Tre scienziate del Gran Sasso Science Institute sono alla guida di altrettanti progetti di ricerca finanziati nell’ambito del bando PRIN 2026 del Ministero dell’Università e della Ricerca, ciascuno con risorse superiori a un milione di euro.
Si tratta di Marica Branchesi, dell’area di Fisica, Simona Iammarino, di Scienze Sociali, e Alessia Nota, di Matematica. I progetti affrontano temi che spaziano dalle onde gravitazionali alle materie prime critiche, fino allo studio matematico dei plasmi.
Branchesi è principal investigator di “ET-STAR – Einstein Telescope: Science and Technical Advanced Requirements”, progetto finanziato con 1.077.472 euro e dedicato alla preparazione scientifica e tecnica del futuro osservatorio europeo di onde gravitazionali Einstein Telescope.
Il GSSI guida un partenariato che comprende INAF, INFN e Università di Pisa. Il progetto utilizzerà dati ambientali e geofisici provenienti dai siti candidati a ospitare l’infrastruttura, tra cui Sos Enattos in Sardegna, per supportare le scelte progettuali del rivelatore.
Le attività si concentreranno sull’astrofisica multimessaggera, la cosmologia e la fisica fondamentale, anche attraverso simulazioni avanzate e tecniche di intelligenza artificiale.
Simona Iammarino coordina invece “CREST – Critical and strategic Raw material dependence: European policies and Socio-economic Transformations”, finanziato con 1.199.488 euro.
Il progetto analizzerà la dipendenza europea dalle materie prime critiche e strategiche, tra cui cobalto, litio e terre rare, attraverso uno studio integrato che coinvolgerà imprese, settori industriali, tecnologie e territori.
L’obiettivo è fornire elementi utili alle politiche italiane ed europee su decarbonizzazione, competitività, sviluppo territoriale e sostenibilità. Nel partenariato, guidato dal GSSI, figurano le Università di Trento, Parma, Cagliari e Milano e l’Università Cattolica del Sacro Cuore.
Alessia Nota è responsabile scientifica di “Emergent Structures in Kinetic Theory: from Gases to Plasmas”, progetto che ha ottenuto il punteggio massimo in graduatoria e un finanziamento complessivo di 1.126.703 euro.
La ricerca punta a costruire un quadro matematico rigoroso per descrivere la dinamica dei plasmi a partire dalla teoria cinetica, sviluppando strumenti utili anche alla ricerca sulla fusione nucleare.
Il GSSI è capofila anche in questo caso, con un partenariato che comprende le Università di Pavia, Parma, Verona, Ferrara e Roma Tor Vergata.
L’istituto aquilano partecipa inoltre al progetto “CERCO-GEMME – Constraining the Evolutionary Roads to Compact Objects with Gravitational-wave Emission and Multi-Messenger Events”, anch’esso finanziato con oltre un milione di euro.
Il docente del GSSI Manuel Arca Sedda è vice responsabile scientifico e guida una delle unità di ricerca. Il progetto utilizzerà simulazioni di buchi neri coalescenti e sistemi binari di stelle per confrontarle con le osservazioni dei rivelatori LIGO, Virgo e KAGRA e approfondire i processi che conducono alla formazione dei buchi neri.
I progetti PRIN hanno durata triennale e prevedono collaborazioni strutturate tra più università e centri di ricerca, con il coordinamento di un responsabile scientifico.









