23 aprile, Giornata mondiale del libro: le miniature perdute d’Abruzzo

di Fausto D'Addario | 23 Aprile 2023 @ 05:22 | I LUOGHI DELLO SPIRITO
Giornata mondiale del libro
Print Friendly and PDF

Il 23 aprile ricorre la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, evento che viene patrocinato dall’Unesco per promuovere la lettura e la pubblicazione di libri. Per festeggiare al meglio questa attività fondamentale dell’uomo, abbiamo pensato di offrirvi una piccola rassegna di alcuni codici miniati “perduti” d’Abruzzo. Perduti, perché conservati in biblioteche sparse in tutto il mondo, prodotti raffinati spesso vittime spietate di antiche ruberie e recenti dispersioni, che danno alla ricostruzione delle vicende, forse, quel tocco di suspense e mistero. Un patrimonio di piccolo formato, ma denso di testimonianze: “L’arte della miniatura” – scriveva Guglielmo Matthiae – “fu largamente coltivata in Abruzzo negli ultimi secoli del Medioevo e gli scambi sempre intensi con le regioni vicine, specialmente quelle meridionali, sollecitarono l’elaborazione di modi locali in un continuo aggiornamento con centri d’arte più progrediti”.

Un’arte che unisce il godimento estetico del virtuosismo dei miniatori, che realizzavano con mano felice dettagli straordinari in uno spazio di pochi centimetri, alla contemplazione dei misteri divini che non hanno forma e che, in quel contesto, ricevevano la loro preziosa materialità. Un’arte che venne inizialmente coltivata da monaci specializzati all’interno degli scriptoria delle grandi abbazie, silenziosi opifici di sapienza, dove gli amanuensi erano in grado di trasmutare grezze pelli d’animale in libri di lusso. Poi dal Trecento l’ars illuminandi si era ormai spostata nelle botteghe specializzate dei diversi centri, segnando il periodo d’oro della miniatura abruzzese, con codici miniati di alta qualità e artisti capaci di muoversi dalla pagina miniata alle pareti affrescate all’oreficeria.

Tra le meraviglie che hanno lasciato la nostra regione – e anche il suolo nazionale – non possiamo non citare il Chronicon Casauriense, il prodotto librario più rappresentativo dell’Abbazia di San Clemente a Casauria. Oggi è conservato alla Bibliothèque Nationale de France, che così si fregia di conservare un documento, anzi un vero e proprio monumento della storia abruzzese e di una delle abbazie più belle d’Abruzzo. Il furto è antico: fu portato da Carlo VIII in Francia nel contesto delle Guerre d’Italia, tra fine Quattrocento e inizio Cinquecento. L’importante manoscritto, che comprende l’arco temporale che va dalla fondazione del monastero nel 873 al 1182, è una fonte insostituibile per il monachesimo benedettino e per i rapporti fra papato e impero nell’Alto Medioevo. Dedicato all’abate Leonate, sotto il quale Casauria raggiunse il culmine del suo splendore, il Chronicon si compone di 272 fogli di pergamena, realizzato di monaci Giovanni Berardi e concluso dal confratello Rustico. L’ornamentazione comprende eleganti iniziali, cornici filigranate e fogliame e ben quaranta illustrazioni, disegnate a penna con inchiostro bruno o rosso. Appaiono così il monastero, i suoi abati e i suoi monaci, ma anche diversi imperatori e re benefattori del monastero, nonché alcuni grandi pontefici, tra cui Leone IX e Gregorio VII. È innegabile il legame tra l’illustrazione e il portale scolpito della chiesa abbaziale, in un connubio perfetto tra pittura e scultura.

Un Messale proveniente da L’Aquila, precisamente da Santa Maria Paganica è riaffiorato grazie agli studi di Francesca Manzari dalle raccolte della Biblioteca Apostolica Vaticana: era così ben custodito nel fondo Rossiano – raccolta di manoscritti e opere a stampa che prende il nome dal bibliofilo romano Giovanni Francesco de Rossi – da essere rimasto per molto tempo dimenticato. La consorte del bibliofilo, la principessa Luisa Carlotta di Borbone-Parma fu la paziente finanziatrice degli acquisti del marito. Il codice aquilano si inserisce nel quadro della miniatura aquilana tardogotica di fine Trecento ed è stato possibile identificarlo grazie alla testa di moro, emblema del quarto di Paganica, a all’aquila ad ali spiegate. Venne miniato da una bottega composta da due artisti, uno sicuramente più anziano e legato a uno stile umbro e più antico e uno più giovane e recettivo delle novità napoletane, dalla capitale del Regno. Una raffinatissima cultura artistica e ornamentale testimoniata da ottantadue iniziali istoriate e figurate, bordure marginali raffinate, arricchite da frequenti drôleries, cioè bizzare figure e animali fantastici, che popolano le decorazioni marginali dei codici medievali. Tra le miniature più belle del messale, l’incipit del Te igitur, ossia l’inizio della preghiera di consacrazione, il punto centrale dal punto di vista materiale e spirituale secondo lo schema dei messali di epoca gotica. La scena è quella del sacerdote in preghiera rivolto all’altare, assistito da due ministri e affiancato dal Cristo benedicente, racchiuso in una mandorla sostenuta da angeli, presenti nel momento del canto del Sanctus. Per la miniatura aquilana dell’epoca, questo codice emerge come una testimonianza praticamente isolata.

Chiudiamo questa piccola rassegna con un recentissimo studio di Cristiana Pasqualetti, effettuato su un codice conservato in Francia, nella Biblioteca di Chantilly, databile tra il 1420 e 1425. Il Livre des Suffrages è un manoscritto devozionale che contiene i suffragi dei santi, ossia brevi preghiere introdotte da antifone, versetti e responsori, illustrati dalle corrispondenti immagini dei santi. Queste illustrazioni compongono una sezione decorativa ampia e variata: il santo è generalmente presentato a figura intera con i suoi attributi specifici per renderlo riconoscibile, magari nell’atto di compiere un miracolo o nel momento del martirio. Il codice di Chantilly consta di pochi fogli, ma la caratteristica sbalorditiva è la ricchissima decorazione: l’abilità tecnica nell’abbondante uso dell’oro e i confronti con le figure e gli smalti e fanno pensare a un’attribuzione al grande orafo abruzzese Nicola da Guardiagrele. Un altro pezzo di arte uscito dalle abili mani degli artigiani della nostra terra, che va a riempire gli scaffali di una ideale biblioteca abruzzese sparsa un po’ in tutto il mondo.


Print Friendly and PDF

TAGS