La Regione Abruzzo ha formato un gruppo di lavoro per valutare il piano di Toto per rifare l’Autostrada A25, ma il Ministero non ha dato incarichi.Se ne occupa oggi un articolo di Antonio Massari, sul Fatto Quotidiano.

Il 15 maggio 2015 la giunta re­gionale abruzzese, guidata da Luciano D’Alfonso, si riuni­sce per costituire un “apposi­to gruppo di lavoro”, che impegna 8 professionisti, tra i quali 6 inge­gneri. L’obiettivo: valutare le va­rianti che il gruppo Tato intende realizzare sulle autostrade A24 e A25. Il punto – come vedremo – è che non c’è nulla da valutare. Ma allora: perché impegnare 8 perso­ne per valutare un progetto che no n ha alcun titolo d’esistere? Ab­biamo provato a chiederlo al pre­sidente D’Alfonso, rintraccian­dolo per telefono e con sms, ma non ha risposto. Il rapporto tra Toto e D’Alfonso è datato. I due sono stati imputati in un proces­so, che li ha visti entrambi assolti, nel quale è stato accertato che D’Alfonso, negli anni in cui era sindaco di Pescara, ha usufruito di viaggi aerei in mezzo mondo, per decine di migliaia di euro, pa­gati dall’amico Carlo Toto.

LO STESSO Toto che, con la sua Autostrada dei Parchi, gestisce i tratti A24 e A25 e propone le va­rianti in questione. Varianti ap­prezzate persino dal vice ministro delle Infrastrutture, il socialista Riccardo Nencini che, durante u­na visita in Abruzzo, ha dichiara­to: “Il progetto va esaminato con attenzione. C’è bisogno della convergenza del ministero con le am­ministrazioni locali, di una veri­fica del piano economico, ma pen­so che la verifica, rispetto alla pro­posta, il ministero sia in condizio­ne di farla, e velocemente”. Dagli appuntamenti in agenda, consultabili sul web, si scopre che Nen­cini incontra Carlo e Daniele Tato in due occasioni, tra luglio e agosto 2015, per appuntamenti “in­terlocutori” e “informativi” su Autostrada dei Parchi. A descri­vere il progetto, in un’intervista di pochi giorni fa sul Centro, ci pensa Alfonso Toto, ad del gruppo: 40 km di nuove gallerie, tracciato più breve per 30 km, investimento di 5,7 miliardi, 10 mila nuovi posti di lavoro. Soldi pubblici? Neanche un centesimo, assicura l’ad, che in cambio, allo Stato, chiede “solo” di allungare la concessione del­l’autostrada. Di ben 45 anni. E an­che vero – come sottolinea il M5S in un documento inviato al gover­no – che “nel 2009-2015 l’aumen­to della tariffa del pedaggio ha raggiunto quasi il 40 per cento”. Ma è soprattutto vero che il mi­nistero, di questo progetto, non vuole saperne nulla. A scoprirlo è l’associazione abruzzese H20 che, inviata una lettera al dicaste­ro retto da Graziano Delrio, riceve una risposta sorprendente. Il gruppo Toto, per legge, deve solo mettere in sicurezza, in base alle norme sul rischio sismico, le au­tostrade in concessione. Non deve far altro. Né varianti né gallerie. Si tratta di “iniziative unilaterali”, scrive funzionario del Mit, sen­za “alcun mandato di questo mi­nistero”. D’Alfonso ha già istituito un gruppo di lavoro, per valutare il progetto, eppure il ministero sottolinea che, per “poter analiz­zare in maniera ufficiale le propo­ste di vari ante”, è necessario che al gruppo Toto venga “preliminar­mente conferito l’incarico di pro­gettazione preliminare”. Incarico che, evidentemente, non esiste. Solo “successivamente a tale mandato”, conclude il ministero “la società potrà redigere i progetti preliminari” che “saranno valutati da questo ministero a seguite del coinvolgimento degli enti ter­ritoriali interessati”.

STRANO, perché la Regione, con la delibera 325, s’è già coinvolta da sé. Ha addirittura “preso atto che la messa in sicurezza delle autostrade A 24 e A25 … in alcune trat­te… comporta la necessità di varianti al tracciato”. E ha istituito un gruppo di lavoro per valutare le varianti. Se non bastasse, il vice ministro Nencini ha sostenuto che il ministero è in condizioni d valutare la proposta. Una propo­sta che il suo stesso ministero giu­dica al momento unilaterale e ir­ricevibile. Il M5S – con un docu­mento firmato da Gianluca Vacca e altri 9 deputati – ha chiesto al governo, chiedendo di “bloccare o­gni altro aumento di pedaggio de tratto autostradale”, di evitare di “prendere in considerazione i progetti di varianti al tracciato’ presentati a “enti differenti da ministeri”, di “diffidare le regioni in particolare l’Abruzzo, dall’analiizzare in maniera ufficiale le pro­poste di variante”, di “verificare legittimità delle iniziative intra­prese dalla giunta della Regione Abruzzo”.

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