A. De Nicola: E ora si pensa a coinvolgere il Papa – Perdonanza 1991 (edizione 697)

Trent'anni anni di Perdonanza - Il secolare Giubileo Celestiniano dell’Aquila, Cronaca della rinascita dal 1983"

di Redazione | 14 Agosto 2020 @ 06:12 | CULTURA
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Nell’edizione del 1991 che, continuando sul tema della pace, per la prima volta si comincia a dire a voce alta che bisognerebbe trovare la maniera per coinvolgere il Papa per la Perdonanza. Cioè quel Giovanni Paolo II che ha già iniziato a mostrare un grande interesse per le montagne abruzzesi e per il Gran Sasso in particolare che, forse, gli ricorda i suoi monti Tatra, in Polonia, dove fino al 1978 il prete Karol Wojtyla sciava in libertà.

Proprio in ossequio al Papa, anche per la 697.ma edizione, la nona dell’era moderna, si punta sulla Pace. Scrive Isolina Scarsella alla presentazione delle manifestazioni, presentazione che ormai è un tutt’uno delle manifestazioni rievocative, religiose e “festivaliere”:

La coscienza dell’uomo per un’unica pace. Come già anticipato ruoterà su questo tema l’edizione ‘91, la numero 697 della Perdonanza celestiniana.

Contenuti propositi e peculiarità della manifestazione che, come tradizione, si svolgerà dal 23 al 29 agosto sono stati illustrati ed ufficializzali ieri presso la sala Eden dal sindaco Lombardi alla presenza del presidente della Provincia, Giorgio Castellani, degli assessori comunali Giovanni Giuliani, Mariano Volpe e Pasquale Corriere e del soprintendente alla Perdonanza, Errico Centofanti.

«Abbiamo puntato su un tema – ha esordito Lombardi – già proposto dal Papa in occasione della Giornata mondiale della pace. Un tema difficile ma particolarmente attuale considerando la difficile situazione politica maturata nel corso dell’ultimo anno a livello internazionale». Non a caso la città martire ospite delle celebrazioni celestiniane sarà il tristemente noto centro rumeno di Timisoara. «Dal punto di vista strettamente culturale – ha continuato Lombardi – abbiamo quest’anno privilegiato le realtà locali quali i Solisti aquilani, Istituzione sinfonica e Tsa, senza per questo pregiudicare la qualità del prodotto artistico.

La Perdonanza ‘91 avrà un costo di 650 milioni, 200 dei quali provenienti dalle casse della Regione, 150 da quelle del Comune e 60 da quelle della Provincia. A parte i contributi dei privati (quest’anno più sostanziosi) e gli interventi sotto diverse forme dell’amministrazione municipale.

Il cartellone della “Perdonanza festival”, questa la definizione esatta, propone tra gli appuntamenti profani l’esibizione del Circo di Mosca (il 23), la rappresentazione del Romeo e Giulietta del Tsa (il 26), una piece musical teatrale dedicata a Vivaldi (il 27) un balletto con Liliana Cosi e Manuel Stefanescu (il 28) e l’attesissimo recital di Lucio Dalla (il 24) in coproduzione con l’Arac.

A corollario, come consuetudine, convegni, premi, mostre e la coinvolgente Isola Sonante. Per i giovanissimi, infine, spazio tutte le sere al Roxy cafè.

Momento clou della componente religiosa ovviamente il corteo della Bolla del 28 pomeriggio. Quest’anno ad aprire la Porta Santa della basilica di Collemaggio sarà il cardinale Jerome Hamer, Prefetto della Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Il sindaco ha comunque già preannunciato l’intenzione della Municipalità di formare gruppi di lavoro in vista del settimo centenario della Bolla quando si tenterà di coinvolgere nelle celebrazioni anche il Pontefice. 

Il puntare sulla Pace funziona sempre. Anche perché capita, proprio in quell’agosto del 1991 (da 19 al 21), il colpo di stato in Russia da parte di un gruppo di otto dirigenti sovietici. Fu quando Boris Eltsin, presidente della Federazione russa, salì su un carro armato delle forze che avrebbero dovuto piegare la sua resistenza per parlare ai russi, invocando il ritorno a Mosca di Mikhail Gorbaciov, segretario generale del Pcus, prigioniero nella sua dacia in Crimea. Ebbene, per la Perdonanza era stata invitata una delegazione della Georgia la cui presenza all’Aquila diventa un segno tangibile di pace nel nome di Celestino. Racconta, sempre la Scarsella, l’arrivo della delegazione georgiana in un articolo significativamente intitolato “La Perdonanza sovietica”. […]

Diventa così naturale affidare la fiaccola del Fuoco della Pace ad una giovane georgiana per accendere il tripode sopra la Torre civica. […]. La Pace, dunque, domina il clima e la scena della Perdonanza. Tanto che viene istituito dalla Municipalità, per la prima volta, anche un “Premio per la Pace”, un’iniziativa che verrà ripresa in futuro procurando grossi guai. […]

E venne il giorno dell’attesissimo Corteo della Bolla al quale assistono, secondo le cronache, trentamila persone. Un record se si considera che è un mercoledì e, quindi, non un giorno festivo. La cronaca è affidata ancora a Isolina Scarsella. […]

Aspre critiche al Corteo («Mancavano solo le zampogne…») vengono espresse anche nei giorni successivi. Il Messaggero dà voce ai mugugni:

«La Perdonanza e una grossa manifestazione – ha detto il vicesindaco Giovanni Giuliani – che come tale si presta a consensi ma anche a critiche». Tra queste ultime, quella di un gruppo di lettori che in una nota inviata in redazione, scrive con una buona dose d’ironia:

«Non è ancora del tutto sopita tra noi l’emozione di essere stati presenti, seppure confusi tra le folle commosse e plaudenti, alla straordinaria, ecumenica, indimenticabile rievocazione del Corteo della Bolla. Scorrono nei nostri occhi, ancora umidi, le immagini dei gruppi e dei singoli, lo sventolio delle bandiere, i bagliori delle lame e degli elmi, la solennità sindacale e delle alte gerarchie ecclesiastiche. Pur tuttavia, ci è impossibile nascondere il rammarico per la sola lacuna di un così ricco consesso: l’assenza dell’umile, schivo zampognaro, certo protagonista di una vicenda ispirata alla più ampia rappresentatività. Augurandoci che nella prossima edizione nel Corteo risuoni anche il familiare zufolamento della Ciaramella, porgiamo i nostri distinti saluti». 

La Perdonanza è finita. “E ora si pensa al Papa” titola il Messaggero (nell’articolo di bilancio della Scarsella) proiettandosi già al programma dell’anno prossimo, settimo centenario della Bolla (1294 – 1994):

«La Perdonanza si avvia al suo settecentesimo anno. Ed è nostra intenzione cominciare sin da ora a preparare cose nuove e, perché no?, anche diverse».

Più che un bilancio consuntivo quello tracciato ieri dal sindaco Enzo Lombardi, a qualche ora dalla conclusione delle celebrazioni celestiniane, è stato un bilancio preventivo in vista appunto del 1994 anno del settimo centenario della Bolla.

Coadiuvato dal vicesindaco nonché assessore alla cultura, Giovanni Giuliani, e dal soprintendente alla Perdonanza, Errico Centofanti, il primo cittadino ha solo accennato all’edizione appena passata agli archivi. «Nonostante i ritardi accumulati in fase di programmazione – ha detto – siamo abbastanza soddisfatti di come sono andate le cose. Quella di quest’anno e stata infatti la Perdonanza con la più grossa partecipazione di pubblico. Senza voler fare confronti irriverenti si è vista addirittura più gente di quando venne il Papa o anche il presidente della Repubblica, Sandro Pertini».

Poi la conversazione si è incanalata sul futuro: «Il primo passo da compiere – ha detto ancora Lombardi – è la costituzione di un Comitato ripartito in più sezioni che si occupi dell’approfondimento delle tematiche celestiniane. La spiritualità dell’eremita del Morrone insomma ma anche le diverse espressioni culturali suggerite da questa eclettica figura». In proposito il sindaco ha già avviato contatti con il cardinale Jerome Hamer, il legato pontificio al quale e stata quest’anno affidata l’apertura della Porta Santa, che si è scoperto grande estimatore e conoscitore di san Pietro Celestino. E il religioso ha già dato la propria disponibilità a coordinare una o più iniziative.

Da approfondire, sempre in prospettiva, il discorso intavolato proprio in questi giorni con i sindaci di Assisi e di Czestochowa per la creazione di un ideale collegamento spiritual – sociale con L’Aquila. Ma l’idea che sta facendo perdere il sonno all’amministrazione resta sicuramente quella di portare il Pontefice in persona alle celebrazioni celestiniane numero 700. Un’idea ambiziosa ma tutt’altro che irrealizzabile considerando la sensibilità di Giovanni Paolo II per i problemi della Pace e della solidarietà umana. ovvio che in caso di assenso del Santo Padre, la mobilitazione sarà maggiore. Pensierini si stanno facendo anche sull’allestimento di una mostra celestiniana e sul potenziamento ricettivo della scalinata di San Bernardino. Tutte ipotesi logicamente e giustamente ancora in embrione.

«Si tratta di un progetto molto complesso – ha puntualizzato Lombardi – destinato a coinvolgere tutte le realtà imprenditoriali cittadine. E non solo a livello finanzia- rio. È necessario cioè che i commercianti prolunghino l’orario di apertura dei negozi o che revochino la chiusura festiva, come necessario che gli alberghi si dotino di guide e che si adottino altri accorgimenti simili».

Sulla composizione del Corteo della Bolla, clou della Perdonanza, e su eventuali criteri selettivi da privilegiare nel domani, il sindaco è stato chiaro: «Il corteo è bello così com’è perché diverso da tutti gli altri e perché composito. È vero, qualche caduta di tono c’è, ma molto dipende da situazioni che in un contesto così imponente diventano pressoché incontrollabili».

Ci trova d’accordo il composito, un po’ meno l’“incontrollabile” visto che se si punta ad un salto di qualità, quelle certe situazioni non vanno tollerate ma affrontate. E se necessario anche a muso duro.

Il presidente della Giunta ragionale, Rocco Salini, ha intanto comunicato che la sua assenza al meeting “Le Città per la Pace” è stata dovuta al fatto «che non era a conoscenza dell’iniziativa, ne aveva assunto impegni in proposito». Eppure sul programma il suo nome c’era.

Contrariamente alla consuetudine, il dibattito del dopo – Perdonanza è fiacco. Sul Messaggero, ad esempio, solo qualche accenno, peraltro all’interno di in un dibattito incentrato sul bilancio della stagione estiva e sul turismo in generale […]

Interviene Antonio Centi, consigliere regionale del Pci, che cita la Perdonanza in conclusione di un lungo intervento secondo cui, in fatto di turismo, «la città può puntare sulla qualità». […]  Negativo anche il bilancio (“Perdonanza, che delusione!”) che traccia, sotto il profilo culturale, il critico d’arte Antonio Gasbarrini in un intervento […]

Puntuale, e come al solito pungente, l’editoriale di Dante Capaldi che insiste sul difetto di connotazione religiosa e spirituale della celebrazione:

Scivola negli archivi anche la Perdonanza edizione 1991. Consensi, apprezzamenti, critiche di varia natura sono state evidenziati anche quest’anno nell’ambito di quel ventaglio che va sotto il nome di pluralismo (oggi va tanto di moda) che contraddistingue l’attuale periodo storico – sociale. «Avvenimento o mega bluff?», si è tuonato da una parte; «Così sacro e profano si possono conciliare» si è risposto argutamente dall’altra.

Ad ogni modo, ripetendo quanto da noi sostenuto anche nelle precedenti edizioni (dall’83 ad oggi) questa grande manifestazione popolare dovrebbe assumere ancor più una connotazione religiosa e spirituale.

Anche se così concepita, riesce pur a polarizzare alla fine di agosto di ogni anno l’attenzione non solo dei mass media, ma di cattolici e laici con una partecipazione sempre più massiccia e significativa come quella di quest’anno.

Dall’Aquila, così, è partito, come in passato quel messaggio di Pace che si collega ed innesta al Perdono di Assisi, in una perfetta simbiosi di intenti e all’insegna della cooperazione, della fratellanza e della Pace tra i popoli.

Vide bene nel lontano 1978 l’attuale presidente del Centro Celestiniano, padre Quirino Salomone, quando gettò un seme prezioso che sta dando già frutti copiosi, rilanciando questa grande manifestazione.

Per tutti. In modo particolare per la Chiesa e di riflesso per la municipalità aquilana ed abruzzese ormai conosciute nell’ambito non solo nazionale ma internazionale, anche grazie al messaggio vivo ed attuale di Papa Celestino.

Del resto come ha voluto giustamente ricordare il collega Walter Capezzali «la validità della Bolla, oltre al essere indiscussa storicamente è stata anche riconfermata dall’Autorità Pontificia». Sicché la Perdonanza rappresenta davvero un’occasione di crescita generale per tutti dove religione e laicità possono trovare un giusto equilibrio. 

Estratti dal libro
TRENT’ANNI DI PERDONANZA –  Il secolare Giubileo Celestiniano dell’Aquila. Cronaca della rinascita dal 1983
di Angelo De Nicola
One Group Edizioni

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