8 marzo, anche all’Aquila il corteo per dire no a ogni forma di violenza

di Redazione | 09 Marzo 2023 @ 09:30 | POLITICA
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Interventi e rivendicazioni, canti e poetry slam, banchetti per raccogliere le firme per la legge regionale per l’eutanasia. Anche L’Aquila ieri ha aderito allo sciopero globale transfemminista con un corteo cittadino organizzato dall’associazione FuoriGenere e sostenuto da molti altri collettivi, movimenti e associazioni aquilane, studentesche ed universitarie.

Tante le rivendicazioni portate in piazza con numerosi interventi, striscioni e cartelloni per non cadere nella banalizzazione dell’8 marzo, giornata internazionale dei diritti delle donne. E’ il settimo anno consecutivo di mobilitazione, l’8 marzo, in tutte le città del mondo, un’occasione per manifestare contro la violenza maschile sulle donne e ogni forma di violenza di genere.

Non solo uno sciopero dal lavoro hanno spiegato durante il corteo, ma anche uno sciopero dal lavoro di cura, dai consumi e dai genere imposti, per lanciare il messaggio che “se ci fermiamo noi si ferma il mondo” ma “se noi non valiamo perché ci pagate di meno e ci ammazzate allora scioperiamo”.
Rivendicazioni che chiedono una parità salariale e contratti degni perché “l’unica sicurezza che ci fa vivere tranquille non è la famiglia ma l’autonomia economica!”

Uno sciopero contro le molestie e la violenza, per tutte quelle donne uccise da uomini violenti (l’ultimo femminicidio proprio il 7 marzo) e per “quelle donne che in piazza non hanno potuto esserci perché lavoratrici in settori essenziali o perché impossibilitate a scioperare in quanto sotto ricatto. Contro gli stereotipi di genere che permeano anche l’educazione nelle scuole. Per un sapere libero e transfemminista.”

Tra le richieste la laicità dei Centri Antiviolenza e maggiori finanziamenti per garantire alle donne percorsi di fuoriuscita dalla violenza reali e strutturati, il diritto all’aborto e la difesa della 194, ma l’abolizione dell’obiezione di coscienza, il diritto alla salute, per una sanità pubblica contro i tagli ai fondi e le privatizzazioni, la richiesta di maggiori finanziamenti alle strutture sanitarie pubbliche che si occupano di salute mentale. Non sono mancate critiche all’amministrazione locale dell’Aquila per la presenza nel cartellone delle iniziative dell’8 marzo, del ministro Eugenia Roccella, “apertamente contro il diritto all’aborto, le unioni civili, la contraccezione gratuita e all’educazione sessuale nelle scuole”.

Infine la voce unica di solidarietà per le donne iraniane, afghane e curde che lottano e muoiono ogni giorno per una vita libera.

 
8 marzo, azione degli studenti: “Libri imbrattati di viola contro predominanza maschile dei saperi”.

Ieri, durante lo sciopero dell’8 marzo all’Aquila, le studentesse e gli studenti dell’Unione degli Studenti e di Link Coordinamento Universitario hanno tenuto un’azione dimostrativa a piazza San Basilio, davanti la sede del Dipartimento di Scienze Umane. Decine di libri sono stati ricoperti di vernice viola per protestare contro un sistema scolastico ancora troppo legato alle logiche patriarcali. 

“La didattica nozionistica a cui veniamo sottoposti giornalmente – dichiarano congiuntamente gli studenti e gli universitari – deve diventare realmente transfemminista. Nei nostri libri di testo le storie di molte donne e di molte persone queer che hanno avuto ruoli fondamentali nella storia, nelle scienze e nelle arti non vengono raccontate. 

Il mondo della formazione non è ancora libero dal patriarcato e esclude completamente una prospettiva intersezionale. La predominanza maschile sui saperi deve cessare il prima possibile, la conoscenza non deve essere più asservita al patriarcato”. 

 


Print Friendly and PDF

TAGS