Abruzzo Insieme esprime preoccupazione per la proposta di riorganizzazione del servizio di emergenza 118 predisposta dall’Agenzia Sanitaria Regionale. Secondo il movimento, il nuovo modello modificherebbe in modo significativo l’organizzazione del soccorso, riducendo in molte postazioni la presenza del medico a bordo delle ambulanze.
Secondo Abruzzo Insieme, la proposta prevede la sostituzione di alcuni mezzi medicalizzati con ambulanze dotate di personale infermieristico, mentre i medici verrebbero concentrati sulle automediche.
Il movimento sostiene che la Regione giustifichi questa scelta con la carenza di medici dell’emergenza, legata a pensionamenti, fuga dei professionisti e scarsa attrattività del servizio. Per Abruzzo Insieme, però, la risposta non dovrebbe essere la modifica del modello organizzativo, ma un piano di assunzioni e valorizzazione del personale.
“La propaganda della Giunta Marsilio racconta un’Abruzzo con una sanità sempre più efficiente. I documenti ufficiali raccontano invece una realtà ben diversa”, afferma Abruzzo Insieme.
La preoccupazione riguarda in particolare le aree interne, i piccoli comuni, le zone montane e i territori più lontani dagli ospedali, dove il 118 rappresenta, secondo il movimento, il primo e spesso unico presidio sanitario in grado di intervenire nei minuti decisivi di un’emergenza.
Abruzzo Insieme indica la provincia di Teramo come uno dei casi più significativi della riorganizzazione, sostenendo che diverse postazioni verrebbero trasformate con una riduzione della presenza del medico a bordo delle ambulanze.
“È davvero questa l’idea di sanità della Giunta Marsilio?”, chiede il movimento. “Affidare il soccorso medico avanzato di un’intera provincia, con oltre 304.000 residenti e una popolazione che nei mesi estivi cresce sensibilmente grazie alla presenza di migliaia di turisti, a due sole automediche, una a Teramo e una a Giulianova?”.
Secondo Abruzzo Insieme, la Regione dovrebbe rispondere con chiarezza, perché la questione riguarda la sicurezza di cittadini e turisti e il diritto a ricevere un soccorso tempestivo.
Un ulteriore elemento di preoccupazione, per il movimento, è la previsione di sperimentare il nuovo modello per un anno prima di valutarne l’efficacia. Abruzzo Insieme ritiene problematico applicare una sperimentazione così rilevante a un settore come l’emergenza-urgenza, dove rapidità ed efficacia degli interventi possono essere determinanti.
Per Abruzzo Insieme, la riforma appare come il tentativo di adattare il sistema alla carenza di personale, invece di affrontarne le cause. Il movimento richiama anni di programmazione ritenuta insufficiente sul ricambio generazionale, sull’attrazione di nuovi medici e sul rafforzamento della medicina dell’emergenza.
“Se manca il personale, la risposta non può essere ridurre la presenza del medico sulle ambulanze”, afferma Abruzzo Insieme. “La risposta deve essere investire nella sanità pubblica, assumere professionisti, valorizzare chi opera ogni giorno nel sistema dell’emergenza-urgenza e garantire a tutti i cittadini gli stessi livelli di assistenza, indipendentemente dal territorio in cui vivono”.
Per queste ragioni Abruzzo Insieme chiede alla Giunta Marsilio di sospendere l’iter di approvazione del piano e di aprire un confronto con sindaci, operatori del 118, organizzazioni sindacali, professionisti sanitari e rappresentanti dei cittadini.
“Il 118 non è una semplice voce di bilancio e non può diventare il terreno sul quale scaricare le conseguenze della carenza di personale”, conclude Abruzzo Insieme. “La sicurezza degli abruzzesi viene prima di tutto”.







