L’AQUILA – “Da 9 anni rispondiamo alla chiamata di Non Una di Meno, anche all’Aquila. Quest’anno due giornate di lotta vogliono ribadire che questo presente costellato da violenza patriarcale, razzista e istituzionale, guerre, genocidi, militarizzazione, repressione, precarietà non è un destino inevitabile, ma il prodotto di politiche e retoriche autoritarie precise”. C0sì il collettivo Fuori Genere e la rete Non una di meno.
“Domenica 8 marzo scendiamo compatte per le strade della nostra città con le nostre voci e i nostri corpi contro questo sistema. Trasformiamo il dolore in forza collettiva, la rabbia in lotta, il trauma in cospirazione.
Lunedì 9 marzo ci sarà lo sciopero transfemminista: fermeremo la produzione e la riproduzione sociale per rendere visibile l’invisibile.
Scioperiamo per e con chi resiste: Dalla Palestina al Rojava, dall’Iran ai movimenti femministi russi: siamo al fianco dei popoli che combattono per l’autodeterminazione contro regimi oppressivi e violenza patriarcale.
Contro il genocidio del popolo palestinese e la spartizione di Gaza. Denunciamo con forza la complicità dello Stato italiano che processa la resistenza di Anan Yaeesh.
Contro un sistema di guerra e morte: dall’attacco al Venezuela alle stragi silenziate in Congo e Sudan, fino alle violenze e agli omicidi dell’ICE. La militarizzazione sottrae risorse ai bisogni sociali e rappresenta un attacco sistemico alle nostre vite.
Scioperiamo contro la violenza di genere che in Italia uccide una donna ogni tre giorni. Secondo gli ultimi dati ISTAT il 94,3% delle donne italiane sono vittime di italiani. La violenza di genere è relazionale, è strutturale e figlia del patriarcato, non di un’emergenza securitaria. Rifiutiamo per questo con rabbia la strumentalizzazione razzista dei femminicidi operata dalle destre.
Scioperiamo perché senza consenso è stupro e contro il DDL Bongiorno che, eliminando il consenso come parametro centrale delle violenze sessuali, mette sotto processo chi ha subito violenza invece di chi l’agisce.
Chiediamo un’educazione sessuo-affettiva al consenso e al desiderio: un’adolescente su quattro è vittima di violenza all’interno di una relazione. Scioperiamo per Zoe Trinchero, Aurora Tila, Martina Carbonaro, Beatrice e per tuttə le persone spinte al suicidio dall’odio eterocispatriarcale.
Scioperiamo contro il diniego all’approvazione del codice antimolestie nel liceo A. Bafile che ha deciso ancora una volta di non ascoltare i suoi ragazzə e la loro voglia di un luogo formativo più giusto e sicuro per tuttə.
Scioperiamo contro lo Stato di Polizia e la Repressione del Dissenso: ci opponiamo ai nuovi DDL sicurezza che criminalizzano la lotta, mentre alle forze dell’ordine viene garantita impunità senza numeri identificativi. La nostra sicurezza è il mutuo soccorso, l’autodeterminazione e la libertà di manifestare.
Scioperiamo contro ogni forma di detenzione perché non è mai riabilitazione, ma solo tortura, segregazione e violenza:
Contro le carceri, luoghi di abbandono e sovraffollamento in condizioni inumane; contro i CPR, lager di Stato per la detenzione amministrativa dei corpi migrantə; contro la detenzione psichiatrica rifiutando ogni privazione della libertà e della dignità in nome di una cura presunta.
Scioperiamo contro ogni sgombero:
Rivendicare spazi come Spin Time, Lucha y Siesta, Askatasuna, L38, ZK, La Cupa, Campetto Occupato, CaseMatte significa affermare che la giustizia sociale è l’unica forma di sicurezza non 4 milioni di euro per la videosorveglianza! Giù le mani dagli spazi liberati, giù le mani da CaseMatte.
Scioperiamo da:
Lavoro riproduttivo e di cura: invisibile e gratuito che ricade sui nostri corpi; contro ogni attacco all’autodeterminazione, alla salute riproduttiva.
La violenza economica: perché siamo stanchə di vivere di contratti di lavoro poveri in luoghi di lavoro razzisti e maschilisti.
È violenza economica anche lo stanziamento di 150.000 per 256 nuclei familiari, un terzo di quanto speso per le luminarie natalizie, un sesto del milione bruciato per l’inaugurazione della capitale della cultura! Il tutto mentre i veri spazi di cultura, come il teatro o le tante scuole devastate dal terremoto del 2009, restano chiuse.
Scioperiamo per una salute transfemminista per spazi e reti di cura che sappiano farsi carico della nostra salute tutta, dalla salute sessuale e riproduttiva alla salute mentale; per una casa per tuttə e per il reddito di autodeterminazione.
Siamo la marea transfemminista che smantella le fondamenta di questo sistema. Vogliamo sovvertire i presupposti che reggono le gerarchie di questo mondo.
Oggi vogliamo inaugurare con i nostri corpi liberi una città che sia capitale di antifascismo, antisessismo, antirazzismo, aperta, originale, creativa!
La giornata di lotta continuerà con una cena solidale “Porta e condividi” che si terrà a P.zza Regina Margherita.
Lotta e sciopera! Le nostre vite valgono! Noi scioperiamo!”









