L’AQUILA – È tempo di Ramadan ( 2 aprile – 2 maggio), mese di digiuno e purificazione durante il quale si ricorda la rivelazione del Corano a Maometto. Dall’alba a tramonto i fedeli sono chiamati a non bere né mangiare, attività che sono consentite soltanto prima del sorgere del sole e dopo il tramonto.
Assieme al digiuno, i fedeli devono anche astinersi dalle pratiche sessuali, dal fumare, ma anche da peccati di parola (per esempio, insulto, calunnia, bestemmia, menzogna) o da azioni violente. In compenso, sono invitati a recitare preghiere, a compiere azioni di beneficenza e a una ferrea autodisciplina. Digiuno di giorno, dunque, ma di notte si può mangiare. Questo però non deve ingannare: non è un’ abbuffata per recuperare, tutto deve avvenire nel decoro e con moderazione.
Nella sala adibita al culto, Centro culturale islamico Xhamia Drita, ricavata da un capannone del nucleo industriale, Alija Zeqirja, Kuka Ismet, Saiti Hasretulla e Ljoki Arlinda della comunità macedone ci hanno spiegato cosa è per loro questo periodo. Le interviste









