Vietati i mortaretti e controlli rafforzati per l’edizione 2026: a Sulmona la Madonna che scappa si rinnova con un dispositivo di sicurezza potenziato e un’emozione che attraversa i secol
Sulmona è la città della Pasqua. La Madonna che scappa non è soltanto una celebrazione liturgica, ma un rito che coinvolge l’intera città, i sulmonesi sparsi nel mondo e tutti i presenti. È senza dubbio una delle sacre rappresentazioni più suggestive d’Italia: le sue origini documentate risalgono almeno al Seicento, come testimoniano le fonti dell’archivio lauretano, ma è probabile che affondino ancora più indietro, fino ai drammi medievali. In origine il rito si svolgeva all’interno della chiesa di Santa Maria della Tomba; fu solo intorno all’Ottocento che i sulmonesi decisero di portarlo all’aperto, nella scenografica Piazza Garibaldi, trasformandola in un grande palcoscenico popolare.
Quest’anno la celebrazione si è svolta sotto il segno di una maggiore attenzione alla sicurezza: controlli rafforzati in tutta la città, presenza capillare delle forze dell’ordine e monitoraggio dei flussi per accogliere le migliaia di persone accorse. Un clima di vigilanza discreta ma concreta, che ha accompagnato il rito senza intaccarne la forza emotiva. Unica assenza, per il secondo anno consecutivo, quella dei mortaretti, esclusi dalla Questura dell’Aquila per motivi normativi: un silenzio che però è stato colmato dal fragore della folla, diventata essa stessa voce della tradizione.
Il rito si sviluppa come una vera narrazione sacra. Dalla chiesa di Santa Maria della Tomba prende avvio la processione della Confraternita dei Lauretani: sfilano lo stendardo verde, i confratelli, le statue degli apostoli San Giovanni e San Pietro, mentre il Cristo risorto viene collocato sul baldacchino, all’ingresso della piazza, sotto l’acquedotto medievale. È lì che si compirà l’incontro.
San Giovanni è il primo a recarsi alla chiesa di San Filippo Neri per annunciare alla Madonna la resurrezione del Figlio, ma Maria non crede. Tocca poi a San Pietro, che però viene respinto: nella memoria simbolica del rito pesa ancora il rinnegamento evangelico. Infine, è ancora San Giovanni a tentare per la terza volta: l’ultimo invito, quello decisivo. La tensione cresce, la piazza trattiene il respiro. Poi la porta si apre.
La Madonna appare vestita a lutto: il volto è segnato dal dolore, il manto è nero, tra le mani stringe un fazzoletto bianco. Avanza lentamente, con un incedere ondeggiante, accompagnata dallo sguardo di migliaia di persone. È il tempo sospeso dell’attesa, il passaggio tra il Venerdì della morte e la Domenica della vita.
Quando giunge al centro della piazza, all’altezza del cosiddetto “Fontanone”, accade l’imprevedibile che tutti aspettano: in pochi secondi si consuma il cuore del rito. Al comando della guida, la Madonna si lancia nella corsa. Il manto nero cade e si trasforma in verde, colore della speranza; il fazzoletto bianco lascia spazio a una rosa rossa; dodici colombe si alzano in volo. È un’esplosione di gioia, un passaggio visibile e concreto dal lutto alla rinascita.
Quindici secondi appena, ma capaci di racchiudere un intero mistero. Non sono i tempi a contare, ma l’intensità: la corsa della Madonna non è fuga, è slancio verso il Figlio risorto, verso la Pasqua, verso la vita che rinasce.
Secondo la tradizione, ogni dettaglio deve compiersi senza errori: la caduta perfetta del manto, il volo delle colombe, la fluidità della corsa. Se tutto avviene armoniosamente, sarà un anno propizio, fecondo, benedetto. È un’antica credenza che unisce fede e vita quotidiana, spiritualità e speranza concreta.
Quando la Madonna raggiunge il Cristo, la piazza esplode. L’applauso diventa abbraccio, i confratelli si stringono tra loro, spesso tra le lacrime. È un gesto liberatorio, che scioglie la tensione accumulata non solo nella Settimana Santa, ma in un intero anno di preparazione. È la comunità che si ritrova, che si riconosce, che si riunisce attorno a un mistero condiviso.
Il rito si è conluso con la benedizione e il messaggio del vescovo Michele Fusco.









