“C’è una contraddizione politica che il presidente Marsilio non può continuare a ignorare. Mentre Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle Regioni ed esponente di primo piano del centrodestra, denuncia il rischio di non riuscire a garantire i Livelli essenziali di assistenza, il ministro Schillaci aveva chiesto almeno 5 miliardi di risorse aggiuntive per la sanità, mentre il Governo Meloni ne mette a disposizione appena 2,4”.
Cavallari contesta la linea adottata da Marsilio, che negli ultimi due anni avrebbe concentrato la propria iniziativa politica soprattutto sulla diversa ripartizione del Fondo sanitario nazionale.
«Una battaglia legittima e necessaria, ma che non può essere l’unica risposta di chi governa l’Abruzzo. Marsilio deve avere il coraggio di denunciare anche l’insufficienza delle risorse stanziate dal Governo della sua stessa maggioranza. Senza finanziamenti adeguati per l’intero sistema sanitario non sarà possibile ottenere i miglioramenti che i cittadini aspettano».
Liste d’attesa e mobilità sanitaria, le criticità dell’Abruzzo
Nel mirino del capogruppo di Abruzzo Insieme ci sono anche i dati relativi alla situazione sanitaria regionale. Secondo quanto riportato da Cavallari, le rilevazioni della Fondazione GIMBE evidenziano che nel 2024 il 12,6% degli abruzzesi ha rinunciato a visite ed esami, a fronte di una media nazionale del 9,9%. Il saldo negativo della mobilità sanitaria supera inoltre i 104 milioni di euro.
“Liste d’attesa, difficoltà di accesso alle prestazioni e cittadini costretti a curarsi fuori regione sono problemi che non possono essere archiviati con una semplice rivendicazione sul riparto”.
Cavallari richiama anche il peso economico della situazione sulle famiglie, sottolineando come il disavanzo sanitario abbia comportato un aumento della pressione fiscale regionale attraverso l’addizionale IRPEF.
“Non è accettabile chiedere ai cittadini di pagare sempre di più senza garantire un miglioramento concreto dei servizi”, afferma, evidenziando le difficoltà che si aggiungono al caro energia e all’aumento del costo della vita.
L’attacco alla manovra del Governo Meloni
La critica si estende alla manovra economica del Governo, giudicata insufficiente per sostenere il Servizio sanitario nazionale e affrontare le difficoltà del settore.
«La manovra Meloni, sotto questo profilo, è un fallimento: non mette il Servizio sanitario nazionale nelle condizioni di affrontare le proprie criticità e di recuperare efficienza e capacità di risposta».
Da qui la richiesta a Marsilio di assumere una posizione più incisiva nei confronti dell’esecutivo nazionale, senza trascurare le responsabilità della Regione.
“Marsilio non può essere forte con gli abruzzesi e silenzioso con il Governo Meloni. Deve pretendere più risorse per la sanità regionale, ma deve anche assumersi le proprie responsabilità, indicando una strategia concreta per ridurre le liste d’attesa, contenere la mobilità passiva, rafforzare gli organici e, soprattutto, restituire ai cittadini servizi adeguati e la prospettiva di una riduzione della pressione fiscale”.
La conclusione dell’intervento è un richiamo al diritto alla salute e alla necessità di misurare l’azione politica sui risultati concreti: “La sanità non si difende soltanto nelle trattative sul riparto del Fondo sanitario. Si difende garantendo ogni giorno il diritto alla salute. Ed è su questo che Marsilio deve rispondere agli abruzzesi”.









