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Milano. La compositrice Roberta Vacca omaggia Puccini per ‘Mito’

Milano. La compositrice Roberta Vacca omaggia Puccini per ‘Mito’

MILANO – Un lavoro per orchestra ispirato a personaggi delle opere pucciniane e all’uomo Puccini commissionato alla compositrice aquilana Roberta Vacca da ‘MITO SettembreMusica’ che rende omaggio al genio toscano, nell’anno del centenario della morte.

Si intitola ‘P24 – 5 fotogrammi per orchestra’ ed è ispirato a cinque oggetti/effetti/ affetti personali di Giacomo Puccini, ovvero il toscano, la spingarda, la barca, la macchina e le donne.

La nuova composizione di Roberta Vacca sarà eseguita giovedì 12 settembre, alle ore 20.00, al Teatro Dal Verme di Milano, dall’Orchestra ‘I Pomeriggi Musicali’ diretta da Alessandro Cadario e sarà ascoltabile anche in diretta, su Rai Radio 3.

“Le 5 sezioni – spiega la compositrice – mettono in evidenza le peculiarità timbriche delle diverse famiglie d’orchestra in cui ciascuna linea melodica/armonica/ritmica diventa caratterizzante per ciò che rappresenta ed evoca.

Ne ‘Il toscano’, vista l’ambiguità del titolo tra il sigaro, abusato dal Maestro, e la sua origine regionale, ho prediletto suoni gravi a cui si allacciano, a tratti, le volute acute e le esplosioni dei legni, intrecciate ai respiri degli ottoni sullo scorrere pulsante del tempo sottolineato dalla gran cassa e dai rintocchi delle campane tubolari: un fotogramma che immortala il compositore immerso nel suo lavoro tra i fumi (reali e metaforici) delle sue stanze.

‘La barca’ ci trasporta, con il suo andamento cullante, sul lago di Massaciuccoli, a Torre del Lago, dove Puccini amava andare a caccia con ‘La spingarda’, che esplode in colpi improvvisi tra richiami vari di animali.

Ai fotogrammi più ‘intimi’ si contrappone il quarto, ‘La macchina’, in cui ho immaginato l’uomo alla guida in mezzo al traffico dell’epoca a caccia, stavolta, delle sue ‘donne’ di cui si sentono, sommerse dai rumori cittadini, le timide voci.

Nell’ultimo fotogramma – conclude Roberta Vacca – queste si presentano in modo ordinato dalla prima all’ultima: le 12 ‘apostole del Vangelo secondo Giacomo’, le sue eroine (tutte travolte da finali drammatici) che rivendicano la loro vitalità attraverso forme di danze a cui sono liberamente associate. Tra i 5 movimenti si colloca un brevissimo refrain assegnato, di volta in volta, a strumenti solisti dalle varie famiglie dell’orchestra: la firma del Maestro… ‘col tuo nome nell’anima…col nome tuo sulle labbra’.

Roberta Vacca pianista e compositrice, è docente presso il Conservatorio “A. Casella” di L’Aquila, dove ha compiuto anche i suoi studi musicali, proseguendoli presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e l’Accademia Chigiana con Azio Corghi. Vincitrice di numerosi premi e riconoscimenti Nazionali e Internazionali, compositrice residente presso Mac Dowell Colony (U.S.A.), Fondazione per le Lettere e per le Arti di Bogliasco e Residenza d’Artista “Le Ville Matte” di Villasor, ha al suo attivo diversi lavori (pubblicati da Ars Publica, Twilight, MEP, Sconfinarte, RAI Com), eseguiti in Italia e all’estero. Alcune sue composizioni sono raccolte in sei monografie: ‘emme alla emme’ e ‘intimorosamente’, oltre l’opera per bambini ‘Chi rapì la topina Costanza?’ per RAI Com, ‘American Dreams’, un’azione drammatica, per VDM Records, ‘dialoghimmaginari’ per Sconfinarte, ‘Note di gusto’ per Tactus, oltre che in diverse raccolte discografiche per varie etichette, ed è in preparazione il settimo, in uscita all’inizio del ’25. Oltre che nel teatro e con la danza, ha realizzato progetti multidisciplinari con artisti quali Maurizio Gabbana (fotografia), Gea Casolaro, Francesca Checchi (videoarte), Harries/Héder Collaborative (architettura/arte pubblica), Pierpaolo Mancinelli (arte digitale), Gruppo Artifizio (oreficeria). Nel ’95, con Paola Campanini, ha fondato il Gruppo Teatrale Burattinmusica con cui cura produzioni di teatro musicale per ragazzi e con cui, dal 2023, porta in esposizione in vari musei il ciclo di installazione d’arte interattiva ‘Teatri Minuti’. La componente ludica e idealistica, unita alla sua passione per il teatro, i cui gesti permeano anche la sua produzione strumentale, la portano ad essere aperta a numerose ed eterogenee collaborazioni “in cui il progetto compositivo è impostato su impianti formali sempre molto chiari e su figure mutuate dalla tradizione e trasfigurate. Gesto teatrale e narratività, il raccontare sia in senso teatrale che in senso musicale, interni all’elaborazione dell’andamento strumentale, sono il vero bisogno espressivo della compositrice.” (Renzo Cresti, Musica Presente, 2020)