A duecento chilometri dall’Aquila uno sciame sismico di cui si parla troppo poco. Per gli aquilani i fantasmi vanno e vengono ogni qualvolta, sia vicino che lontano, accade un situazione anomala. Oggi a Campobasso e nel Molise anche le scuole sono rimaste chiuse. Fare previsioni è impossibile ma l’esperienza insegna a non abbassare mai la guardia. E come in Abruzzo anche in Molise, secondo gli studi, il 60 per centro delle scuole è a rischio e allo stesso modo anche gli edifici pubblici.

Uno sciame sismico che va avanti da giorni. L’unica vera difesa rimane la prevenzione nella costruzione degli edifici. La zona in cui stanno avvenendo le scosse pero, cosi come era stato per l’Aquila, è una zona ad alto rischio sismico, come del resto tutta la catena dell’Appennino meridionale. Nel 1805 a Bojano già un terremoto fece piu di 5 mila morti, comprensibile quindi la paura degli abitanti, molti dei quali rimasti a dormire fuori. Gli ultimi terremoti ricordano i geologi sono stati devastanti, 4 anni fa in Emilia, sette anni fa all’Aquila e 14 anni anni fa a San Giuliano di Puglia. Lì nel Molise esiste la faglia del matese, un mostro che storicamente può rilasciare anche magnitudo superiori a sette. Del resto il terremoto dell’Aquila ha portato anche ad un nuovo approccio nel considerare gli sciami e i terremoti.

Nel capoluogo di regione il terremoto del 6 aprile del 2009 fu precedeuto da uno sciasme sismico lungo. Una sequenza che addirittura iniziò nel 2008 e ripresa con maggiore intensità il 16 gennaio del 2009 con scosse di magnitudo inferiori a tre, crescenti poi sino all’evento principale.

Il resto per l’Aquila è storia nota. Una riunione della Commissione grandi rischi il 31 marzo del 2009, a pochi giorni dalla scossa devastante. Le rassicurazioni, la paura inascoltata degli abitanti che oggi chiedono a gran voce ai molisani di stare sempre in guardia.

Un processo poi che erroneamente si è fatto passare come processo alla scienza. E le assoluzioni, poi, le vergogne, le vittime. Un’esperienza che induce ad essere sempre accanto a chi vive le stesse situazioni, a 200 chilometri c’è chi oggi rivive l’incubo degli aquilani di sette anni fa.

Servizio di Daniela Rosone, TVSEI

 

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