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14 anni dopo, l’orgoglio dell’Univaq: inaugurato il San Basilio, ecco gli altri progetti

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Quattordici anni fa lo slogan "Io non crollo", oggi una giornata spartiacque per la città e per l'Università degli studi dell'Aquila che riafferma la propria centralità nello sviluppo della città.

L’AQUILA – Quattordici anni fa lo slogan “Io non crollo”, oggi una giornata spartiacque per la città e per l’Università degli studi dell’Aquila che riafferma la propria centralità nello sviluppo urbano. L’inaugurazione dell’anno accademico è stata infatti l’occasione per tagliare il nastro del Centro congressi Luigi Zordan, in piazza San Basilio, perla dell’architettura storica aquilana e ora gioiello tecnologico, acquisita dall’ateneo prima del sisma e ora riconsegnata e fruibile dopo nuovi lavori di restauro. 

Tanta emozione, palpabile tra il personale dell’ateneo, tra gli studenti e i tanti ospiti delle istituzioni. All’inaugurazione il ministro per la Pubblica Amministrazione Paolo Zangrillo e il ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini che ha aperto la cerimonia.  “L’importanza di questa giornata la conosciamo tutti” ha detto la Bernini arrivando all’Aquila. “Siamo al quattordicesimo anniversario di un evento drammatico che ha cambiato per sempre, purtroppo, la faccia dell’Aquila, e ha lasciato nell’Italia tutta un ricordo che stiamo emendando grazie alla grande, grandissima forza del lavoro che L’Aquila ha fatto su sé stessa”. “E devo dire – ha sottolineato – che l’Università è una rappresentazione di questo lavoro”.

“E’ incredibile come sempre vedere la reazione straordinaria di chi ha ricominciato per sé ma soprattutto in memoria di quelli che non ci sono più. Proprio ora con il sindaco, Pierluigi Biondi, stavamo parlando di un nuovo studentato orizzontale, un progetto bellissimo che si farà qui all’Aquila, un centro sportivo in una delle aree che hanno ospitato gli sfollati. Da qui al 2026 abbiamo tante opportunità verso cui l’Università dell’Aquila ha mostrato interesse”. “La conoscenza – ha invece affermato il Ministro Paolo Zangrillo a chiusura della cerimonia – è un antidoto all’indifferenza e alla superficialità”

A raccontare le vicende storiche del sito sono intervenuti Stefano Brusaporci e Silvia Mantini. “Uno dei più antichi monasteri dell’Aquila” ha ricordato la docente di Storia moderna, “sorto a ridosso delle mura della città e costruito nell’area del presistente monastero di Sant’Equizio, l’istituto monastico è ancora attivo dopo sette secoli di storia”.

 

L’intervento del Rettore: San Basilio e gli altri progetti

“La riacquisizione di qualunque cosa  – ha esordito il Magnifico rettore Edoardo Alesse – dipende dall’interazione con varie interlocutori e il superamento di numerose criticità”. Alesse ha quindi ripercorso la storia recente del monastero restaurato prima del 2009, usato pochissime volte e ora di nuovo riconsegnato alla piena fruizione. In buona compagnia ha ricordato il rettore perché nell’area c’è Scienze Umane e ci sarà il San Salvatore con residenze uffici e spazi culturali.

In corso il recupero della Reiss Romoli, “la struttura ha subito un processo di abbandono, ora grazie alla partecipazione a un avviso del Ministero della Coesione e a risorse dell’Ateneo è stato acquistato e ne è avviata la rifuzionalizzazione. Mi piace immaginare la Reiss Romoli come una cerniera tra il polo universitario di Coppito e il polo industriale di Pile”.

Per Palazzo Carli dovrebbero arrivare novità importanti a breve e “sarà la cornice di un incubatole della creatività”. Nel polo di Coppito c’è un completo intervento di riorganizzazione dell’area, con un parcheggio interrato e la riorganizzazione della viabilità. Nel polo di Roio è quasi ultimato l’edificio di Poggio di Roio che un tempo ospitava la Facoltà di Economia, “segna il passo” invece l’ex colonia montana. Ma a Monteluco, ha spiegato il Rettore, sarà realizzato uno spazio funzionale per gli studenti. Quasi completo il recupero giardino botanico del Gran Sasso che diventerà un vero e proprio osservatorio per i cambiamenti climatici. “

 

Gli studenti: cambiamenti climatici, rispetto per la vita studentesca, servizi e diritti

L’università si ripresenta alla città con la voglia di essere protagonista, come un tempo, come prima del sisma. E gli studenti vogliono fare la loro parte. Eugenio Ortale, presidente del Consiglio studentesco, in apertura del suo intervento ha ricordato che solo negli ultimi mesi ci sono stati nuovi episodi di suicidi tra gli studenti in Italia: “l’impressione è che molti studenti si ritrovino da soli ad affrontare un mondo competitivo, si parla poco di benessere psicologico. La nostra università mette a disposizione da anni uno sportello ma sarebbe necessario un intervento legislativo”. In tema di diritto allo studio, Ortale ha ricordato il successo della notax area che “ha fatto respirare” ma non basta. “Va rivista la tassazione per gli studenti lavoratori ai quali va garantito l’accesso a modalità didattiche inclusive e fruibili”. Capito borse di studio: “In questa regione – ha spiegato Ortale – ogni anno si deve far conto con insufficienze di fondi e risorse, i tempi vanno velocizzati e le borse vanno pagate entro dicembre”. Le residenz infine, con l’appello alle tante istituzioni presenti: “Bisogna tutelare la residenza di Campomizzi, i ritardi delle istituzioni per la nuova casa dello studente non possono scaricarsi sugli studenti e chiediamo a tutti di fare la loro parte”. Infine l’appello a lavorare sul cambiamento climatico, “un problema che richiama tutti a una grande responsabilità, vogliamo un’università maggiormente attiva in questo senso”. Luisa Capannolo, rappresentante dei personale tecnico amministrativo, ha ricordato la qualità e le competenze del personale Univaq.

 

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