Un rosario in dono, una copia di Chronicles – Volume 1. Lo scambio è avvenuto ieri pomeriggio in vaticano, al Palazzo Apostolico, dove il Pontefice ha ricevuto in udienza privata il cantautore americano alla vigilia del suo concerto al Palazzo dello Sport di Roma.
La Cnn ha raccontato l’incontro partendo dai “due Bob” del Midwest americano. Da una parte Robert Prevost, Papa Leone XIV, nato a Chicago, dall’altra Robert Allen Zimmerman, meglio conosciuto come Bob Dylan, cresciuto in Minnesota. Nelle immagini diffuse dal Vaticano, Leone è in abito bianco e il musicista tiene alzato il cappuccio nero.
Prima dell’udienza, a mettere in relazione i due era stato un testo del 1963. A luglio Leone aveva citato Go Away You Bomb nella prefazione al volume della Libreria Editrice Vaticana Disarmata e disarmante. La pace è un dono. Dylan aveva scritto quei versi per una raccolta di canzoni contro la bomba atomica che Izzy Young stava preparando al Greenwich Village. La raccolta non uscì e Dylan non incise mai il brano.
Ad accompagnare Dylan all’udienza sono stati padre Antonio Spadaro, gesuita e sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, e Andrea Monda, direttore dell’Osservatore Romano. “Certamente c’è un messaggio di pace contro le armi che Leone ha citato esplicitamente e questo mi ha colpito, ha colpito anche lo stesso Bob, il sapere di essere stato citato dal Papa”, racconta Spadaro.
Quasi trent’anni prima, il 27 settembre 1997, Dylan aveva suonato davanti a Giovanni Paolo II al Congresso eucaristico nazionale di Bologna. Quella sera fu Wojtyła a riprendere le parole di Blowin’ in the Wind, rivolgendosi ai giovani radunati per il concerto. Dylan chiuse con Forever Young.









