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“Salvami Te”, il libro di Katia Agata Spera a Borgo Rivera

Katia Agata Spera
È stato presentato al convento dei Frati Minori Cappuccini di santa Chiara a Borgo Rivera l’ultimo libro di Katia Agata Spera,

BORGO RIVERA (AQ) – È stato presentato al convento dei Frati Minori Cappuccini di santa Chiara a Borgo Rivera l’ultimo libro di Katia Agata Spera, biologa, ricercatrice presso l’Università degli studi di L’Aquila, poetessa e scrittrice. Salvami Te, romanzo edito da Il Viandante, ha coinvolto esperti e persone semplici nella riflessione sulla famiglia e sulle nuove generazioni; sul valore della vita e dell’amicizia; sull’ambiente.

La serata di domenica 15 dicembre – organizzata dall’autrice, in collaborazione con il CASA e la comunità Laudato si’ di L’Aquila-Trasacco – è stata moderata dalla giornalista Luisa Novorio e animata dal gruppo Deltensemble, coordinato dal professore Gianfranco Totani.

L’ingegnere Salvatore Perinetti – referente della comunità Laudato si’ – ha rivolto a tutti un saluto iniziale; fra Piero Sirianni – a nome dei frati presenti in convento – ha chiuso gli interventi.

La dottoressa Novorio ha dialogato con l’autrice, permettendo ai presenti di entrare nelle vicende del libro – esistenziali e coinvolgenti. Le due relazioni centrali sono state quelle offerte dal dottore Vittorio Sconci, psichiatra; e dallo psicologo e psicoterapeuta Pier Christian Verde. Una parola di ringraziamento è stata anche quella del presidente UNICEF della Provincia di L’Aquila, il preside Ilio Leonio; le sue riflessioni ci hanno invitati a: avere cura degli altri, dare valore al diverso-da-sé, donare affetto, essere prossimi verso i bisognosi e attenti alla «geografia del dolore», al fine di aprirla a una «geografia della speranza».

Il dottore Sconci ha allargato le nostre prospettive sulla famiglia, portando le proprie decennali esperienze di accompagnamento e di terapia. Egli ha fatto emergere le tante realtà incontrate, fatte di: «solitudine, drammi, angosce»; le quali meritano «conoscenza e rispetto», e generano «ricerca di identificazione». Infine, ha invitato ciascuno a maturare la consapevolezza della accoglienza delle differenze, per meglio rispettare l’altro senza pretendere di cambiarlo; legata a quella della dialettica uomo-donna, pienamente inserita nella attuale crisi della visione di uomo.

Il professor Verde, esperto di dinamiche familiari e relazionali, si è soffermato sul rapporto genitori-figli, sottolineando – nel proprio intervento a braccio – che «i figli non sono di chi li fa, ma di chi li educa». Egli ci ha ricordato che, nella riformulazione della nostra attuale legislazione, il Codice si chiude difendendo «il supremo interesse del bambino».

All’autrice, ai relatori, agli organizzatori dell’evento va tutto il nostro ringraziamento; con il vivo desiderio che la ricerca scientifica e le riflessioni antropologiche su questi scenari – vecchi e nuovi – non si arenino qui, ma trovino orizzonti aperti allo studio e al confronto, per crescere insieme nel bene.