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San Salvatore, attivato il secondo robot: Asl 1 riorganizza la rete operatoria

conferenza stampa
Attivato al San Salvatore dell’Aquila il secondo robot chirurgico della Asl 1, presentato con Costanzi, Verì e Biondi. Investimento da 2,75 milioni: Asl 1 unica in Abruzzo con due robot (tre piattaforme includendo l’ortopedia) e tra le prime cinque in Italia per volumi su singola piattaforma. Avviata la riorganizzazione della rete operatoria: nuova sala 9 dedicata alla robotica, altre due sale e collegamento funzionale con 118 e aviosuperficie.

L’AQUILA – L’Aquila raddoppia sulla chirurgia robotica: al San Salvatore è stato attivato il secondo robot della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila. La novità è stata presentata questa mattina nell’Aula Dal Brollo, con il direttore generale Paolo Costanzi, l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e il sindaco Pierluigi Biondi. Con due robot chirurgici e un sistema dedicato all’ortopedia, la Asl 1 viene indicata come l’unica in Abruzzo con tre piattaforme robotiche complessive.

La presentazione si è svolta in conferenza stampa nell’Aula Dal Brollo del presidio aquilano. La Asl 1 è indicata come unica in Abruzzo con due robot chirurgici; le piattaforme complessive diventano tre considerando anche il robot dedicato alla chirurgia ortopedica, entrato in funzione a giugno 2025. L’investimento complessivo per il nuovo sistema è di 2,75 milioni di euro: 1,9 milioni per il noleggio quinquennale del macchinario e 850 mila euro per kit di utilizzo e assistenza tecnica.

Costanzi: “Percorso costruito sui dati”

“L’attivazione del secondo robot chirurgico è il risultato di un percorso costruito sui dati e sull’attività reale”, spiega Paolo Costanzi. “I volumi di interventi raggiunti dimostrano come l’ospedale dell’Aquila utilizzi questa tecnologia in modo appropriato ed efficace, confermandosi centro hub di riferimento per la chirurgia robotica. Investire sulle tecnologie significa migliorare la qualità delle cure, ampliare l’offerta assistenziale e ridurre i tempi di attesa per i cittadini”.

Verì: “Investimento strategico per la sanità pubblica”

Per Nicoletta Verì il secondo robot “rappresenta un investimento strategico della Regione Abruzzo per rafforzare la sanità pubblica e garantire ai cittadini cure sempre più avanzate e sicure”, aggiungendo che la Asl 1 mostra “numeri alla mano, una capacità organizzativa e clinica di alto livello”, consolidando “il ruolo dell’ospedale dell’Aquila come centro di riferimento regionale per la chirurgia robotica”.

La nuova sala 9 e la rete operatoria “unificata”

Durante l’incontro, il direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza Franco Marinangeli ha illustrato la riorganizzazione della rete chirurgica ospedaliera. Il piano prevede, nel blocco operatorio principale, una nuova sala chirurgica (sala 9) di circa 46 metri quadrati, dedicata interamente alla chirurgia robotica. È previsto anche il collegamento con un blocco adiacente oggi dismesso, che verrà rifunzionalizzato con altre due sale operatorie, utilizzabili anche in emergenza.

Collegamento con 118, aviosuperficie, Rianimazione e Utic

La riorganizzazione punta a un polo funzionale unitario: integrazione con la nuova centrale operativa del 118 (in fase di realizzazione nelle immediate vicinanze) e con l’aviosuperficie. Obiettivo dichiarato: un collegamento più diretto e rapido tra emergenza territoriale, blocco operatorio, rianimazione e Utic, per aumentare tempestività ed efficacia degli interventi.

Le specialità coinvolte: Urologia in testa

Il responsabile della Uoc di Urologia, Boris Di Pasquale, ha inquadrato l’impatto clinico e organizzativo: l’Urologia è la prima specialità per utilizzo (64,3% degli interventi), seguita da Chirurgia generale e Ginecologia. Di Pasquale ha legato l’arrivo del secondo robot a una questione di tempi e presa in carico: “È fondamentale, perché oltre il 90% della chirurgia urologica è oncologica. Avere più robot significa accorciare i tempi e poter operare prima i pazienti con tumore”. Il primario ha sottolineato l’impatto sulla degenza e sulle complicanze: “Prima dell’era robotica il ricovero medio era di sette giorni, oggi siamo intorno ai 4-4,4 giorni”. E ancora: “Le trasfusioni si sono ridotte del 90%”. Con un effetto a cascata: recupero più rapido e, per chi deve proseguire con altre cure, tempi più stretti: “Non dopo tre mesi, ma dopo 30 giorni”. Quanto agli interventi, Di Pasquale ha spiegato che in urologia “il 91% dei trattamenti” riguarda il tumore della prostata, oltre a rene e vescica, e che procedure più complesse come la cistectomia (asportazione della vescica) oggi possono essere eseguite in mininvasiva, “con piccoli accessi”, riducendo anche l’impatto estetico rispetto ai tagli tradizionali.

Biondi: liste d’attesa, “mobilità attiva”

Il sindaco Pierluigi Biondi ha definito l’arrivo del nuovo robot una “rivoluzione già in atto”, spiegando che il sistema rafforza “la capacità di prestazioni chirurgiche” del San Salvatore, “ma soprattutto dei suoi straordinari professionisti”. Ha ricordato che la dotazione si somma alle piattaforme già operative e che l’effetto atteso riguarda anche la “mobilità attiva”, oltre alle liste d’attesa: “Con la possibilità di procedere più speditamente con gli interventi, da quelli prioritari a quelli meno prioritari”. Chiamato a rispondere alle critiche del centrosinistra sulla sanità territoriale, Biondi ha replicato che “dovrebbe spiegare” le scelte compiute quando era maggioranza in Regione, citando risorse “inferiori al 3%” della dotazione legata all’articolo 20 per l’ospedale dell’Aquila e investimenti rimasti bloccati per anni. “Oggi invece, con la giunta Marsilio, gli investimenti vengono riprogrammati e danno atti concreti: il fatto che oggi stiamo inaugurando un nuovo robot è la dimostrazione”, ha concluso.

Tra i benefici elencati: maggiore precisione, eliminazione del tremore fisiologico, accesso facilitato ad anatomie complesse, riduzione dei tempi operatori, minore dolore post-operatorio, degenze più brevi e ripresa più rapida delle normali attività. A chiusura dell’iniziativa, il nuovo robot è stato benedetto dal cappellano dell’ospedale, padre Appio.