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“Sofietta”, a Rocca di Mezzo l’enoteca più piccola: solo 9 metri quadri

“Sofietta”, a Rocca di Mezzo l’enoteca più piccola: solo 9 metri quadri
A Rocca di Mezzo, in Largo Barberini, Sofietta è diventata un piccolo caso di ospitalità: un’enoteca in formato ridotto, indicata come la più piccola d’Italia e sicuramente la più piccola dell’Appennino. Aperta nel 2019 da Fabrizio Tranquini e dedicata alla nonna, ha costruito la propria identità su una selezione di centinaia di etichette e su un’accoglienza senza distinzioni. Due anni dopo il progetto si è allargato con A Faccia Vista, il ristorante nato accanto all’enoteca. Tra cucina tradizionale, vini e atmosfera di casa, i due spazi compongono oggi una proposta integrata nel cuore del paese.

ROCCA DI MEZZO – All’inizio sembra una di quelle storie minute che appartengono ai paesi. Poi però, entrando nel centro di Rocca di Mezzo, ci si accorge che “Sofietta” non è solo una curiosità. In Largo Barberini, al civico 8, l’enoteca aperta nel 2019 da Fabrizio Tranquini si è ritagliata negli anni uno spazio preciso, anche se i metri quadrati restano pochissimi, meno di 9.

Indicata come la più piccola d’Italia e sicuramente la più piccola dell’Appennino, “Sofietta” porta il nome della nonna di Tranquini, che in paese gestiva uno storico negozio di generi alimentari. Da quell’omaggio familiare è partito un progetto costruito senza tradizione diretta nel settore, ma con studio, passione e una presenza costante sul posto.

Un’enoteca minuscola con centinaia di etichette

Tranquini, che fino a quel momento si era occupato di tutt’altro, ha seguito in prima persona la crescita del locale. Appassionato di vini già prima del diploma da sommelier, ha costruito una proposta che supera di molto quello che le dimensioni del locale lascerebbero immaginare.

“L’enoteca è piccolissima, ma tra quello che riusciamo a esporre e quello che abbiamo nei magazzini abbiamo centinaia di etichette”, racconta. La selezione comprende vini abruzzesi, italiani ed esteri, comprese bollicine francesi, portoghesi e del Nuovo mondo. Se dovesse definire il locale con una parola, aggiunge, sarebbe “divertente”.

L’accoglienza senza differenze

Sofietta lavora soprattutto nei mesi turistici, quando il flusso di visitatori sull’Altopiano delle Rocche si fa più intenso. Nel tempo il locale è stato frequentato anche da volti noti, ma l’impostazione, spiega Tranquini, resta la stessa per tutti.

Chi entra per un calice e chi sceglie una bottiglia importante viene accolto allo stesso modo. Ed è proprio questo uno degli aspetti che più vengono apprezzati, insieme a quell’atmosfera informale e domestica che rappresenta uno dei tratti più riconoscibili del posto.

Accanto l’osteria “A Faccia Vista”

Due anni dopo l’apertura di “Sofietta”, il progetto si è allargato con “A Faccia Vista”, piccolo ristorante nato inizialmente in un’altra sede e poi trasferito accanto all’enoteca. Qui la linea resta coerente: cucina tradizionale, attenzione alla materia prima, ingredienti genuini e una cantina costruita con la stessa cura.

Dall’aperitivo al dopocena, i due spazi si integrano senza rigidità particolari. C’è chi si ferma per un bicchiere, chi per un piatto, chi per una cena vera e propria. Tranquini segue direttamente le attività, tra sala, vini e cucina quando serve, e ha realizzato da sé anche parte degli arredi, dal bancone ai tavoli.

In un borgo montano come Rocca di Mezzo, il progetto ha trovato così una sua misura: piccola nelle dimensioni, meno piccola nell’idea di accoglienza che porta con sé.