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Addio a Daniele Kihlgren, l’uomo che cambiò lo sguardo sui borghi d’Abruzzo

Addio a Daniele Kihlgren, l’uomo che cambiò lo sguardo sui borghi d’Abruzzo
È morto Daniele Kihlgren, fondatore di Sextantio e imprenditore visionario che dalla fine degli anni Novanta aveva legato il suo nome a Santo Stefano di Sessanio e all'Abruzzo, trasformando il recupero del piccolo borgo aquilano in un modello conosciuto a livello internazionale.

L’AQUILA – È morto Daniele Kihlgren, fondatore di Sextantio e imprenditore visionario che dalla fine degli anni Novanta aveva legato il suo nome a Santo Stefano di Sessanio e all’Abruzzo, trasformando il recupero del piccolo borgo aquilano in un modello conosciuto a livello internazionale.

Milanese, di origini svedesi, laureato in Filosofia, Kihlgren aveva incontrato Santo Stefano per caso, attraversando in moto le montagne abruzzesi. Da quell’incontro era nata un’intuizione destinata a cambiare non soltanto il paese, ma anche il modo di guardare ai borghi delle aree interne: fare della conservazione, anziché della trasformazione, una possibilità di sviluppo economico.

Alla fine degli anni Novanta iniziò così ad acquistare e recuperare alcune abitazioni del borgo, allora segnato da decenni di spopolamento, seguendo un principio radicalmente conservativo.

Nacque così Sextantio Albergo Diffuso, progetto realizzato anche attraverso la collaborazione con il Museo delle Genti d’Abruzzo e divenuto negli anni un caso di studio internazionale.

L’esperienza di Santo Stefano di Sessanio venne successivamente replicata nei Sassi di Matera con Sextantio Le Grotte della Civita e portata fino in Ruanda, sull’isola di Nkombo, nel lago Kivu. Parallelamente Kihlgren aveva sviluppato attività umanitarie in Africa, dalla costruzione di un ospedale pediatrico in Congo a un progetto di assicurazione sanitaria destinato alle fasce più povere della popolazione ruandese.

Nel 2016 l’Università di Roma Tor Vergata gli aveva conferito un dottorato honoris causa per il valore culturale e imprenditoriale del progetto Sextantio; nel 2019 Condé Nast Traveler lo aveva inserito tra le personalità che avevano contribuito a cambiare il modo di viaggiare.

Il suo rapporto con Santo Stefano di Sessanio non era però soltanto quello di un imprenditore con un investimento turistico. Kihlgren aveva fatto del borgo il laboratorio di una battaglia culturale durata quasi trent’anni: dimostrare che la fragilità e l’apparente marginalità dei territori dell’Appennino potevano costituire un valore, a condizione di non cancellarne l’identità nel tentativo di renderli più appetibili.

Una battaglia portata avanti anche attraverso posizioni nette, e talvolta controverse, sulla tutela del paesaggio e sulla trasformazione dei borghi.

Per chi volesse porgere un ultimo saluto, la camera ardente sarà allestita nella giornata di venerdì 9 ottobre 2026 presso la camera mortuaria dell’Ospedale San Pietro Fatebenefratelli, Via Cassia 600, Roma, dalle ore 10:00 alle 12:00. Successivamente, nel pomeriggio dello stesso venerdì, a partire dalle ore 15:00, sarà possibile rendere omaggio al feretro a Santo Stefano di Sessanio, presso la Chiesa delle Anime Sante. I funerali si terranno lunedì a Milano nella Chiesa di San Babila. Al termine delle esequie, Daniele Kihlgren verrà accompagnato nella cappella di famiglia a Lovere, sul Lago d’Iseo.

Il cordoglio del sindaco di Santo Stefano di Sessanio

Con immenso dolore, il Sindaco, l’Amministrazione e tutta la cittadinanza di Santo Stefano di Sessanio piangono la scomparsa di Daniele Kihlgren. “È un dolore immenso per tutta la nostra comunità. Oggi Santo Stefano di Sessanio piange non solo un grande imprenditore e un visionario, ma un figlio, un amico, un fratello un concittadino che ha scelto di legare per sempre la sua vita alla nostra. Daniele si è innamorato di queste pietre silenziose e vive di storia da raccontare. Dove altri vedevano rovine, lui ha visto anima. Dove altri avrebbero cancellato, lui ha custodito, con un rispetto quasi sacro per ogni intonaco, per ogni imperfezione. Con Sextantio non ha costruito un albergo, ma un marchio, un modello di buone pratiche. Ci ha saputo accendere e ci ha dato la chiave d’accesso al mondo intero divulgando il sistema di borgo senza mai tradire chi siamo. Gli dobbiamo tantissimo. A nome mio personale, dell’Amministrazione Comunale e di ogni cittadino di Santo Stefano di Sessanio, esprimo il nostro cordoglio più profondo e la nostra eterna gratitudine alla sua famiglia. Non lo dimenticheremo mai. Ciao Daniele e buon viaggio proseguiremo il viaggio sulla tua scia e con i nostri valori puri che abbiamo sempre condiviso, nella nostra cara piazzetta medicea”

Il cordoglio del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi

“Con la scomparsa di Daniele Kihlgren perdiamo un visionario, un uomo che ha saputo guardare alla nostra terra con occhi diversi, innamorarsene e intuirne le potenzialità insieme ad altri pochi, per quel periodo storico. A Santo Stefano di Sessanio ha tracciato un solco, dimostrando che il recupero dei paesi, la tutela della loro identità e un nuovo modo di fare turismo, più lento e attento al recupero della naturalità e del tempo, potevano diventare parti di uno stesso progetto”. Lo dichiara il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, esprimendo cordoglio per la scomparsa del fondatore di Sextantio.

“Ho avuto modo di conoscerlo e di confrontarmi con lui, apprezzandone la passione e una visione che talvolta poteva apparire persino fuori dagli schemi, ma che ha lasciato un segno profondo. Non ha abbandonato questo territorio neppure nei momenti più difficili, continuando a investire e a credere nella possibilità di farne un modello di rinascita. Alla sua famiglia e alla comunità di Santo Stefano di Sessanio, che in lui ha avuto un alleato appassionato e tenace, rivolgo il più sincero cordoglio, mio, e dell’intera città dell’Aquila”, conclude Biondi.

Il cordoglio di Pagano

“Ho appreso con profondo dolore e sgomento della scomparsa di Daniele Kihlgren, avvenuta oggi a Roma. Con lui l’Abruzzo e l’intero Paese perdono un uomo visionario, un imprenditore fuori dagli schemi, ma soprattutto una persona buona e dotata di una generosità davvero rara”. Lo dichiara l’on. Nazario Pagano, presidente della I Commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati, ricordando l’imprenditore italo-svedese fondatore di Sextantio.

“È difficile racchiudere Daniele Kihlgren nella sola definizione di imprenditore. Era un uomo capace di vedere possibilità dove altri vedevano soltanto abbandono, di riconoscere valore in ciò che rischiava di essere perduto e di trasformare una visione in un progetto concreto.

Ho avuto la fortuna di conoscere bene Daniele soprattutto negli anni successivi al terremoto dell’Aquila del 2009. A Santo Stefano di Sessanio, dove aveva realizzato la sua straordinaria intuizione dell’albergo diffuso, furono organizzate numerose iniziative anche di carattere istituzionale. Lì Daniele aveva trasformato la sua formazione filosofica in un modo molto concreto di guardare ai luoghi e alla loro identità. A Santo Stefano di Sessanio, e successivamente a Matera, inseguì fino in fondo la sua idea: restituire vita a un borgo senza snaturarlo, recuperandone materiali, forme e memoria con un rispetto quasi filologico. Quella visione, allora certamente controcorrente, nel 2009 gli valse anche il Premio Rotondi – Premio Europa per la salvaguardia del patrimonio culturale.

Da presidente del Consiglio regionale d’Abruzzo ebbi personalmente l’opportunità di conferirgli un riconoscimento ufficiale per questa eccezionale capacità di coniugare impresa, tutela del patrimonio e valorizzazione delle nostre aree interne.

Continuai a frequentarlo anche a Roma e i nostri incontri diventavano spesso occasioni di confronto su questi temi. Daniele mi stimolava a riflettere sulla possibilità di costruire una norma capace di salvaguardare in maniera più efficace il patrimonio storico dei nostri borghi, perché per lui la tutela non era mai semplice conservazione, ma il presupposto per restituire futuro e vita a quei luoghi.

Ma gli incontri avuti nel corso degli anni mi permisero di conoscere anche un altro aspetto, forse meno noto, della sua personalità: la sua straordinaria generosità. Daniele non si limitava a sostenere progetti filantropici a distanza. Voleva conoscerli, seguirli personalmente, raggiungendo anche in moto luoghi remoti dell’Africa, una terra che amava profondamente.

La sua scomparsa lascia un vuoto profondo. Alla sua famiglia, ai suoi cari e a quanti hanno condiviso con lui i suoi progetti e le sue passioni rivolgo il mio più sentito cordoglio e la mia personale vicinanza”.

Cordoglio Presidente Sospiri per scomparsa Daniele Kihlgren: un visionario innamorato dell’Abruzzo

La visione e il sogno sono orizzonti che alcuni uomini hanno coltivato e realizzato in vita. Un visionario è stato certamente Daniele Kihlgren, un italo-svedese innamorato dell’Abruzzo, con la mamma pescarese, che ha immaginato una nuova vita per il borgo di Santo Stefano di Sessanio. Ha progettato e realizzato “Sextantio”, uno straordinario esempio di albergo diffuso, che ha saputo fondere i più alti standard dell’ospitalità alberghiera con le pietre vive e antiche del borgo. Oggi perdiamo una persona che ha tracciato un percorso che ancora oggi riconosciamo valido e replicabile per il rilancio delle aree interne. Le mie più sentite condoglianze, espresse anche a nome dell’intera Assemblea Legislativa, vanno alla sua famiglia e ai suoi cari, nella certezza che la sua opera terrena rimarrà patrimonio inestimabile per la nostra regione”. E’ quanto espresso dal presidente del Consiglio regionale dell’Abruzzo, Lorenzo Sospiri

Pezzopane: “Scompare un visionario concreto e capace, tanta riconoscenza per Daniele“

“Ho conosciuto Daniele Kihlgren prima che acquistasse a Santo Stefano di Sessanio. Ero assessore regionale con delega  ai parchi. Voleva capire se esistessero un disegno e una strategia capaci di dare forma al suo sogno visionario: non limitarsi a recuperare un borgo, ma inserirlo in una visione più ampia, capace di restituire un futuro ai luoghi, alle comunità e alle loro radici.

Pensando a lui, mi vengono in mente i grandi progetti di un momento molto creativo e costruttivo in cui lui è stato compagno di viaggio; A.P.E. – Appennino Parco d’Europa, la legge per i borghi, i parchi nazionali e regionale e, soprattutto, un modo nuovo di guardare ai nostri territori.Intelligente, ironico, visionario. Capace di vedere una possibilità là dove gli altri scorgevano soltanto una difficoltà, forse persino una follia. A Daniele dobbiamo molto. Ci ha insegnato che investire nelle radici dei nostri paesi, nella loro storia e nella loro bellezza non era un gesto nostalgico, ma una scelta di futuro. Che ciò che sembrava abbandonato poteva tornare a vivere. Santo Stefano non era, per lui, un’eccezione, ma la prova concreta che quel sogno poteva diventare realtà. Le radici non erano il passato: erano la condizione stessa del futuro. Oggi, guardando Santo Stefano e gli altri luoghi che ha contribuito a farci riscoprire, comprendiamo la forza della sua intuizione. Non era follia. Era visione: una visione fondata su un disegno, sostenuta da una strategia e resa possibile dal coraggio di riconoscere il valore di ciò che avevamo sotto gli occhi e non sapevamo più vedere. Grazie, Daniele, per averci insegnato che un luogo può rinascere quando qualcuno ha il coraggio di crederci. E che, investendo nelle radici, il futuro non soltanto può tornare: può mettere nuove radici. Mi dispiace molto, condoglianze alla famiglia ”

Scomparsa di Daniele Kihlgreen, Santangelo: “Con la sua visione e il suo impegno ha trasformato luoghi e comunità”

 Il cordoglio dell’assessore regionale Roberto Santangelo per la scomparsa di Daniele Kihlgreen: “Daniele Kihlgreen con la sua sensibilità, la sua visione e il suo impegno ha saputo trasformare luoghi e comunità, contribuendo a restituire valore e futuro a uno dei borghi più belli d’Italia, come Santo Stefano di Sessanio. La sua scomparsa rappresenta una grave perdita per il nostro territorio. Esprimo il più sincero cordoglio alla famiglia e a coloro che hanno condiviso con lui un percorso umano e culturale di grande significato. Il suo lavoro e la sua testimonianza resteranno parte importante della storia della nostra regione”.

Addio a Daniele Kihlgren, il cordoglio di Testa (FdI)

“La scomparsa di Daniele Kihlgren lascia un immenso vuoto e priva la nostra regione di un pioniere autentico, di un uomo che ha saputo guardare al passato con la lungimiranza dei grandi visionari. Con la sua intuizione folgorante su Santo Stefano di Sessanio, nata da un viaggio in moto, ha dimostrato come la bellezza ferita di qualche antico borgo non sia un capitolo chiuso ma una risorsa viva su cui investire con coraggio e passione. 
Attraverso il progetto di Sextantio, Kihlgren non si è limitato a restaurare pietre antiche ma ha restituito un’anima, un’identità e una prospettiva economica a un territorio straordinario, facendolo conoscere e apprezzare in tutto il mondo come modello virtuoso di turismo sostenibile e conservazione paesaggistica. Ha tracciato una strada che oggi rappresenta un vanto per l’Abruzzo e un esempio luminoso per l’intero Paese. Alla sua famiglia e a quanti hanno condiviso il suo percorso giungano il mio cordoglio più profondo e la mia vicinanza commossa”. Lo dichiara il deputato abruzzese di Fratelli d’Italia, Guerino Testa.

Marinelli e Albano: “Con Daniele Kihlgren perdiamo una mente capace di vedere il futuro delle aree interne”

“La scomparsa prematura di Daniele Kihlgren, a soli 60 anni, è una perdita profonda per l’Abruzzo e per chiunque abbia creduto nella possibilità di costruire un futuro nuovo per le nostre aree interne. È stato, certamente, tra i primi giovani imprenditori a scegliere di tornare e restare, nei territori dell’interno, scegliendoli e intuendo prima di molti altri che la rinascita dei borghi non poteva passare semplicemente dalla conservazione del passato, ma dalla capacità di trasformare la bellezza, la cultura, la biodiversità e l’identità dei luoghi in nuove opportunità di sviluppo”, così il segretario regionale del PD Daniele Marinelli e quello provinciale dell’Aquila Stefano Albano.

“Con il progetto di Sextantio a Santo Stefano di Sessanio ha dimostrato concretamente che un borgo abbandonato poteva tornare a vivere senza perdere la propria anima. L’albergo diffuso è diventato un modello conosciuto e studiato anche fuori dall’Abruzzo, capace di mettere insieme ospitalità, recupero del patrimonio, economia locale e valorizzazione del territorio. Ha saputo anticipare temi che oggi sono al centro del dibattito sul futuro delle aree interne: il turismo sostenibile, la rigenerazione urbana, la tutela del paesaggio, la valorizzazione della biodiversità e la necessità di creare nuove economie a partire dalle identità dei territori. Il suo lavoro ci consegna anche una responsabilità: continuare a credere che i nostri borghi e le nostre aree interne non siano luoghi marginali, ma territori con un enorme potenziale da riconoscere e coltivare. Alla famiglia e alle persone che gli sono state vicine va il cordoglio mio personale e quello del Partito Democratico abruzzese”.

Scomparsa Daniele Kihlgren, Sigismondi (FdI): figura di altissimo profilo 

​”La scomparsa di Daniele Kihlgren ci priva di una figura di altissimo profilo, un uomo che ha saputo guardare al nostro patrimonio con visione e concretezza. Ho sempre apprezzato profondamente la sua formidabile intuizione e la straordinaria capacità di rilanciare Santo Stefano di Sessanio, trasformando un borgo a rischio spopolamento in un simbolo internazionale di rinascita e bellezza. ​Kihlgren ha dimostrato che il recupero conservativo non è soltanto tutela del passato ma un motore potentissimo di sviluppo economico e di riscatto sociale. La sua opera pionieristica ha tracciato una delle rotte imprescindibili per il futuro del turismo di qualità. Ai suoi cari rivolgo le mie più sentite e commosse condoglianze.”

Lo dichiara il senatore abruzzese di Fratelli d’Italia, Etel Sigismondi.

Scomparsa Daniele Kihlgren, il cordoglio di Verrecchia (FdI)

“La scomparsa di Daniele Kihlgren rappresenta un lutto profondo per la nostra comunità regionale, che perde un innovatore illuminato e un innamorato autentico delle nostre terre. La straordinaria opera di recupero portata avanti a Santo Stefano di Sessanio testimonia una genialità rara, capace di intravedere futuro e bellezza. Grazie alla sua intuizione, un borgo storico è assurto a pilastro mondiale del turismo lento e di qualità, dimostrando come la memoria e le tradizioni possano generare sviluppo economico e coesione sociale. L’Abruzzo intero gli deve immensa gratitudine per aver esportato un modello virtuoso di tutela e valorizzazione paesaggistica che resterà indelebile. Alla famiglia e ai suoi cari giunga il mio cordoglio più sincero”. Lo dichiara il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Massimo Verrecchia.

Il ricordo del Coordinatore Fiorentino. Scomparso Daniele Kihlgren, da Santo Stefano di Sessanio una lezione per i borghi dell’Abruzzo

– Il Coordinatore della Struttura di missione, Cons. Mario Fiorentino, esprime il proprio profondo cordoglio per la scomparsa di Daniele Kihlgren, amico, imprenditore e fondatore di Sextantio, al quale si deve il recupero e la valorizzazione di una parte significativa del borgo di Santo Stefano di Sessanio, divenuto nel tempo uno dei simboli dell’Abruzzo nel mondo.

Nato in una famiglia di imprenditori del cemento, Kihlgren ha scelto una strada diversa, investendo nella pietra, nel recupero e nella conservazione, secondo una filosofia precisa: restaurare senza cancellare la memoria. Da quella intuizione è nato Sextantio, un’esperienza conosciuta ben oltre i confini dell’Abruzzo e dell’Italia, ma anche un nuovo volto del borgo di Santo Stefano di Sessanio.

«Daniele ha avuto una capacità non comune di riuscire a osservare gli spazi al di là dell’orizzonte, oltre il giardino – ricorda Fiorentino – Ha saputo vedere un futuro là dove molti vedevano solo case abbandonate, pietre e un paese destinato lentamente a svuotarsi e a morire. E ha precorso i tempi, intuendo che i piccoli paesi dell’Abruzzo non avevano bisogno di essere trasformati in qualcosa di diverso per tornare a vivere: la loro forza poteva essere proprio ciò che erano riusciti a essere e conservare.

Daniele era, prima ancora che un imprenditore, un uomo capace di inseguire un’idea e progettare il futuro. Un uomo che ha avuto il coraggio di andare controcorrente, di allontanarsi, almeno in parte, dalla cultura che aveva segnato il suo stesso ambiente di provenienza e che per decenni aveva identificato nella crescita economica e nella modernizzazione del territorio una delle proprie espressioni più evidenti. Lui ha scelto un’altra strada: non costruire qualcosa di nuovo, ma riconoscere il valore di ciò che già esisteva; non sostituire, ma recuperare; non cancellare le tracce del tempo, ma farne la materia stessa di un progetto per il futuro.

È stato, in questo senso, un uomo capace di guardare oltre l’ostacolo e di trasformare un’intuizione in una visione. Ha scommesso su un luogo quando quella scommessa poteva apparire difficile da comprendere e ha dimostrato che un borgo apparentemente fuori dal tempo possa diventare il punto di partenza per una nuova idea di futuro. Non un futuro costruito contro la storia, ma dentro la storia.

Ho avuto modo di incontrarlo e scambiare idee più volte, l’ultima solo pochi giorni fa a Roma, e ho avuto il privilegio di conoscere un uomo che non aveva smesso di progettare, immaginare, cercare nuove strade e condividere, con grande generosità, le proprie. La sua esperienza ha anticipato una consapevolezza che oggi è centrale: ricostruire non significa solo ripristinare ciò che è stato perduto, ma restituire ai luoghi la possibilità di tornare a vivere senza cancellarne l’identità. Daniele Kihlgren ha guardato quelle pietre e ha visto una possibilità. Ha creduto che un borgo potesse tornare a vivere senza smettere di essere se stesso. E quella visione, oggi, appartiene non soltanto a Santo Stefano di Sessanio, ma a tutti quei luoghi dell’Abruzzo e del nostro Paese che cercano un futuro senza rinunciare alla propria identità.

Per questo vorrei che tra le pietre di Santo Stefano di Sessanio rimanesse anche un segno concreto, oltre il suo modello di ospitalità, della sua presenza, del suo lavoro e della sua generosità. Sarà mio impegno personale fare in modo che quel progetto possa diventare realtà, perché il modo più autentico di ricordarlo è lasciare che il luogo al quale ha dedicato gran parte della sua vita continui a parlare di lui come testimonianza per il futuro.

Resta Santo Stefano di Sessanio, resta Sextantio e resta il segno e il sogno che alcuni luoghi possano tornare a vivere senza smettere di essere ciò che sono stati».

 Il messaggio di Sigismondi (FdI): scomparsa Kihlgren ci priva di pioniere con visione

​“La scomparsa di Daniele Kihlgren ci priva di una figura di altissimo profilo, un uomo che ha saputo guardare al nostro patrimonio con visione e concretezza. Ho sempre apprezzato profondamente la sua formidabile intuizione e la straordinaria capacità di rilanciare Santo Stefano di Sessanio, trasformando un borgo a rischio spopolamento in un simbolo internazionale di rinascita e bellezza. ​Kihlgren ha dimostrato che il recupero conservativo non è soltanto tutela del passato ma un motore potentissimo di sviluppo economico e di riscatto sociale. La sua opera pionieristica ha tracciato una delle rotte imprescindibili per il futuro del turismo di qualità. Ai suoi cari rivolgo le mie più sentite e commosse condoglianze”.

Lo dichiara il senatore abruzzese di Fratelli d’Italia, Etelwardo Sigismondi.

Addio a Daniele Kihlgren, colui che restituì vita a Santo Stefano di Sessanio

L’Associazione I Borghi più belli d’Italia Abruzzo e Molise esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Daniele Kihlgren, figura eclettica e visionaria che ha lasciato un segno importante nella storia recente dei piccoli centri italiani e, in particolare, di Santo Stefano di Sessanio.

«Daniele Kihlgren – dichiara il presidente dell’Associazione e consigliere regionale Antonio Di Marco – ha saputo guardare a un borgo abruzzese, in un momento in cui sembrava destinato allo spopolamento e all’abbandono, intuendo prima di molti altri il valore straordinario della sua storia, della sua architettura e della sua identità».

Nel 1999, Kihlgren scelse Santo Stefano di Sessanio e avviò un progetto destinato a cambiarne il futuro: nacque Sextantio, un albergo diffuso realizzato attraverso il recupero delle antiche abitazioni, nel rispetto dell’architettura originaria e dei materiali del luogo. Un intervento che contribuì a ridare vita al centro storico e portò il piccolo paese abruzzese all’attenzione nazionale e internazionale.

«La sua intuizione – prosegue Di Marco – dimostrò che tutelare l’autenticità di un luogo non significa conservarlo immobile, ma creare le condizioni perché possa tornare a vivere. Kihlgren ha costruito un’esperienza capace di unire cultura, architettura, turismo e sviluppo locale, diventando un riferimento per la rinascita dei piccoli centri e per la valorizzazione delle aree interne».

La stessa visione fu successivamente portata a Matera, con il progetto Sextantio Le Grotte della Civita, confermando un modello fondato sul recupero del patrimonio esistente e sulla valorizzazione delle caratteristiche proprie dei luoghi.

«Daniele Kihlgren – conclude Di Marco – lascia un’importante eredità e un modo nuovo di guardare al nostro patrimonio, con rispetto, curiosità e fiducia nel futuro. Il suo lavoro ha segnato una stagione importante per Santo Stefano di Sessanio, restituendo centralità alla sua storia e alla sua identità. La sua scomparsa rappresenta una perdita significativa per la nostra comunità e per quanti hanno avuto modo di conoscere e apprezzare il suo lavoro. A nome dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia Abruzzo e Molise esprimo alla famiglia e ai suoi cari le più sentite condoglianze e la nostra vicinanza in questo momento di dolore».

Scomparsa di Daniele Kihlgren, il cordoglio della presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso, Antonella Ballone

L’AQUILA, 7 ottobre 2026 – “È con commozione che apprendo la notizia della scomparsa di Daniele Kihlgren, visionario imprenditore e autentico pioniere del turismo sostenibile, che ha legato in modo indissolubile il suo nome al nostro territorio e alla rinascita dei borghi abruzzesi. Ho sempre apprezzato la sua visione innovativa e la sua delicatezza d’animo.
A nome mio personale, della Giunta, del Consiglio e di tutto il sistema camerale della Camera di Commercio del Gran Sasso, desidero esprimere il più sentito cordoglio alla famiglia Kihlgren e a quanti gli hanno voluto bene.
Con la creazione dell’albergo diffuso Sextantio a Santo Stefano di Sessanio, Daniele Kihlgren non ha solo regalato un’intuizione brillante alla montagna dell’Aquila, ma ha tracciato una strada innovativa a livello internazionale: valorizzare il patrimonio storico e paesaggistico senza mai tradirlo, puntando al consumo di suolo zero e restituendo vita e prospettiva economica a un’intera comunità. Una visione illuminata che ha poi saputo replicare con successo anche nei Sassi di Matera e all’estero, abbinando sempre l’impresa al profondo valore della solidarietà sociale.
L’Abruzzo e il mondo dell’imprenditoria perdono oggi un uomo di straordinaria poliedricità, passione e generosità. La sua eredità culturale rimarrà un modello e un punto di riferimento fondamentale per lo sviluppo dei territori”.
Antonella Ballone
Presidente della Camera di Commercio del Gran Sasso