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Studenti in corteo all’Aquila, “la guerra è solo a uno sparo”

Sciopero contro militarizzazione e spese belliche

sit-in contro la guerra (2)
Studenti in corteo all’Aquila, dalla Fontana Luminosa alla Villa comunale, per lo sciopero giovanile contro militarizzazione e aumento delle spese militari. L’iniziativa è promossa dalla Rete della Conoscenza (Unione degli Studenti e Link-Coordinamento Universitario). Tra i cartelli uno slogan con citazione dei Rolling Stones: "La guerra è solo a uno sparo".

L’AQUILA – Al centro della Villa comunale un cartello di cartone, scritto con un pennarello nero spesso. In alto una frase: “War, children, it’s just one shot away – La guerra è solo a uno sparo”. Sotto, più piccolo, qualcuno ha aggiunto la fonte: The Rolling Stones. Il verso arriva da “Gimme Shelter”, la canzone del 1969: poche parole, un’immagine netta, l’idea che basti un attimo perché la normalità scivoli altrove.

È uno degli slogan comparsi questa mattina durante il corteo degli studenti partito dalla Fontana Luminosa e arrivato alla Villa comunale, nell’ambito dello sciopero giovanile contro la militarizzazione e l’aumento delle spese militari. Cartelli, striscioni, cori: la protesta prova a tenere insieme scuola e piazza, e a riportare il tema della guerra dentro la vita quotidiana, fuori dalle formule.

Chi promuove la manifestazione

L’iniziativa è stata promossa a livello nazionale dalla Rete della Conoscenza, che riunisce Unione degli Studenti e Link-Coordinamento Universitario. In piazza, all’Aquila, studenti delle scuole e dell’università, in un momento segnato dalle tensioni in Medio Oriente.

“Siamo in corteo come giovani contro politiche di guerra e normalizzazioni di uno scenario bellico nella vita quotidiana”, ha dichiarato Francesco Filippone, responsabile organizzazione dell’UdS Abruzzo, “Nel nostro Paese, come in molti altri Stati europei, c’è la volontà di reintrodurre la leva militare, nonostante secondo i sondaggi i giovani siano ampiamente contrari all’arruolarsi”.

Le ragioni della protesta

Nel mirino degli organizzatori anche l’aumento della spesa militare e le scelte di spesa pubblica. Secondo i promotori della mobilitazione, nel 2026 in Italia si supereranno i 31 miliardi di euro, con circa 13 miliardi destinati all’acquisto di armamenti, mentre continuano i tagli a istruzione e sanità. All’arrivo, la manifestazione si è trasformata in sit-in, con interventi e momenti di confronto tra gli studenti. E il cartello con la citazione dei Rolling Stones, appoggiato tra gli altri messaggi, è rimasto lì a fare da sintesi ruvida: “La guerra è solo a uno sparo”.