Intervista a Prefetto Di Vincenzo e Sindaco Biondi e reazioni di ‘Il Passo possibile’ e Siulp
L’AQUILA – Un protocollo d’Intesa per l’attuazione del ‘Controllo di vicinato’. L’accordo è stato firmato dal Prefetto dell’Aquila, Giancarlo Di Vincenzo, e dal Sindaco del capoluogo, Pierluigi Biondi, alla presenza delle Forze di Polizia, rappresentanti della Giunta e del Consiglio comunale, e alcune associazioni cittadine.
Il protocollo rappresenta un tassello fondamentale nella strategia di sicurezza urbana delineata dalle Linee Guida per l’attuazione della sicurezza urbana approvate nel 2018. L’iniziativa coinvolge la società civile, favorendo una partecipazione attiva della comunità nella prevenzione e nel monitoraggio del territorio.
Obiettivi del protocollo
L’accordo mira a:
• Coinvolgere i cittadini nell’osservazione e segnalazione di situazioni sospette, migliorando la sicurezza percepita.
• Incrementare la consapevolezza collettiva rispetto alle problematiche del territorio.
• Rafforzare l’azione delle Forze di Polizia, valorizzando il contributo sociale come strumento di prevenzione.
• Implementare modalità di monitoraggio sobrie e non invasive, che rispettino le normative vigenti.
Come Funzionerà il Controllo del Vicinato
L’intesa prevede la nascita di Gruppi di Controllo di Vicinato, supervisionati dalla Polizia Locale. I gruppi saranno costituiti attraverso assemblee pubbliche organizzate nelle aree interessate.
• Coordinatori dei gruppi: Ogni gruppo avrà uno o più coordinatori che parteciperanno a incontri periodici presso la Prefettura, con la presenza di Forze di Polizia e Istituzioni, per attività di formazione e perfezionamento.
• Ruolo dei cittadini: I cittadini saranno impegnati esclusivamente in attività di osservazione e segnalazione per situazioni quali:
• Presenze sospette di persone o veicoli.
• Eventuali mezzi rubati o situazioni di degrado urbano.
• Fenomeni di bullismo, atti vandalici o disagio sociale.
I partecipanti non potranno intervenire direttamente in situazioni di reato, né utilizzare uniformi o simboli che richiamino i Corpi di Polizia.
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La nota del Passo Possibile
Il Consiglio comunale dell’Aquila aveva già approvato all’unanimità l’ordine del giorno sull’introduzione del ‘Controllo di vicinato’, proposto dal gruppo “Il Passo Possibile”. Ora, la firma del protocollo tra Prefettura e Comune rappresenta un ulteriore passo avanti per l’attuazione concreta del progetto, che mira a migliorare la sicurezza urbana e il decoro pubblico.
Secondo il Consigliere Alessandro Tomassoni, primo firmatario dell’ODG, l’iniziativa risponde alle richieste di associazioni, residenti e commercianti, favorendo una stretta collaborazione tra istituzioni, cittadini e Forze dell’Ordine per prevenire situazioni di illegalità e pericolo.
Il progetto sarà avviato con il coinvolgimento delle associazioni cittadine e con risorse dedicate alla promozione, alla formazione dei coordinatori e all’identificazione delle aree interessate, incluse periferie e frazioni. Inoltre, è previsto un monitoraggio continuo dei risultati, con azioni rapide e mirate in risposta alle segnalazioni.
I Consiglieri hanno ribadito l’importanza della collaborazione tra cittadini e istituzioni per costruire una città più sicura, vivibile e rispettosa delle regole.
SIULP: “Bene l’accordo, ma la sicurezza spetta allo Stato”
“Apprendiamo dalla stampa la sottoscrizione del protocollo sul “Controllo di Vicinato” firmato ieri dal prefetto dell’Aquila Giancarlo Di Vincenzo e dal sindaco Pierluigi Biondi, e sebbene riconosciamo lo spirito che ha animato questa iniziativa, non possiamo fare a meno di sottolineare che questa proposta rischia di essere un’illusione che non affronta le cause reali dell’insicurezza nella nostra città”.
La segreteria provinciale del Sindacato italiano unitario lavoratori polizia commenta così la sottoscrizione del protocollo sul controllo di vicinato di ieri in Prefettura.
“Sembra essere affidato alla popolazione il compito di sentinelle” del territorio e segnalare situazioni critiche alle forze dell’ordine. Un’esperienza che a dire il vero tutt’altro che nuova, già sperimentata da anni in altre città e che non ha certo arginato i fenomeni di microcriminalità – precisa il sindacato – è evidente che all’Aquila c’è un problema legato alla sicurezza e alla sua percezione. Sono obiettivamente frequenti aggressioni, violenze, molestie, vandalismi e furti. Fenomeni fuori dalla portata dell’ipotizzato controllo di vicinato”.
“Eventi di delinquenza come quello verificatosi lo scorso sabato sera, ad esempio, che sembra essere solo l’inizio di un vero e proprio regolamento di conti, vanno affrontati da una politica per la sicurezza concreta e organizzata – precisa la nota – È necessario intensificare le misure preventive, la videosorveglianza, le pattuglie, riqualificare e rivitalizzare le aree più degradate.
Bisogna capire come si compone l’attuale tessuto sociale e l’effetto generato su di esso dalle differenti culture. Soprattutto, è imprescindibile il ripianamento degli organici delle donne e degli uomini in divisa in provincia. Gli unici veri professionisti che sanno e possono operare nel campo della prevenzione e la repressione dei reati e nelle attività info-investigative”.
“Sia chiaro – continua il Siulp – per controllare il territorio e assicurare la sicurezza dei cittadini aquilani non si può fare a meno dei 250 poliziotti che sono andati e andranno in pensione tra il 2022 e il 2026. La professionalità delle Forze dell’ordine non potrà mai essere surrogata da un protocollo che, sulla carta, impegnerebbe, non si capisce quali cittadini, a vigilare e concorrere alla sicurezza della città senza neanche una precisa tutela personale, né legale”.
“La sicurezza, sia quella reale sia quella percepita – conclude il sindacato – è un diritto fondamentale da garantire attraverso un impegno strutturale che va ben oltre il coinvolgimento di semplici cittadini, i quali, a nostro modo di vedere, dovrebbero solo beneficiare degli effetti di una politica securitaria.
La prevenzione e la protezione della comunità non è un’illusione, necessitano di quelle risposte che quando mancano generano una scarsa percezione della sicurezza come quella che oggi, i cittadini aquilani, non sopportano più”.









