ATTUALITÀ | Campo Felice, Ovindoli, Roccaraso | |

Sci: niente neve sugli impianti, piovono disdette e si spera in Capodanno

Da Campo Imperatore a Campo Felice, passando per Ovindoli e Roccaraso: questo inverno non si scia. Per gli operatori si prospetta un inverno scarno dal punto di vista dei fatturati

Sci: niente neve sugli impianti, piovono disdette e si spera in Capodanno
Da Campo Imperatore a Campo Felice, passando per Ovindoli e Roccaraso: questo inverno non si scia. Per gli operatori si prospetta un inverno scarno dal punto di vista dei fatturati

L’AQUILA – Dimentichiamo i paesaggi imbiancati e magici del Natale 2021, con le distese innevate di Campo Imperatore, dell’altipiano delle Rocche, dell’Aremogna e della valle del Morretano. Questo inverno 2022, che sta per scavalcare nel 2023, assomiglia, almeno sino a questo momento, a un lungo autunno siccitoso. Al di là dello squilibrio che la mancanza di neve e, di contro, le temperature miti (nella giornata di ieri in alcune zone dell’Aquila si sono raggiunte punte di 15 gradi) comportano su flora e fauna, questo lungo autunno paralizza anche le attività invernali dell’entroterra e delle alture della provincia dell’Aquila, con conseguenze negative sulla piccola economia locale. Ai gestori degli impianti sciistici non resta che fare la danza della neve; l’hanno scorso – dopo l’anno orribile dell’emergenza sanitaria, quando all’enorme quantità di neve corrispose la chiusura di tutte le attività sociali per impedire la diffusione del contagio da covid-19, per una stridente ironia della sorte – hanno vissuto un anno straordinario sotto tutti i punti di vista, grazie alla bella e duratura neve, alle giornate di sole, alla riscoperta delle nostre terre da parte dei turisti del Nord Italia, che si sono aggiunti a quelli ormai consueti del Centro-Sud. Da Campo Felice a Campo Imperatore, sino a Ovindoli e Roccaraso gli occhi sono puntati sul calendario e sulle previsioni meteorologiche. Mentre per ora non promettono cose buone (niente neve nei prossimi giorni), forse almeno le temperature nella prossima fine settimana potrebbero scendere quel minimo che basta per attivare l’innevamento artificiale. Per chi ne è provvisto ovviamente: il centro turistico del Gran Sasso, ad esempio, può confidare soltanto nella generosità del cielo.

GRAN SASSO. Proprio il Gran Sasso è il grande disilluso: al bagno di gente che si è riversata sulle due piste aperte il primo giorno di apertura, due settimane fa circa, è seguito un desolante scirocco che ha spazzato via speranze e sciatori. Ma l’amministratore unico del centro turistico Dino Pignatelli non si dà per vinto. “La situazione non è facile – spiega -, c’è neve soltanto in quota, ma non è sufficiente per arrivare agli impianti. Ristoranti e Alberghi sono aperti, ma manca l’affluenza degli sciatori, e in molti hanno deciso di disdire le prenotazioni. Dopo l’apertura purtroppo sono arrivate pioggia e temperature alte, la nostra speranza è che dopo questa settimana di bel tempo possa arrivare finalmente la neve, perché in alcuni punti in quota c’è un fondo di neve e basterebbe davvero una nevicata di 20-30 centimetri per permettere l’apertura di alcune piste. Periodi simili ce ne sono stati anche in passato – ricorda Pognatelli -: il 1980-90, ad esempio, fu una stagione senza neve”. La funivia, spiega l’amministratore unico del centro turistico, è comunque aperta per chi volesse salire a Campo Imperatore e il personale è sempre in servizio, mentre gli addetti agli impianti in questi giorni di inattività sono in ferie, “poi si vedrà se prolungarle”, chiarisce Pignatelli.

CAMPO FELICE. Stessa situazione per quanto riguarda gli impianti di Campo Felice. “Abbiamo sparato neve per due o tre giorni tenendo aperto un paio di piste – spiega il direttore della stazione sciistica Gennarino Di Stefano – ma le temperature sono troppo alte per poter contare sull’innevamento: in questi giorni vanno dalla minima di 0 gradi durante la notte, alla massima di 4 durante il giorno. Per poter produrre una buona quantità di neve artificiale, invece, bisognerebbe che la temperatura restasse a -4, -5, -6 o -7. Con zero gradi di temperatura produci davvero poco. Abbiamo deciso di non riaprire nei giorni in cui sarebbe stato possibile grazie alle prime nevicate, all’inizio del mese, proprio perché guardando le previsioni abbiamo visto che non ne sarebbe valsa la pena”. Intanto l’altopiano delle Rocche perde le centinaia di prenotazioni arrivate nei giorni scorsi: “Un vero peccato perché gli alberghi erano tutti pieni”. Di Stefano, però, non si arrende: “Si può venire ugualmente nei paesi dell’altopiano a trascorrere queste belle giornate, dilettandosi con tutte le attività che il nostro territorio offre: mountainbike, escursioni”. Però la neve è sempre la neve …

OVINDOLI. Deluso e preoccupato per il contraccolpo che la mancanza di neve potrà avere su tutto il comparto sciistico, compreso l’indotto, è il presidente degli impianti di Monte Magnola, a Ovindoli, Giancarlo Bartolotti. “Sono 50 anni che faccio questo lavoro – dice – e non ricordo una simile situazione; la neve andava e veniva, invece quest’anno nulla. Siamo molto dispiaciuti, perché l’anno scorso molti sciatori arrivati dall’Alto Adige hanno scoperto questo posto meraviglioso, vicino a Roma, con impianti efficaci e veloci, ma la situazione si è capovolta e hanno rinunciato a scendere in Abruzzo. Gli alberghi – aggiunge Bartolotti – avevano raggiunto l’over booking: ora le prenotazioni sono diventate disdette”. Di qui l’appello alle istituzioni: “Governo e Regione ci aiutino con i ristori. Abbiamo affrontato e affronteremo spese ingenti, con il personale che abbiamo assunto e che non può lavorare. Tra gli impianti e i due ristoranti diamo lavoro a 70 persone”. La speranza è l’ultima a morire, come si dice: “Le temperature dovrebbero abbassarsi, almeno quel tanto che basta per innevare artificialmente, attualmente abbiamo una trenitna di buchi di neve dove le famiglie stanno portando a giocare i figli: speriamo che nevichi o che ci permetta di aprire gli impianti”.

ROCCARASO. Ha sorriso forse poco (ma davvero poco) di più Roccaraso, dove gli impianti sono chiusi ma almeno qualche fazzoletto di neve ha consentito alle famiglie e ai bambini di poter giocare a portare con sè un bel ricordo del Natale. Diverse le animazioni fantasy. A Coppo dell’Orso, in particolare, unici che sono riusciti sinora a sparare un po’ di neve garantendo nei giorni immediatamente prima di Natale, sono state organizzate attività per piccoli e grandi, ma niente sci. Un’alternativa per le poche famiglie rimaste a riempire le stanze degli alberghi, inizialmente del tutto prenotate, è stato lo snow driving (la prima pista su neve del Centro-Sud, ndr), praticato, al contrario, sulle piste senza neve. La speranza, anche per gli operatori turistici di Roccaraso, è che arrivi neve almeno per Capodanno.