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La Divina Commedia si veste d’arte all’Emiciclo

La Divina Commedia si veste d’arte all’Emiciclo
All’Emiciclo 21 tavole di Dell’Otto per la Divina Commedia, nel programma L’Aquila 2026. La mostra resta aperta dal 1 al 14 marzo

L’AQUILA – Dal 1 al 14 marzo la Sala Navata del Palazzo dell’Emiciclo, a L’Aquila, ospita ventuno tavole originali dedicate alla Divina Commedia. L’esposizione, a ingresso gratuito dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00, riunisce le opere realizzate dal fumettista e illustratore Gabriele Dell’Otto per l’edizione illustrata del poema curata insieme a Franco Nembrini e pubblicata da Mondadori.

L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Santa Monica e intitolata “Uomini siate e non pecore matte”, rientra nel programma culturale di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026.

Ventuno tavole per rileggere Dante

Il progetto espositivo nasce attorno a una selezione di ventuno tavole originali. Sono immagini concepite per accompagnare l’edizione illustrata della Divina Commedia, ma qui trovano una dimensione autonoma, disposte lungo un percorso che mette al centro il dialogo tra parola poetica e segno grafico.

Il tratto di Dell’Otto restituisce la tensione dei dannati, l’attesa delle anime penitenti e la luce della dimensione celeste in composizioni dal forte impatto visivo. I versi danteschi si trasformano in scene dense, attraversate da contrasti e chiaroscuri che amplificano la drammaticità del poema.

Le tavole non si limitano a illustrare. Costruiscono un immaginario che traduce in immagini il viaggio ultraterreno narrato da Dante, collocandolo in una cornice figurativa capace di parlare al pubblico di oggi.

Il ruolo di Franco Nembrini

Accanto alle opere figurative trovano spazio le riflessioni di Franco Nembrini, curatore dell’iniziativa. Durante la presentazione ha richiamato un ricordo giovanile per spiegare la forza dell’esperienza artistica, descritta come una sorgente capace di dare parole alla propria storia personale.

La sua lettura pone l’accento sull’attualità del messaggio dantesco. Il poema non resta confinato nei manuali scolastici: torna a interrogare chi osserva, come un testo vivo che continua a parlare di aspirazione al bene, coscienza del male e possibilità di redenzione.

Un cammino interiore tra immagini e versi

Il percorso espositivo è concepito come un itinerario interiore. Il viaggio verso Dio, asse portante della Divina Commedia, diventa metafora della scoperta di sé. Inferno, Purgatorio e Paradiso si riflettono nella dimensione personale di chi attraversa la mostra.

Le immagini accompagnano il visitatore lungo un tracciato che richiama le grandi domande dell’esistenza. Il confronto con la colpa, la purificazione e la luce finale non resta astratto. Si traduce in scene che danno corpo alla parola poetica, in un continuo rimando tra testo e illustrazione.

Divina Commedia in mostra all’Emiciclo

Studenti mediatori culturali

Un elemento distintivo riguarda il coinvolgimento di circa cinquanta studenti. Formati come mediatori culturali, affiancano il pubblico nella lettura delle opere e delle tematiche affrontate.

La presenza degli studenti integra la dimensione artistica con quella educativa. La mostra diventa luogo di confronto, scambio e approfondimento, dove il dialogo tra generazioni si intreccia al patrimonio letterario nazionale.

L’assessore alla Cultura Roberto Santangelo ha definito l’iniziativa «un ponte tra il patrimonio classico e il presente», capace di trasformare la parola poetica in immagine e pensiero, e «qualcosa che lascerà un segno» nell’esperienza di chi visiterà la mostra.

Parole di apprezzamento sono giunte anche dall’assessore Ersilia Lancia e da Mons. Antonio D’Angelo, Arcivescovo Metropolita dell’Aquila.

Date, orari e sede

La mostra resta aperta dal 1 al 14 marzo nella Sala Navata del Palazzo dell’Emiciclo, a L’Aquila. L’ingresso è gratuito, con apertura dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 .

Un appuntamento che inserisce la Divina Commedia nel calendario di eventi legati a L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, riportando al centro della scena un classico della letteratura italiana attraverso lo sguardo di un illustratore contemporaneo.