L’AQUILA – Quinta ed ultima edizione per ‘Spazio Inerte’, quella di quest’anno. Un vero peccato. Giampiero Gigliozzi, scultore e artista, aprirà le porte della sua casa studio dal 26 al 28 luglio 2024 accogliendo il pubblico, come negli anni passati, con una proposta che riunisce diversi linguaggi artistici.
Protagonisti, in questa edizione, performer, attori teatrali, musica con l’obiettivo di dare al pubblico suggestioni differenti.
“Credo che – aveva dichiarato Gigliozzi in una recente intervista – senza cadere nell’auto referenzialità o in forme di presunzione, che la mostra convenzionale statica fissa abbia fatto il suo tempo.
Penso che la gente debba essere coinvolta in maniera empatica. È una modalità che funziona, si innescano i sistemi dell’emotività e questo grazie alla commistione, alla contaminazione dei diversi linguaggi artistici che si esprimono in uno spazio suggestivo, aperto al pubblico”.


Giampiero Gigliozzi e il suo Spazio Inerte
Tratto da profilo Facebook dell’artista
Giampiero Gigliozzi è uno scultore che ha realizzato più di 1100 opere che si trovano in collezioni private e altrove, in Italia e all’estero. Gigliozzi non si definisce un artista, bensì un umile creativo. L’arte per lui è ricerca ed è da sempre stata un’esigenza naturale, sin da bambino. Importante è stata l’osservazione e l’affinamento della memoria visiva che è sfociata, poi, nella lavorazione del legno, della terracotta, del ferro e di altri materiali organici. Da circa otto anni il suo percorso è caratterizzato dal rapporto tra l’opera e lo spazio-ambiente; le sue opere sono pensate in forma di installazione, supportate sempre da un concetto narrativo.
Gigliozzi sta attualmente lavorando su un’installazione, composta da cinquanta elementi, dal titolo “Embrioni” e, in concomitanza, sta pensando all’organizzazione di Spazio Inerte a Lucoli. Questo luogo è la sua casa nonché il suo studio d’arte che viene aperto periodicamente, così che la struttura stessa diventi opera d’arte, spazio espositivo, laboratorio creativo, palcoscenico per rappresentazioni teatrali. Al suo interno gli spazi sono aperti, mutevoli e privi di porte, così da non interrompere la fluidità di idee e funzioni. Un luogo che, oltre ad avere una funzione abitativa, è anche un rifugio per tutti coloro che vogliono esprimere la loro arte. Spazio Inerte ogni anno apre in giornate dedicate ad artisti dell’arte figurativa, performer, scenografi, attori, musicisti, per dare al pubblico suggestioni differenti.
Gigliozzi è molto legato al territorio: la scelta di vivere a Lucoli è anacronistica ma da questa esperienza trae linfa vitale, conoscenza e nuovi stimoli.









