ROMA – Covid: aumenta l’incidenza settimanale a livello nazionale. E’ quanto emerge dal monitoraggio della cabina di regia dell’Istituto superiore di Sanità. L’incidenza sale a 510 ogni 100mila abitanti (dal 4 marzo al 10 marzo) contro 433 ogni 100mila abitanti (dal 25 febbraio al 3 marzo), dati flusso ministero della Salute.
Nel periodo 16 febbraio–1 marzo, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato pari a 0,83 (range 0,73 – 0,95), in aumento rispetto alla settimana precedente e al di sotto della soglia epidemica. Lo stesso andamento si registra per l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero: Rt=0,82 (0,79-0,85) al primo marzo contro un Rt=0,77 (0,75-0,79) il 22 febbraio.
Il tasso di occupazione in terapia intensiva è al 5,5% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 10 marzo) vs il 6,6% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 03 marzo).
Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale è al 12,9% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 03 marzo) contro il 14,7% (rilevazione giornaliera ministero della Salute al 03 marzo).
Sono cinque le regioni/PPAA classificate a rischio moderato, di cui una ad alta probabilità di progressione verso il rischio alto. Le restanti Regioni/PPAA sono classificate a rischio basso secondo il Dm del 30 aprile 2020. Nove regioni/PPAA riportano almeno una singola allerta di resilienza.
Una regione/PA riporta molteplici allerte di resilienza. La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è in leggero aumento (17% vs 16% la scorsa settimana); è in aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (37% vs 35%), mentre diminuisce quella dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (46% vs 49%).
L’attuale situazione caratterizzata da elevata incidenza non consente una puntuale mappatura dei contatti dei casi, come evidenziato dalla bassa percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento.
(ITALPRESS).









