: la trasparenza che non c’è!”:

Non è la prima volta che il bando di affidamento per la gestione degli eventi della Perdonanza Celestiniana finisce nell’occhio del ciclone. Ma non è che la cosa importi poi molto ai nostri amministratori visto che, imperterriti, continuano a gestire la cosa nella più totale mancanza di trasparenza in barba a tutti i principi morali e etici sbandierati in campagna elettorale solo un mese fa.

«Stamattina, venerdì 15 giugno, è uscito un avviso sul sito della Perdonanza Celestiniana. Due righe in cui si informa che le associazioni culturali possono presentate delle proposte al Gabinetto del Sindaco entro e non oltre lunedì 18 giugno. Un avviso pubblicato tre giorni prima della data di scadenza e con in mezzo pure il sabato e la domenica». A denunciarlo, attraverso una nota, è Appello per L’Aquila, che ritiene che «le procedure seguite negli scorsi anni sono state tutto tranne che trasparenti ma quest’anno si è raggiunto il massimo e tutti sono autorizzati a pensare che semplicemente i giochi sono già fatti». Secondo Appello per L’Aquila «è infatti evidente che potrà rispondere a quell’avviso solo chi ne era a conoscenza ben prima della pubblicazione». Il testo completo dell’avviso è:

“Le Associazioni Culturali che vogliono partecipare alla 718.ma Perdonanza Celestiniana possono consegnare le loro proposte presso il gabinetto del Sindaco entro e non oltre lunedì 18 giugno 2012”.

A parte il fatto che un avviso si potrebbe scrivere con qualche dettaglio in più, la cosa rilevante è la data di scadenza: 18 giugno 2012. oggi è 15 giugno, la scadenza è lunedì prossimo: tra tre giorni. Poi, prontamente, compare una errata corrige a rettifica della data.

«La violazione delle regole e il disprezzo delle persone da parte di questo sistema è così totale che, ormai, non si preoccupa più nemmeno di salvare le apparenze – si legge nella dura nota di Appello per L’Aquila – . La deriva continua deve essere arrestata a partire da questo ennesimo insulto alla decenza. Quest’anno le scelte devono invece essere improntate sulla trasparenza e il rispetto delle regole ribaltando queste procedure inconcepibili. Chiediamo quindi un pubblico avviso che risponda ad alcuni semplici requisiti: contenuti e richieste completi; criteri di valutazione chiari e con l’indicazione dei punteggi assegnati ad ogni criterio; scadenza di almeno quindici giorni successivi alla pubblicazione dell’avviso; indicazione dell’ammontare delle risorse economiche stanziate; pubblicazione della composizione della commissione di valutazione delle proposte; obbligo per i partecipanti di dare assenso alla pubblicazione di tutte le proposte presentate; pubblicazione di tutti i progetti pervenuti e, per ognuno di essi, dei punteggi assegnati per ciascun criterio».

«La trasparenza e il rispetto delle regole – conclude Appello per L’Aquila – premiano i progetti migliori, dando il segnale che finalmente nella nostra città le scelte sulla destinazione delle poche e preziose risorse sono effettuate sul merito e sulle capacità, dando pari opportunità a tutte le associazioni di far valere le proprie proposte e innalzando il livello della produzione e della proposta culturale. Per questo faremo una battaglia determinata nella società e nelle Istituzioni».

Il sindaco Massimo Cialente e l’assessore Marco Fanfani rendono noto che l’avviso pubblicato erroneamente stamane sul sito della Perdonanza Celestiniana è stato prontamente corretto. La scadenza infatti, è stata fissata dal comitato Perdonanza a lunedì 25 giugno e non erroneamente al 18 giugno come riportato sull’avviso. «Come ogni anno – ha dichiarato il sindaco Cialente – la Perdonanza sarà una grande occasione anche di partecipazione, ancora di più quest’anno alla luce del programma di mandato e dell’incontro in Piazza Duomo». «Il Comitato Perdonanza ha da sempre operato con trasparenza e nel rispetto delle regole. – ha dichiarato l’assessore Marco Fanfani- Gli eventi sono stati organizzati grazie al lavoro di volontari che si sono prodigati senza alcun compenso. Peraltro, il Comitato, che è operativo da tempo, ha già ricevuto proposte e iniziative e, con questo avviso, vuole informare tutte le Associazioni Culturali che avessero progetti da presentare. Raccomandiamo di far pervenire le proposte nel minor tempo possibile, affinché possano essere immediatamente valutate e affinché, l’organizzazione della Perdonanza, non avvenga con troppo ritardo». 

Laquilablog.it non molla la polemica e insiste con una dura nota firmata dallo pseudonimo “Il Cavaliere di Saint George”:

Continuiamo a osservare l’operato dei nostri amministratori a mo’ di spina nel fianco. Altra brutta vicenda è quella del bando del Comune di L’Aquila per la prossima Perdonanza. Un bando messo sul sito del Comune il venerdì con scadenza il lunedì successivo. Roba da eiaculazione precoce.

Anche qui la stessa vecchia musica, la stessa arrogante pretesa, mai scalfita da una tragedia come quella del terremoto, anzi da essa esaltata e portata a livelli sublimi di presa in giro di noi poveri cittadini coglioni. Di tutti quei cittadini che non appartengono alle varie lobbies e congreghe cittadine, a quelle che si spartiscono gli incarichi e le torte non in base alla competenza e al merito ma al grado di vassallaggio al politico o per favori di letto.

Anche qui sono pervenute le successive (e penose) giustificazioni: «Ci siamo sbagliati, non è successo niente, tanto rumore per nulla». Rimane il fatto che, come al solito l’affaire Perdonanza rimane una torta accessibile a pochi.

In una Città mediamente normale il bando per presentare i vari progetti per la Perdonanza si pubblicherebbe un anno per l’altro, per avere tutto il tempo per va- lutare e selezionare gli stessi.

Qui si presentano in solo tre giorni (di cui due festivi) a soli sessanta giorni dal- l’evento.

Cittadini coglioni, ma che vi siete messi in testa di sindacare cosa fa il Comune ed il Comitato per la Perdonanza? Fateli lavorare in pace, che la Perdonanza fa già schifo così: potrebbe essere un evento culturale per lo meno europeo; gestita da simili personaggi è poco più di una sagra paesana.

Comunque, affinché non abbiano più a ripetersi simili incresciosi incidenti e contrattempi, l’assessore Fanfani è già corso ai ripari.

ha comprato dall’Imperial War Museum di Londra l’unico esemplare ancora esistente della famosa macchina Enigma: quella che veniva usata dall’esercito tedesco durante l’ultima guerra per cifrare e trasmettere i messaggi top secret.

Tranquilli: Il bando per la Perdonanza 2013 sarà redatto con questa macchina… *

Il sindaco Cialente spiega sulla sua pagina Facebook che si è trattato solo di un equivoco:

«vorrei fare una precisazione, necessaria a mio avviso alla luce della coda delle polemiche sul bando Perdonanza», scrive sulla sua pagina di Facebook. «Ribadito che si è trattato solo di una svista ed equivoco, e che lo stesso bando non era ultimativo, voglio sottolineare che non vi sono fondi da distribuire».

Il sindaco spiega, infatti, che il Comune, che ha fondi limitati, si fa carico solo delle spese “tecniche” , vale a dire palco e service. «Le associazioni ed istituzioni culturali aquilane partecipano alla Perdonanza come atto di solidarietà alla città», aggiunge. «Anche il grande concerto di chiusura del 29 agosto avrà queste con- notazioni, come avvenuto per Fiorella Mannoia. I fondi per la Perdonanza sono pochi. Nonostante ciò, grazie al lavoro generoso e gratuito, del comitato Perdonanza, le ultime 5 edizioni della nostra amministrazioni sono state molto belle, spiritualmente e culturalmente validissime, ed hanno visto la chiusura ed approvazione dei bilanci il mese successivo alla fine della manifestazione. Ecco perché ribadisco che le polemiche sono una tempesta in un bicchier d’acqua. Inoltre, per domani, organizzata da tempo, è prevista una riunione dell’assessore alla cultura Pezzopane con le associazioni ed istituzioni culturali proprio per organizzare al meglio la Perdonanza 2012». 

Non bastasse questo avvio, Matilde Albani sull’Editoriale ci mette un altro carico chiedendo il perché dei tempi così lunghi per far diventare la Perdonanza patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco:

Partiamo da una considerazione, nulla quaestio sul valore e il prestigio del risultato che si vuole portare a casa, ci sorprende, però, come mai alla vigilia della 718a edizione della Perdonanza Celestiniana, si rilanci con enfasi, un progetto di cui si erano perse le coordinate, che, probabilmente, già doveva aver portato o meno i suoi frutti. Parlo del famoso Comitato ideato nel 2010, e nato ufficialmente nel luglio dell’anno successivo, al fine di far diventare la Perdonanza patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco. Se ne parlava, giusto un anno fa… Poi, a parte un incontro propositivo nel novembre del 2011, il silenzio, fino, a riapparire sulla scena in odore dell’edizione 708.

Sul sito dell‘Associazione Deputazione Storia Patria, uno dei partner del progetto, capofila la Società Geografica Italiana, e altri illustri accademici tra cui il presidente dell’Accademia della Crusca, Francesco Sabatini, in data settembre 2011 si legge che “è in pieno svolgimento la fase più delicata del progetto per ottenere dall’Unesco il riconoscimento della qualifica di Patrimonio Immateriale dell’Umanità per la Perdonanza Celestiniana di Collemaggio. Un apposito Comitato promotore presieduto dal prof. Francesco Sabatini sta realizzando una serie di interventi al fine di predisporre il complesso carteggio necessario per presentare ufficialmente a Parigi la candidatura, per il tramite del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In occasione della 717a edizione della Perdonanza, il 28 e 29 agosto 2011 una squadra di catalogatori incaricati dal Ministero ha effettuato un massiccio intervento conoscitivo (interviste, visite, raccolta di dati ecc.), mentre la Rai, attraverso la ben nota trasmissione Sulla via di Damasco, oltre a realizzare un eccellente servizio di oltre 20 minuti an- dato in onda sabato 3 settembre, ha messo gratuitamente a disposizione del Comitato il materiale registrato che confluirà in un apposito dvd da allegare alla documentazione in corso di realizzazione”.

Sicuramente, l’istruttoria sarà stata lunga ed impegnativa, ma per evitare l’ennesimo carrozzone di un treno che non arriva mai, qualche domanduccia era lecita. Il costo previsto circa 130mila euro, che a qualche esimio accademico, lo scorso anno, sembrarono pure pochi. Tra le voci spesa, coordinamento dell’attività tecnica, schedatura dei beni e relativa traduzione, realizzazione del montaggio, coordinamento di attività di segreteria e via dicendo. oggi, si riparla della Perdonanza bene protetto dell’Unesco per la primavera 2013, ma… la famosa “domanda” , non doveva essere presentata ad ottobre di un anno fa? 

Della questione Unesco non si parlerà per tutta la Perdonanza. Riemergerà, invece, a sipario calato. A settembre, Luigi Di Fonzo, scrive:

La Perdonanza Celestiniana patrimonio immateriale dell’umanità dell’Unesco, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura. Questa la richiesta presentata ufficialmente all’Unesco nei giorni scorsi attraverso un poderoso dossier scritto in tre lingue, il cui primo firmatario è il professor Francesco Sabatini, presidente onorario dell’Accademia della Crusca nonché presidente del Comitato promotore aquilano. Sono tre anni che si discute della proposta di tutelare attraverso l’Unesco il giubileo aquilano, simbolo della Cristianità legato al nome di Papa Celestino v e alla basilica di Santa Maria di Collemaggio. Un’opera grandiosa e misteriosa al tempo stesso quella di Collemaggio, costruita a tempo di record su ordine di Celestino v, prima Porta Santa e inviolata custode dei segreti dei Templari (all’interno dell’edificio vi è inciso anche il Santo Graal).

ora la richiesta è stata presentata e, come sintetizza il presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, Walter Capezzali, membro del Comitato promotore Progetto Perdonanza «questa manifestazione prese forma nel 1294, nel contesto dell’ascesa al trono pontificio dell’eremita Pietro da Morrone. Scontri tra partiti politici ed ecclesiastici e tra fazioni cittadine avevano trovato composizione nell’elezione di un religioso umile e sostenitore di un risanamento della Chiesa. Alla sua elezione, avvenuta il 5 luglio a Perugia con il nome di Celestino v, fece seguito il 29 agosto l’incoronazione all’Aquila nella basilica di Collemaggio. A suggello di una simile conclusione carica di forti significati spirituali e sociali», prosegue Capezzali «il neo eletto creò, con proprio decreto proclamato con una bolla del 29 settembre 1294, l’istituzione della Perdonanza, che consisteva nel perdono concesso a tutti coloro che vivevano o si sarebbero recati all’Aquila, ogni anno, nella ricorrenza della sua incoronazione (28-29 agosto)». Al di là del significato connesso al suo momento di origine e del valore che nutre il senso di appartenenza dei cittadini aquilani, sottolinea Capezzali, la Perdonanza celebrata all’Aquila ininterrottamente da oltre sette secoli «ha un valore che supera di molto il contesto locale».

E dopo il disastroso sisma del 6 aprile 2009, che ha fatto emozionare e conoscere a tutto il mondo la ricchezza culturale e spirituale del capoluogo abruzzese, la Perdonanza è oggi ancora di più un simbolo da proteggere. Da qui il Progetto Perdonanza Celestiniana per l’Unesco, e il dossier in cui si richiede all’organizzazione che difende i patrimoni storici e artistici a riconoscere anche un bene immateriale quale la Perdonanza Celestiniana è. Secondo i promotori, l’Unesco potrebbe esaminare la richiesta già nella prossima primavera, con l’auspicio che un esito favorevole della pratica possa avere ricadute positive sia per il turismo che per la cultura. 

Walter Capezzali, in una relazione firmata come Presidente della Deputazione Abruzzese di Storia Patria, fa il punto della situazione:

Tra le emergenze di maggiore interesse che hanno caratterizzato la, da poco conclusa, 718.ma edizione della Perdonanza Celestiniana di Collemaggio, all’Aquila, va segnalata la presentazione ufficiale del dossier che, su iniziativa di un apposito autorevole Comitato promotore presieduto dal Presidente onorario dell’Accademia della Crusca, l’abruzzese prof. Francesco Sabatini, è stato inviato all’Unesco per ottenere l’inserimento dell’annuale evento nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Sull’eremita Pietro del Morrone (il santo Papa Celestino V, sec. XIII), e sulla Perdonanza da lui concessa, si sono succeduti nei decenni trascorsi numerosi approfondimenti storici e culturali, con convegni, dibattiti e pubblicazioni a livello internazionale. Per riassumere la portata dell’evento e conoscere le motivazioni di questa candidatura, sarà comunque sufficiente fare ricorso al succinto ma chiaro documento approvato e diffuso quasi tre anni addietro dal ricordato organismo proponente.

[…] L’evento segna la definitiva “conversione” dell’ex sindaco dell’Aquila Antonio Centi all’operazione recupero della Perdonanza da parte di don Tullio De Rubeis superando quel netto “Io non ci sto” del 1983. Scrive Centi, come presidente dell’Anci, in un comunicato:

Sono convinto che se circa trent’anni fa il Comune di L’Aquila, Sindaco De Rubeis, non avesse recuperato il valore laico della Perdonanza oggi ben difficilmente la inestimabile Pergamena contenente la nomina ufficiale a Pontefice di Celestino V, figurerebbe tra i cento preziosi documenti degli archivi segreti del vaticano visibili nei Musei Capitolini nella esposizione Lux in Arcana né la nostra Città potrebbe godere nei giorni di fine mese della visione diretta della Pergamena sigillata da undici cardinali del tempo.

Quando nel 1994 ho avuto l’onore di presiedere al 700.mo anniversario di ricorrenza della bolla celestiniana, avrei difficilmente immaginato il recupero della centralità di Celestino V sino al punto di far considerare la Sua elezione a Papa tra i cento atti ufficiali più importanti della stessa Chiesa.

Sono lieto che l’amicizia tra la città di Roma e la città di L’Aquila ha potuto favorire tale evento storico per noi aquilani e mi auguro che tutti noi si possa passare qualche minuto in raccoglimento innanzi alla suddetta Pergamena assieme ai cittadini romani invitati nella nostra Città dal Sindaco della Capitale. 

A proposito di “conversioni”, la Perdonanza 2012 sancisce quella definitiva anche di don Claudio Tracanna che si sbilancia addirittura in un appello ai politici affinché destinino maggiori risorse economiche al Giubileo aquilano:

In questi giorni è lecito chiedersi se sia opportuno o meno fare festa in occasione della Perdonanza. Le notizie riguardanti la crisi economica fanno stare tutti in allerta. In Iran sono centinaia i morti a causa del terremoto. In Nigeria e in molte parti del mondo si continua a morire per il semplice fatto di essere cristiani. In Siria si continua a combattere una guerra assurda. Se poi guardiamo intorno a noi, ci rendiamo conto che anche qui all’Aquila il futuro sembra essere più incerto che altrove, soprattutto per i giovani. E pensi a quell’amico che ha perso la vita nel terremoto del 2009, senti di quella coppia che si è trasferita a Pescara, di quel negozietto dell’Alta valle dell’Aterno che prima di chiudere definitivamente si gioca l’ultima carta della grande svendita e così via.

Allora la domanda è pressante: si può essere così spavaldi e gioiosi in un mondo dove esiste tanta oscurità e tanto male? La risposta può essere solo un ‘“sì”. Perché dicendo “no” alla gioia non rendiamo servizio ad alcuno e contribuiamo solamente a rendere il mondo più oscuro e più triste. Allora ben venga qualsiasi forma di festeggiamento che rispetti il senso religioso della Perdonanza e che sia l’espressione dell’unica notizia di cui forse c’è bisogno ogni giorno: il perdono. Sì perché come Chiesa dobbiamo far in modo ogni giorno di purificare noi stessi e il nostro ope- rato perché questa notizia possa raggiungere nel modo più gioioso possibile tutti gli uomini. Proprio perché a volte il mondo sembra essere travolto da un oceano di male e di ingiustizia, la nostra Chiesa deve raccogliere l’appello alla riconciliazione di Celestino.

Dunque la Comunità ecclesiale aquilana ha, per così dire, un piano pastorale già stabilito dallo stesso Celestino! Un programma tutto incentrato sulla riconciliazione con Dio e tra di noi. Sarebbe auspicabile che durante l’anno pastorale, prima della festa celestiniana della Perdonanza, le varie componenti della nostra Chiesa si confrontassero con i tanti aspetti connessi col tema del perdono per poter giungere al piccolo Giubileo non più solo celebrando la Misericordia di Dio nel sacramento della riconciliazione, ma vivendolo come punto di arrivo e di ripartenza di un cammino che vede impegnati i fedeli e noi pastori tutti i giorni dell’anno.

Anche a livello civile la candidatura della Perdonanza a “bene immateriale dell’umanità” (Unesco) è un impegno a curare ancor meglio l’evento celestiniano. Se è vero che viviamo tempi difficili in cui i tagli colpiscono anche il settore della cultura, occorre che tutte le Istituzioni civili, a partire da quelle regionali, concentrino più risorse sul giubileo aquilano. In quanto membro del Comitato organizzatore (parlo a titolo personale) la mancanza di fondi impedisce di fare di più e tutto ciò che annualmente si ottiene è frutto della buona volontà di chi vi lavora e delle associazioni che offrono spettacoli e manifestazioni varie.

Proprio in questi giorni si è parlato molto del Festival della taranta che si svolge in Puglia. Ebbene, pur riconoscendo il valore culturale, turistico ed economico di una così bella iniziativa, penso che il Perdono di Celestino abbia tutte le carte in tavola per diventare come e più conosciuto ed apprezzato del festival pugliese. Dunque, è giunto il momento che si faccia di tutto per far brillare il valore del Giubileo aquilano non solo qui all’Aquila ma almeno in tutta Italia. Perché la Perdonanza senza alcun dubbio, vale più di una taranta! 

[…] L’avvio delle manifestazioni è tra i distinguo, le critiche e le controiniziative provocatorie. La Perdonanza, insomma, continua a essere usata come amplificatore per far sentire le proprie ragioni (spesso, ma non sempre, sacrosante). […]

In effetti Cialente annuncia che sfilerà con un mantello rosso.  […] Cialente col mantello non è l’unica novità di questa edizione. La vera novità è, infatti, una “Perdonanza alternativa” che ha come “basilica” l’asilo occupato in viale Duca degli Abruzzi, ovvero uno stabile pubblico danneggiato dal sisma ma in cui si tengono spettacoli e rassegne. […] Insomma, a quasi trent’anni dalla “rivitalizzazione”, gli aquilani non sentono come propria la Perdonanza?

Un intervento di Anna Maria Colonna è titolato proprio così: “È festa ma non per tutti gli aquilani”:

Da dopo il terremoto la Perdonanza non è più la stessa, sono cambiate tante cose e preferisco non seguire né gli appuntamenti religiosi né le manifestazioni civili». ho sentito spesso pronunciare queste parole dagli aquilani durante la settimana dedicata all’apertura della Porta Santa. Da pugliese trapiantata in Abruzzo per lavoro, volevo vivere da vicino gli eventi organizzati in occasione dell’importante ricorrenza, che si tiene il 28 ed il 29 agosto di ogni anno a L’Aquila. Chi meglio di un cittadino può dare informazioni? Ho chiesto in giro impressioni e pareri, nella speranza di poter trarre qualche dettaglio utile. E, soprattutto, diverso da quelli «ufficiali», stampati su brochure e locandine. Il cittadino ti mostra i due lati della medaglia, anche quello meno piacevole. ha l’occhio critico, nota le differenze e le dice. In fondo curiosità e particolari si possono apprendere solamente da chi vive un luogo «dal di dentro». E da sempre. Camminando per strada, sostando in piazza, ascoltando i discorsi che si fanno al bar.

Se una manifestazione va bene, è anche merito del cittadino. Che può scegliere di parteciparvi o meno. Perché il metro di misura rimane l’affluenza. Molti aquilani quest’anno sono rimasti a casa mentre la Porta Santa il 28 agosto veniva aperta ed il 29 richiusa. Sono rimasti a casa mentre Gianluca Grignani concludeva un’intensa settimana di appuntamenti al Parco del Sole. Mancavano la curiosità e l’entusiasmo di essere presenti a un evento che ha attirato comunque tanti visitatori. Bastava fare attenzione all’accento di chi s’incontrava per strada per notare subito che tanti non erano abruzzesi.

Da esterna, mi sono chiesta i motivi di questo paradosso. Mi sono chiesta che cosa effettivamente fosse cambiato. L’ho chiesto agli aquilani che rispondevano di non sapermi suggerire nulla perché quest’anno non avevano partecipato a nessuno degli eventi in programma. Qualcuno ha detto che la Perdonanza, dal 2009, intristisce. Altri continuano a ripetere che «fa male» vedere la basilica di Santa Maria di Collemaggio con le ferite ancora aperte dal sisma.

Eppure, nonostante i ricordi del 2009 siano ancora vivi, la Perdonanza dovrebbe rappresentare un segno di speranza.

Fa riflettere la mancata presenza e partecipazione di tanti aquilani ad un appunta- mento che attira persone da altre regioni italiane. Che appartiene alla storia della città e, inevitabilmente, a quella dei suoi abitanti. Ricorda, infatti, la Bolla pontificia – conosciuta come Bolla del perdono – che papa Celestino v (Pietro del Morrone) emanò nel 1294, concedendo l’indulgenza plenaria a chiunque, confessato e comunicato, fosse entrato nella basilica di Collemaggio dalla sera del 28 agosto alla sera del 29 agosto. Un edificio che lui stesso fece erigere quando ancora era un eremita e dopo l’apparizione in sogno della Madonna. Anche se la Bolla non lo specifica, per ottenere l’indulgenza i pellegrini attraversano la cosiddetta Porta Santa, sul lato sinistro della basilica e aperta solo una volta all’anno, il 28 e il 29 agosto.

Ho provato ad immergermi negli eventi della 718.ma Perdonanza per raccontarli. E li rivivo attraverso le fotografie. La penna e i pensieri scorrono e si perdono dietro una miriade di piccole iniziative che vestono a festa il centro storico. Con- certi, spettacoli di danza, rappresentazioni teatrali diventano il «percorso umano» verso quel tappeto verde che introduce alla basilica. Nel tardo pomeriggio del 28 agosto, corso vittorio Emanuele e corso Federico II straripano. La gente passeggia fino a notte fonda, nonostante l’aria sia pungente. La frescura serale ricompensa una giornata rovente trascorsa ad attendere l’apertura della Porta Santa e l’arrivo del corteo storico. I figuranti non deludono. E lo spettacolo degli sbandieratori piace alla folla, che si accalca per non perdere i dettagli. Per riuscire a scattare una fotografia a Sandra Console, la Dama della Bolla.

All’ingresso della Banca d’Italia c’è un continuo viavai. Per pochi giorni è esposto al pubblico il documento con cui si chiedeva a Pietro del Morrone di accettare di diventare papa. Fino ai primi del Seicento, la missiva era custodita a Sulmona, nel monastero di Santo Spirito. Poi fu trasferita in Vaticano, dove ancora si conserva. Dopo oltre 400 anni, in occasione della Perdonanza 2012, il documento è tornato in Abruzzo per rimanere in mostra a L’Aquila fino al 29 agosto.

Intanto alcuni turisti escono, lamentandosi, da un esercizio commerciale che vende prodotti da forno. Parlano di prezzi alle stelle. Per curiosità entro e chiedo il costo di alcuni biscotti alle nocciole. ventisette euro al chilogrammo. È l’altra faccia della medaglia, quella legata all’aspetto economico e alla possibilità di guadagnare da un’affluenza «esterna» che si annuncia abbondante.

Da pugliese, non conoscevo la Perdonanza celestiniana, se non «di passaggio». La ricorrenza potrebbe davvero riportare L’Aquila al centro dell’attenzione nazionale, e non solo per il terremoto e per la ricostruzione.

Perché L’Aquila è anche altro. E questo «altro» vale la pena conoscerlo. 

Ma la bocciatura arriva dallo storico Walter Cavalieri il quale stronca la Perdonanza che sarebbe tutta (o quasi) da rifare:

È ormai sotto gli occhi di tutti che ciò che maggiormente difetta in questa nostra Città è la mancanza di un’idea generale di carattere urbanistico, architettonico ed economico. Non vi è traccia di ciò neppure nei mirabolanti documenti comunali che vorrebbero decantare un futuro di rinascita: in barba all’abusato aggettivo “strategico”, si continua a navigare a vista, con interventi scollegati ed estemporanei. E dato che finora l’aggettivo “partecipato” viene di volta in volta incollato ex post a decisioni prese nelle segrete stanze del Comune, mi permetto di proporre un piccolo esempio di come si dovrebbe procedere.

Partiamo dalla ormai decotta manifestazione della Perdonanza celestiniana. Piuttosto che fare filologia solo sui costumi del corteo, sarebbe il caso di fare anche un po’ di filologia storica.

Scopriremmo che originariamente la Bolla veniva portata a Collemaggio da piazza del Mercato per Costa Masciarelli e Porta Bazzano. Inoltre, non esisteva una Porta Santa e l’indulgenza veniva concessa non per uno ma per due giorni (dai vespri del 28 a quelli del 30 agosto) in un contesto di pura spiritualità: inni sacri, veglie di preghiera, ostensione delle reliquie.

Dalla metà del Trecento, i festeggiamenti in onore di San Pietro Celestino si tenevano invece il 19 maggio, con una fiera mercantile, centrata sul commercio della lana e dello zafferano, che si collegava così ai festeggiamenti successivi per San Bernardino (20 maggio), per San Massimo (10 giugno) e per Sant’Equizio (11 agosto).

A metà Quattrocento risalgono invece le prime notizie relative a feste, balli, gare di balestra, giostre, due pali a cavallo e uno a piedi, che si correvano da una cappella presso Sant’Antonio attraverso Porta Barete e l’attuale via Roma fino a Piazza Pa- lazzo.

Dunque, perché non restituire alla festa del Perdono la sua caratteristica originaria, magari richiamando schiere di fedeli mediante l’ostensione delle preziose reliquie francescane custodite a Castelvecchio Subequo? E perché non dare anche un senso al messaggio celestiniano di pace, di riconciliazione e di solidarietà, invitando gli opposti protagonisti di conflitti in atto (per esempio israeliani e palestinesi) a confrontarsi per due giorni all’Aquila? Ciò renderebbe l’evento unico e di risonanza mondiale nella sua duplice configurazione religiosa e laica.

Quanto all’aspetto economico, l’antica fiera mercantile potrebbe essere ripresa in altro periodo dell’anno nell’ambito di una importante fiera campionaria, da localizzare in un’area idonea come quella di Sassa-Preturo, ove potrebbe prendere corpo stabilmente un polo commerciale-aeroportuale (in armonia con il policentrismo della città-territorio).

La parte ludico-spettacolare potrebbe essere infine diluita nei mesi precedenti l’evento spirituale, sia per evitare le attuali commistioni da “sagra paesana”, sia per dare corpo a una dignitosa estate aquilana che rivitalizzi la Città dal punto di vista culturale, incoraggiando anche in questo senso quei flussi turistici di cui oggi si lamenta l’esiguità.

Estratti dal libro
TRENT’ANNI DI PERDONANZA –  Il secolare Giubileo Celestiniano dell’Aquila. Cronaca della rinascita dal 1983
di Angelo De Nicola
One Group Edizioni

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