BARETE – Il progetto di rigenerazione urbana che vede il Comune di Barete tra gli ammessi a contributo regionale finisce al centro di una dura presa di posizione politica. I consiglieri comunali di minoranza parlano apertamente di un intervento “assurdo” sia a livello progettuale che procedimentale, contestando nel merito e nel metodo le scelte dell’amministrazione.
“Fermo restando l’aspetto positivo di poter spendere soldi pubblici sul proprio territorio – scrivono – ci sembra francamente assurdo spenderli in maniera così scriteriata”. Nel mirino c’è soprattutto la destinazione delle risorse: “Quasi l’intera somma, 930.000 euro, verrebbe riversata su due immobili privati”, destinati a demolizione e ricostruzione, mentre il terzo immobile interessato, l’ex scuola di Basanello, “è l’unico di proprietà comunale e non ha nessuna necessità di ristrutturazione”.
Un’operazione che, secondo la minoranza, espone il Comune a seri rischi finanziari. “Il Comune ha deciso di sostenere questo progetto con 150.000 euro propri, togliendoli dalla parte disponibile dell’avanzo di amministrazione”, mentre i restanti 780.000 euro “dovranno essere prima anticipati dal Comune e poi, non si sa bene né come né quando, verranno ripianati dalla Regione”. Una scelta che “espone pericolosamente il Comune di Barete ad una crisi di cassa senza precedenti, per un Ente così fragile”.
Il giudizio politico è netto: “Se verranno realizzati i lavori avremo speso 930.000 euro, di cui 150.000 euro direttamente dalle tasche dei Baretani, per non realizzare nulla”. E l’impatto urbanistico, secondo i consiglieri, sarebbe addirittura peggiorativo: “Non ce ne accorgeremo se non per l’obbrobrio che si intende realizzare all’ingresso del Paese”. Su Piazza Umberto I, affermano, “nascerà un bellissimo autogrill”, mentre in Piazza IV Noci “verrà demolita e ricostruita un’ex macelleria, lasciando lo stabile praticamente identico a com’era”.
La minoranza contesta anche la coerenza del progetto con i requisiti del bando regionale. “Il bando parla espressamente di immobili abbandonati da più di 5 anni e che creano situazioni di degrado. Ma gli immobili che sta acquistando il Comune non ci risultano né abbandonati né tanto meno degradati”. Anzi, precisano, “uno è di recente costruzione ed interamente in cemento armato e l’altro non è mai stato dichiarato inagibile neanche dopo i vari eventi sismici”.
Particolarmente pesanti le accuse relative all’ex scuola di Basanello, per la quale – sostengono – “si dichiara palesemente il falso”: dall’abbandono ultracinquennale, “quando invece è tuttora concesso ad uso abitativo”, all’assenza di finanziamenti pubblici, “quando invece è stato sistemato con fondi pubblici nel 2009”, fino al presunto vincolo della soprintendenza, “che a noi non risulta”.
Critiche anche alla retorica ambientale del progetto. “Nel progetto si parla di “aumento del verde”, ma dove e come non si capisce”, dal momento che “su Piazza Umberto I si andranno a coprire le aiuole esistenti” e “su Piazza IV Noci si toglieranno le “4 Noci” per realizzare le gradinate”. Quanto alla finalità turistica, i consiglieri citano testualmente il progetto: “la creazione di una rete di percorsi naturalistici e culturali che collegheranno i principali luoghi di interesse, favorendo un turismo lento e sostenibile”. Una definizione che liquidano così: “Tradotto: vogliono semplicemente sfruttare i percorsi accatastati dal CAI, che chiunque può già liberamente conoscere e utilizzare”.
La conclusione è amara e ironica insieme: “Stiamo parlando di un progetto che si è addirittura classificato al secondo posto, figuriamoci gli altri”. Per la minoranza, “è un intervento fatto male a spese di tutti, ma soprattutto dei Baretani”. Una posizione, sottolineano, già espressa “chiaramente nell’ultimo Consiglio comunale del 15 dicembre”.









