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INPS Abruzzo, verso un polo a Pescara: quali funzioni resteranno all’Aquila?

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Si profila una riorganizzazione delle attività dell’INPS in Abruzzo, con la possibile concentrazione nella sede di Pescara delle prestazioni pensionistiche e previdenziali dei dipendenti pubblici. Un’ipotesi che ha allarmato le organizzazioni sindacali, preoccupate per le ricadute sul personale e sui servizi e per la distribuzione delle funzioni amministrative tra le città della regione, a cominciare dall’Aquila.

L’AQUILA – Si profila una riorganizzazione delle attività dell’INPS in Abruzzo, con la possibile concentrazione nella sede di Pescara delle prestazioni pensionistiche e previdenziali dei dipendenti pubblici. Un’ipotesi che ha allarmato le organizzazioni sindacali, preoccupate per le ricadute sul personale e sui servizi e per la distribuzione delle funzioni amministrative tra le città della regione, a cominciare dall’Aquila.

Il tema è emerso durante un recente confronto con la Direzione regionale dell’Istituto. Secondo quanto riferito sarebbe stato prospettato un percorso di riorganizzazione ed efficientamento da avviare già nel marzo 2027, con l’obiettivo di costituire un polo regionale a Pescara.

La portata dell’operazione non appare ancora definita ma una comunicazione della CISL FP INPS Abruzzo, datata 29 ottobre, richiama alcune tabelle circolate negli uffici territoriali, dalle quali emergerebbe l’ipotesi di trasferire nella sede pescarese non soltanto le pratiche di prima liquidazione delle pensioni e del trattamento di fine servizio, ma l’intera gestione previdenziale del pubblico impiego. Una concentrazione che comprenderebbe anche reversibilità, ratei, cessioni del quinto e variazioni degli uffici pagatori.

Si tratterebbe, dunque, di un intervento ben più esteso rispetto alla creazione di un polo specialistico per singole lavorazioni. Una distinzione sulla quale i sindacati chiedono chiarimenti, anche perché nel confronto del 27 ottobre non sarebbe stata presentata una documentazione ufficiale che consentisse di valutare nel dettaglio il nuovo assetto organizzativo. Proprio per questo la CISL ha chiesto la convocazione “urgente” di un tavolo regionale tra la direzione regionale dell’INPS e la organizzazioni sindacali.

La questione non è soltanto tecnica. L’Aquila ad esempio ospita numerose amministrazioni regionali e statali e rappresenta un importante centro del pubblico impiego abruzzese. L’eventuale accentramento a Pescara di un intero settore di attività previdenziali porrebbe quindi interrogativi sul ruolo operativo delle sedi territoriali e, più in generale, sull’equilibrio nella distribuzione delle funzioni pubbliche.

Non risultano, allo stato, decisioni definitive né ipotesi di trasferimento della Direzione regionale INPS. Secondo il mondo sindacale però, è da chiarire quali competenze verrebbero effettivamente concentrate a Pescara, quali rimarrebbero all’Aquila e nelle altre sedi provinciali, e quali conseguenze avrebbe la riorganizzazione per lavoratori e utenti.