POLITICA | |

Pezzopane: “Senza consenso è stupro. Si torni al testo approvato all’unanimità alla Camera”

Pezzopane: “Senza consenso è stupro. Si torni al testo approvato all’unanimità alla Camera”
Stefania Pezzopane interviene sul tema della violenza maschile contro le donne e sulla proposta di modifica dell’articolo 609 bis

“Siamo scese in piazza in tante con rabbia e preoccupazione. Lo abbiamo fatto oggi 15 febbraio, in una data fortemente simbolica, in tante città italiane. Anche a L’Aquila”. Lo afferma Stefania Pezzopane, intervenendo sul tema della violenza maschile contro le donne e sulla proposta di modifica dell’articolo 609 bis del Codice penale, in discussione in Senato della Repubblica.

La presa di posizione e la mobilitazione

Nel suo intervento, Pezzopane richiama la necessità di una risposta “lucida e responsabile” al fenomeno della violenza, sottolineando che “ogni giorno siamo violentate, maltrattate, uccise” e ribadendo la centralità del consenso: “Senza consenso libero e attuale, è stupro”.

Secondo Pezzopane, la linea politica della destra risulterebbe contraddittoria: “La destra invoca pene esemplari, poi blocca in Senato una legge sacrosanta. E blocca l’introduzione della educazione sessuoaffettiva nelle scuole necessaria a sviluppare una cultura del rispetto”.

Il nodo del consenso e l’iter parlamentare

Pezzopane ricorda l’approvazione “all’unanimità” alla Camera dei deputati di un testo definito “legge sul consenso”, sostenendo che il passaggio al Senato ne abbia modificato l’impianto: “Quel patto è venuto meno al Senato, ci hanno tradite. Giorgia Meloni e Giulia Bongiorno hanno preferito obbedire al diktat di Matteo Salvini e degli uomini della destra. E con la scusa di ‘piccoli ritocchi tecnici’ hanno stravolto una legge giusta, rendendola indigeribile”.

Nel merito, Pezzopane evidenzia il rischio di “vittimizzazione secondaria” e di un’impostazione che sposti il peso della prova sulla persona offesa: “Passare dalla ‘legge sul consenso’ alla ‘legge del dissenso’ non è una fastidiosa questione terminologica ma è la sostanza. Significa gravare le donne del peso di dover dimostrare di aver reagito e ignorare tutte quelle situazioni in cui non si può o non si riesce a esprimere un rifiuto esplicito”. Per questo, chiede “che si approvi il testo già votato all’unanimità alla Camera”.

Il richiamo storico e le iniziative locali

Nel suo intervento, Pezzopane richiama la ricorrenza dell’approvazione della Legge 15 febbraio 1996, n. 66, che trasformò la violenza sessuale “da reato contro la morale a delitto contro la persona”, definendola “un traguardo storico”. Ricorda inoltre il ruolo di un “patto tra donne” nella costruzione della riforma, citando Nilde Iotti, Alessandra Mussolini, Tina Lagostena Bassi, Livia Turco e Anna Finocchiaro, e richiamando la necessità di un diritto “moderno, non più patriarcale”.

In chiusura, Pezzopane annuncia l’impegno a livello cittadino: “Ci batteremo perché il consiglio comunale approvi l’ordine del giorno presentato con la consigliera Simona Giannangeli per fare di questa città un presidio contro la violenza maschile”.