Il tragico evento avvenne il 25 maggio 2024 presso l’aeroporto di Preturo. Paolo Dal Pozzo, 41 anni, copilota dell’elisoccorso del 118, fu investito mortalmente da un’autocisterna in manovra. La manifestazione aerea prevista per quel giorno venne annullata in segno di lutto
L’AQUILA – Nuovi dettagli sono emersi sulla tragica morte del pilota del 118 Paolo Dal Pozzo, avvenuta lo scorso maggio all’aeroporto di Preturo, alla vigilia della manifestazione aerea organizzata dal Comune e dall’Aero Club locale. Lo riporta il quotidiano Il Messaggero, in un articolo a firma di Marcello Ianni.
La perizia tecnica disposta dal GIP e condotta dall’esperto Alghero Vincenti ha evidenziato una serie di concause che avrebbero portato all’incidente, attribuendo responsabilità sia alla vittima che all’autista della cisterna carburante, Massimiliano Cucchiella.
Paolo Dal Pozzo, pilota dell’elicottero del 118, perse la vita, schiacciato dalla cisterna carburante in fase di retromarcia. Secondo la relazione peritale, la vittima si trovava all’interno di un’area considerata pericolosa, posizionata dietro il mezzo pesante, in una zona non visibile dagli specchietti retrovisori dell’autista. In quel momento, Dal Pozzo, a circa sei metri di distanza dalla cisterna e di spalle, stava filmando con il cellulare gli aerei in volo.
La perizia ha stabilito che il mezzo pesante si muoveva a una velocità di circa 7 km/h, e l’impatto sarebbe avvenuto otto secondi dopo l’inizio della manovra di retromarcia.
Il consulente tecnico ha, quindi, individuato responsabilità condivise tra la vittima e il conducente della cisterna:
Secondo la perizia, Dal Pozzo avrebbe violato le norme di sicurezza, allontanandosi dalla propria area di lavoro e posizionandosi in un punto cieco della visuale del conducente. Questa condotta, definita ‘imprudente’, avrebbe contribuito alla dinamica dell’incidente.
Il perito sottolinea, altresì, che l’autista non avrebbe verificato la presenza di altri operatori prima di iniziare la manovra e non avrebbe utilizzato l’ausilio di personale di terra, necessario per garantire la sicurezza nelle operazioni di retromarcia.
Tuttavia, la relazione scagiona il mezzo pesante, poiché tutti i dispositivi di segnalazione, lampeggianti e sirena, risultavano funzionanti.
Oltre all’autista della cisterna, sono indagati anche: Martina Silveri, datrice di lavoro di Cucchiella e Luigi Ambrosini, amministratore della società Avincis Aviations Italia, responsabile delle operazioni aeroportuali. La perizia passa, ora, nelle mani del Pubblico Ministero, che dovrà esprimere le proprie conclusioni.









