A “caccia” del quorum. Firme per il referendum al vaglio della Cassazione

di Alessio Ludovici | 03 Novembre 2021 @ 06:00 | AMBIENTE
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ROMA – Sul filo del rasoio. Il Comitato Sì Aboliamo la Caccia ha depositato presso la Corte di Cassazione di Roma 520mila firme per il referendum abrogativo, appena 20mila in più di quelle necessarie. Ora ci sarà il vaglio in Cassazione che dovrà appunto conteggiare la regolarità delle firme depositate. In caso di via libera il quesito andrà al vaglio di legittimità presso la Corte Costituzionale. 

Ad ogni modo un parziale successo per i promotori per il momento vista e considerata la scarsa copertura politica e mediatica accordata da partiti, associazioni, stampa nazionale e, ancor di più, locale che in moltissimi casi non ha neanche dato la notizia della raccolta in corso e dei banchetti e punti informativi sul territorio. 

Ora toccherà alla Corte di Cassazione valutare se è stata veramente raggiunta la soglia delle 500 mila firme, e se queste sono state raccolte nei tempi e modi stabiliti dalla legge. La dead line per la Corte è il 15 dicembre. La palla poi passerà alla Corte Costituzionale che sarà chiamata a esprimersi entro il 10 febbraio 2022 sulla legittimità costituzionale della richiesta di referendum. La Corte costituzionale, come per gli altri quesiti referendari per i quali si sono raccolte firme in questi mesi, dovrà decidere se il quesito è legittimo.

In particolar il quesito referendario chiede di cancellare una serie di articoli e commi della legge n. 157 dell’11 febbraio 1992 con il risultato, spiegano gli organizzatori, di vietare di fatto la caccia sul territorio nazionale. 

Dall’iniziativa referendaria si sono smarcate le principali associazioni ambientaliste ed animaliste del paese che hanno lamentato sia una scarsa condivisione sia, in particolare, i rischi insiti nell’iniziativa. Ormai, per qualsiasi quesito referendario, raggiungere il quorum, almeno il 50% + 1 degli aventi diritto, è una chimera.

Un boomerang, questa l’opinione delle associazioni storiche, che rischia di dare una percezione errata del consenso intorno alla caccia. Molto criticate anche alcuni parte del quesito che rischierebbero, in buona sostanza, di fare più danni di quelli che risolve, o comunque esporrebbero il Parlamento ad una urgente necessità di legiferare in materia. 

Ad ogni modo il referendum, pur con una serie di sigle totalmente sconosciute alla popolazione, sembrerebbe aver raggiunto le 500mila firme necessarie, ora da verificare, e in caso di via libera, il tema caccia sarà di nuovo sul campo. Anche per chi non ha ufficialmente sostenuto la raccolta sarà tempo di valutare i passi successivi.


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