41 bis, rinviata l’udienza ai 31 attivisti che protestarono per Lioce

di Marianna Gianforte | 19 Maggio 2022 @ 06:09 | CRONACA
41 bis
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – E’ stata rinviata al 14 luglio l’udienza con giudizio immediato nei confronti di 31 attiviste e attivisti raggiunti da un decreto penale di condanna per aver manifestato, il 24 novembre 2017, contro il 41 bis e “l’accanimento vessatorio dell’amministrazione penitenziaria nei confronti della prigioniera politica Nadia Lioce“, la brigatista che uccise, nell’ultimo agguato delle Nuove brigate rosse, il giuslavorista collaboratore del ministero del Lavoro Marco Biagi. A deciderlo ieri il tribunale dell’Aquila, nel corso dell’udienza che si è tenuta intorno alle 11,30, con il palazzetto della giustizia presidiato dalle forze dell’ordine. Gli attivisti del Movimento femminista proletario rivoluzionario e del Soccorso rosso proletario ieri hanno tenuto una conferenza stampa all’esterno del tribunale per spiegare le loro ragioni. L’intervista a Luigia Di Biase

Il 24 novembre 2017, ricordano gli attivisti, “si teneva la terza udienza di un processo a Lioce, accusata di aver turbato la quiete di un carcere che l’ha sepolta viva, attraverso una serie di ‘battiture’ delle sbarre con una bottiglietta di plastica. La protesta della Lioce ebbe luogo da marzo a settembre 2015, in seguito alla sottrazione di documenti e atti giudiziari dalla sua cella, e si interruppe quando questi le vennero restituiti. Fu trascinata a processo per essersi opposta a un decreto penale di condanna con cui si pretendeva il risarcimento dei danni arrecati al blindo da una bottiglietta di plastica”.  Lioce fu assolta “ma è ancora in 41 bis e chi aveva protestato contro un regime indegno di uno stato di diritto, viene oggi trascinato a processo, sulla base di una legge fascista e politica”.

NO 41 BIS LIOCE

tribunale dell’aquila


Print Friendly and PDF

TAGS