6 aprile, la città tra commemorazioni e ricordi

di Redazione | 06 Aprile 2024 @ 13:50 | ANNIVERSARIO
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L’AQUILA – Tanti, come sempre, i momenti di commemorazione e i messaggi, di istituzioni ed enti da tutto il paese e dallo Stato centrale. In mattinata la commemorazione davanti la vecchia casa dello studente a cui hanno partecipato,  oltre alle altre autorità, il sindaco Biondi e l’arcivescovo coadiutore D’Angelo, ha partecipato anche il Capo della Protezione civile Fabrizio Curcio.

Dal ministro Piantedosi “la vicinanza alle famiglie delle vittime e a tutte le persone rimaste gravemente ferite a causa del violento terremoto che la notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009 colpì L’Aquila insieme a 56 comuni del cratere” ha dichiarato il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a 15 anni dal sisma nel quale persero la vita 309 persone.

Zangrillo “governo al fianco dell’Aquila, 15 anni dopo sisma città guarda al domani con determinazione”

“Quindici anni dopo il tragico terremoto, L’Aquila è una città dal volto cambiato, che guarda con coraggio e determinazione al proprio domani!”. Lo scrive sui social il ministro per la Pubblica amministrazione, e senatore di Forza Italia, Paolo Zangrillo. “Il Governo continuerà a lavorare al suo fianco, come abbiamo fatto di recente con la stabilizzazione del personale – 376 unità – impegnato negli uffici speciali per la ricostruzione e presso gli enti locali dei crateri dei sismi” che hanno colpito il Centro Italia dal 2002 al 2016.

ROCCELLA, L’AQUILA ESEMPIO DI RINASCITA E VITALITA’

“L’Aquila è l’esempio della rinascita, della forza della comunità, del dolore che custodisce la memoria ma sa guardare al domani. Una città che insieme a tutto il territorio colpito sta tornando più bella e vitale di prima, nella consapevolezza che è la presenza delle persone a far vivere e rivivere i luoghi. Se la questione demografica è centrale per l’Italia, nei territori della ricostruzione lo è doppiamente. Il governo è al fianco di tutte le comunità che giorno dopo giorno costruiscono con coraggio il proprio futuro”. Lo dichiara Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, nel quindicesimo anniversario del terremoto dell’Aquila.

FDI, PENSIERO A VITTIME E A COMUNITA’ CHE SI E’ RIALZATA

“Il 6 aprile 2009 una scossa di terremoto di 5.8 gradi localizzata a pochi chilometri da L’Aquila, sconvolse l’Abruzzo. La macchina dei soccorsi del servizio nazionale della Protezione Civile, si attiva immediatamente e a L’Aquila arrivano anche tantissimi volontari che si mobilitano da tutta Italia. L’ attività dei Vigili del Fuoco a L’Aquila e nei comuni della provincia colpiti dal sisma è stata incessante e sempre svolta nello

spirito di solidarietà e di abnegazione che da sempre caratterizza l’opera del Corpo Nazionale. Va anche ricordato il lavoro svolto dal Nucleo Opere Provvisionali che, di concerto con la Sovrintendenza ai beni monumentali, ha progettato la messa in sicurezza degli edifici di interesse storico e artistico. E’ un giorno triste, il pensiero va alle 309 vittime, tra cui quelle della Casa dello Studente, luogo simbolo e alle loro famiglie ma anche ad una comunità che ha avuto la forza e la capacità di rialzarsi”. Lo dichiarano in una nota il deputato di Fratelli d’Italia Massimo Milani e il delegato ai Vigili del Fuoco e al Soccorso Pubblico di Fratelli d’Italia, Roma, Massimiliano Metalli 

LEGAMBIENTE: C’E’ ANCORA MOLTO DA FARE

A 15 anni dal terremoto del 6 aprile 2009, L’Aquila chiede a tutti di ricordare le 309 vittime di quella notte illuminando le finestre e i balconi, perché quello che si vuole è che non si spenga mai la luce su quello che è accaduto. 

Chi ha deciso di restare a L’Aquila, quel 6 aprile 2009 lo vive tutti i giorni, perché qualcosa 15 anni fa è cambiato non solo nella città e in tutte le 56 frazioni colpite dal sisma, ma in ognuno dei suoi abitanti.

Tra chi ha deciso di restare c’è Francesca Aloisio. Lei è tra i volontari che dai primi giorni successivi a quel 6 aprile si sono attivati non solo nella gestione dell’emergenza legata alle persone rimaste senza casa, ma anche nel recupero e messa in sicurezza di tutti quei beni culturali che sono parte fondante di un territorio e sono necessari perché si possa ricostruire portando con sé la storia e l’identità della comunità. Grazie a 250 volontari della Protezione Civile Beni Culturali di Legambiente sono state recuperate 4700 opere mobili e 3000 volumi antichi, provenienti dagli archivi storici e dalle biblioteche de L’Aquila, principalmente la biblioteca arcivescovile e quella del convento di Santa Chiara.

Ricostruire non basta

Oggi il rilancio del cratere aquilano post sisma passa ancora senza dubbio dalla ricostruzione, vero e proprio fulcro ad oggi di tutto il sistema economico del territorio. Ma la ricostruzione fisica da sola non basta e per alcuni quartieri e frazioni siamo ancora lontani dal ritorno alla normalità.

Così in tutti in questi anni è stato fondamentale continuare a organizzare eventi ed iniziative con lo scopo di riportare i cittadini nel centro città per diffondere e difendere la storia e la bellezza dell’Aquila. Francesca ricorda in particolare la Festambiente, che ha portato cittadini e turisti a ripopolare il parco del Forte Spagnolo, e una passeggiata sensoriale dove grazie alla collaborazione del Conservatorio cittadino e di una guida specializzata i partecipanti bendati, guidati dal racconto e dalla musica, hanno percorso le vie, ricordando i suoni e le sensazioni della città prima del sisma.

Ricordando ad esempio, le voci e i suoni del mercato in Piazza Duomo: tutto con l’obiettivo di tenere vivo il ricordo, nell’attesa che si possa vivere di nuovo, anche se ad oggi non è ancora tornato il mercato in Piazza e non si sa ancora se mai ci tornerà.

“In questi anni – ci dice Francesca – come Circolo Legambiente prima e poi dal 2020 come gruppo di Protezione Civile “Rita Tiberi”, inserito nella Colonna mobile della Regione Abruzzo abbiamo fatto moltissime iniziative coinvolgendo i bambini e i ragazzi delle scuole della provincia aquilana perché crediamo che il cambiamento parta anche da loro.”

I giovani e la città

E tra quei ragazzi e ragazze c’è anche chi oggi partecipa alla vita della città, come Emanuele Amadio, 17 anni. A lui e ai suoi compagni e compagne dell’UDS (Unione Degli Studenti), che nel 2009 erano bambini, abbiamo chiesto cosa vorrebbero oggi per L’Aquila.

Per loro la ricostruzione avrebbe potuto rappresentare un’occasione per immaginare collettivamente una città diversa, per ricostruire dal basso ed in maniera partecipata un tessuto sociale alternativo, ma nonostante alcune esperienze positive di partecipazione intraprese dai collettivi e dalle realtà cittadine, continuano a sentirsi dentro una città vuota, senza sentirsi davvero coinvolti nel processo di ricostruzione materiale e sociale dell’Aquila, a cui vorrebbero poter partecipare attivamente.

Anche se nel centro storico è tornato un certo movimento, grazie a commercianti coraggiosi e diverse attività di ristorazione, sono proprio i più giovani a temere “un processo di gentrificazione e di turistificazione che non tenga conto delle necessità della cittadinanza”: mancano gli uffici pubblici, gli edifici scolastici restano in periferia, ancora nei moduli “provvisori”.

Per loro “A 15 anni di distanza, c’è  ancora molto da fare per far tornare L’Aquila una città viva.”

Ora molte aspettative cittadine sono riposte nella recente nomina a Capitale della Cultura 2026: magari riapriranno riapertura il Teatro, il Cinema, gli spazi museali ancora chiusi.

“ E noi – ci promette Francesca – saremo qui testimoni e partecipanti attivi.”

Pagano: Nel ricordo delle vittime la forza per rialzarsi

 “Sono passati quindici anni dal terribile terremoto che, nella notte tra il 5 e il 6 aprile provocó la morte di 309 persone e la devastazione del nostro territorio. Le memoria di quegli istanti, e dei giorni a venire, é vivida nel mio ricordo oggi come allora, nel mio ruolo di Presidente del Consiglio Regionale. É quindi con profondo rispetto e commozione che commemoro questa giornata riaffermando il costante impegno e gli sforzi per la ricostruzione e la rinascita di L’Aquila e di tutti i comuni del cratere coinvolti dal sisma. Il mio pensiero va anche al nostro amato presidente Silvio Berlusconi che tanto si é speso per ridare dignità al nostro territorio e alla nostra gente”. É quanto afferma, in una nota, Nazario Pagano, Presidente della I Commissione Affari Costituzionali della Camera e segretario di Forza Italia Abruzzo. 

 “Nonostante le sfide incontrate lungo il percorso, la resilienza e la determinazione della nostra comunità sono state inarrestabili e, attraverso sforzi congiunti e corali, e alle collaborazioni instancabili, abbiamo fatto progressi significativi nella ricostruzione delle nostre strade, delle nostre case e delle nostre vite. Continueremo allora a onorare la memoria delle vittime, impegnandoci a garantire che nessuno venga dimenticato e che nessuno venga lasciato indietro” 

Il messaggio dell’Aifos

Nel 15mo anniversario del terremoto che il 6 aprile 2009 provocò 309 vittime, sconvolgendo la vita del capoluogo abruzzese e di altri 55 comuni della regione. “Soltanto ricordando eviteremo le nuove tragedie”. L’Aquila per me è più di un’emozione, “L’Aquila sente il dovere del ricordo, della memoria e allo stesso tempo la forza del progetto di una città che rinasce e l’arte è parte di questa grande rinascita”. Credo che la parola d’ordine debba essere ‘non arrendersi’. Non arrendersi di fronte a questo grande patrimonio culturale, ma anche morale. Per la comunità di AIFOS sarà sempre un onore continuare a condividere emozioni con questa città e con voi che siete una meravigliosa comunità. Ricordo un’altra commozione – stavolta diversa, orgogliosi di esserci stati – ha accompagnato la determinazione i racconti del Sindaco, tratti dei suoi racconti con singhiozzi di emozioni nel ricordare amici che sono scomparsi nel sussulto della madre terra e poi il cammino in questi lunghi dolorosi 15 anni. Ricordo con sensibilità il Prof. Carlo Zamponi Docente Università degli Studi dell’Aquila, componente del Consiglio Nazionale – Aifos, ci accompagnava nel mostraci il volto dell’Aquila: con le sue ferite rimarginate e quelle ancora aperte, tra lavori ancora in corso e opere d’innovazione. Meraviglie, appunto, che fanno del patrimonio storico, architettonico, culturale e naturalistico della città un valore inestimabile da cui ripartire. Ci siamo posti in ascolto del territorio, condividendone le speranze per il futuro e sostenendoli affinché si completi l’opera di ricostruzione materiale e sociale” con la Presidente AIFOS Protezione Civile Silvana Bresciani, Michela, Marina, Camilla, Carlo e Nicola Angelini e Fulvio De Grassi. Emozioni alternate. Scrivo questo ricordo, a 15 anni dalla catastrofe, perché la comunità di Aifos non si sente ma è aquilana, non si sente ma è terremotata, perché vive da quel giorno gli stati d’animo, le ansie e anche le speranze. L’aquila, dunque, che è capace di ringiovanire nel preservare la storia, ci offre un magnifico esempio. ‘Non arrendersi’. Ricordo con emozione dopo la visita a L’Aquila, il giorno dopo a Pescara per il convegno “La comunicazione del rischio nelle situazioni di emergenza” insieme ad AiFOS Associazione Italiana Formatori della Sicurezza sul Lavoro.

Castelli: L’Aquila modello di ricostruzione e resilienza, oggi si guarda al futuro

Roma 6 Apr- “Quest’anno la tragedia dell’Aquila non ci chiama solo a rendere omaggio alle 309 vittime del terremoto di 15 anni fa, ma ci consente di guardare al futuro con un po’ più di ottimismo. La città e il suo territorio hanno affrontato una delle pagine più dure e difficili della loro storia, trovando la forza di rialzarsi senza mai dimenticare quanto accaduto. L’Aquila ha conservato intatte nel tempo memoria e identità ed è grazie a questi valori, e all’ottimo lavoro svolto in questi anni dal Sindaco Biondi, se la città sta rinascendo. Da un lato gli abruzzesi hanno toccato con mano che molto è stato fatto, dal Governo, dalla Regione e da tutte le amministrazioni pubbliche coinvolte nel processo di ricostruzione. Dall’altro lato possiamo vedere nell’Aquila capitale della cultura del 2026 un motivo di rigenerazione e ripresa per tutto il territorio ferito, indirizzato a nuovi appuntamenti di rilancio e di speranza per tutti. Le attività di ricostruzione si sono accompagnate in quest’ultimo anno a un processo di ripresa economica e sociale, grazie al Piano nazionale complementare sismi 2009-2016, che sta contribuendo a fare dell’Appennino centrale un modello di sviluppo per le aree interne. Come ha ricordato il Presidente Giorgia Meloni – l’Aquila è un modello, per la risposta che lo Stato ha dato fin dalla gestione dell’emergenza, passando per la ricostruzione fino alla rigenerazione degli ultimi anni, di cui si stanno vedendo i primi effetti- . La rinascita dell’Aquila è la rinascita di un pezzo di noi stessi. Quindici anni fa siamo stati feriti ma abbiamo saputo rialzarci e tornare più forti”.

Lo afferma il Commissario Straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli.

UN MINUTO DI SILENZIO IN RIUNIONE FEDERCASA

L’AQUILA – I presidenti in quota Lega di Federcasa nazionale hanno effettuato, nel corso di una riunione che si è svolta ieri a Verona, un minuto di silenzio per onorare la memoria delle 309 vittime del terremoto del 6 aprile del 2009 dell’Aquila nel 15esimo anniversario della tragedia.

A proporlo il presidente dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale (Ater) della provincia dell’Aquila, Isidoro Isidori. Tutti i partecipanti all’incontro si sono alzati in piedi per ricordare le vittime dell’evento calamitoso.

“I presidenti della Lega sono vicini all’Aquila e alle zone colpite per qualsiasi iniziativa, anche a livello nazionale, che si volesse intraprendere per non dimenticare il dramma e per una ricostruzione sicura. Per quanto possibile, nei tavoli ministeriali e nel lavoro quotidiano ci siamo messi a disposizione avviando attività per il territorio colpito dal sisma che per la verità è avviato verso una Rinascita sociale ed economica”, spiegano il presidente nazionale di Federcasa, Riccardo Novacco, e il presidente di Ater della provincia dell’Aquila, avvocato Isidori.


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