L’AQUILA – Abruzzo, giustizia tributaria: numeri incoraggianti e ipotesi di accorpamento – Con l’avvio solenne dell’anno giudiziario tributario all’interno dell’aula di udienza del T.A.R. Abruzzo a L’Aquila, ha preso il via ufficialmente l’attività per il 2025 delle corti tributarie della regione. L’evento, tenutosi in un clima istituzionale e partecipato, è stato guidato dal presidente della Corte di Giustizia Tributaria d’appello dell’Abruzzo e Procuratore Generale Militare presso la Cassazione, Maurizio Block, alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e delle autorità giudiziarie.
Durante la cerimonia inaugurale è stato tracciato un bilancio dell’anno precedente che evidenzia dati incoraggianti per l’andamento della giustizia tributaria regionale. I numeri testimoniano un sistema dinamico e capace di rispondere con prontezza alla mole di lavoro, segnando un equilibrio tra i ricorsi avviati e quelli chiusi nel corso del 2024.
Nel dettaglio, sono stati registrati all’incirca 900 nuovi fascicoli, in linea con quelli risolti nello stesso arco temporale. Questo equilibrio rappresenta un indicatore rilevante della capacità del sistema di smaltire le pratiche in tempi contenuti, riducendo il rischio di accumulo. Le corti di primo grado, in particolare, si sono distinte per l’efficacia del loro operato: Pescara e Teramo hanno chiuso l’anno con un bilancio positivo, mentre L’Aquila ha registrato un incremento significativo dei fascicoli, saliti da 561 a 730, con un aumento del 30% rispetto al 2023.
Complessivamente, sono stati definiti 954 ricorsi a fronte di 961 nuove iscrizioni, mantenendo così un andamento stabile. Un altro elemento positivo è rappresentato dalla riduzione dell’arretrato datato oltre i tre anni, che risulta contenuto a soli 57 fascicoli relativi al 2022. Anche in questo caso, emerge una gestione attenta e puntuale dei procedimenti.
Guardando ai singoli tribunali, la Corte di Pescara ha chiuso 792 cause, mentre quella di Teramo ne ha definite 590. Il quadro che ne deriva è quello di un sistema coeso, in cui anche le sedi meno coinvolte dai numeri, come Chieti, hanno contribuito con costanza, grazie a un calo progressivo dell’arretrato storico.
Nonostante i risultati positivi, il prossimo futuro si presenta carico di interrogativi. La riforma della giustizia tributaria, attualmente in fase di elaborazione, prevede una riorganizzazione significativa delle sedi. Si ipotizza, infatti, una riduzione del numero delle corti di primo grado da 103 a 39, attraverso accorpamenti tra sedi territoriali. Questo processo coinvolgerebbe direttamente le quattro corti provinciali abruzzesi.
Secondo le prime indicazioni, L’Aquila dovrebbe integrare la sede di Teramo, mentre Pescara verrebbe unita a Chieti. Una trasformazione che punta a una maggiore razionalizzazione delle risorse e alla semplificazione delle strutture. Tuttavia, come sottolineato dal presidente Block nel suo intervento, ogni decisione dovrà tenere conto del carico di lavoro effettivo di ciascun presidio giudiziario.
Il presidente ha espresso la speranza che la corte d’appello dell’Aquila possa mantenere la propria autonomia e non venga accorpata a sedi più distanti, come quella di Roma. La volontà è quella di conservare un radicamento sul territorio, che permetta un’interazione diretta sia con i cittadini che con gli enti fiscali, garantendo così una giustizia più vicina e facilmente accessibile.
Ai microfoni, Block ha precisato: «Nel procedere con questa riforma, si considererà in via prioritaria l’entità del carico giudiziario. Per quanto riguarda la sede dell’Aquila, auspichiamo che il volume delle cause sia considerato adeguato a mantenerne l’autonomia, evitando così l’eventuale incorporazione in una realtà più ampia e distante. Riteniamo fondamentale conservare un legame diretto con il territorio e con i suoi interlocutori istituzionali».
Mentre si attendono sviluppi concreti sull’attuazione della riforma, la direzione intrapresa sembra chiara: ottimizzare la macchina giudiziaria senza sacrificare la prossimità al cittadino. Una sfida complessa che dovrà bilanciare la spinta all’efficienza con la salvaguardia di un presidio di legalità a misura di contribuente.
Il 2024 si è concluso con un bilancio positivo per la giustizia tributaria abruzzese, che ha dimostrato capacità organizzativa e rapidità nella gestione dei procedimenti. Tuttavia, il percorso di rinnovamento avviato a livello nazionale apre scenari nuovi, che richiederanno scelte ponderate per non disperdere il patrimonio di efficienza costruito negli ultimi anni.










