112, in Abruzzo tutto pronto per il numero unico di emergenza

L'Abruzzo è la quattordicesima regione italiana ad implementare il servizio

di Alessio Ludovici | 22 Febbraio 2024 @ 06:00 | ATTUALITA'
piantedosi marsilio 112
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L’AQUILA – Presentato l’anno scorso e ora entrato nella fase pienamente operativa. E’ il 112, nuovo numero unico di emergenza che sostituisce i vecchi 112, 113, 115 e 118 di Polizia, Carabinieri, Vigili del Fuoco e Pronto soccorso. L’Abruzzo è la quattordicesima regione italiana ad implementare il servizio, ormai norma in Europa.

Un anno di formazione, a cura di Abruzzo Progetti, società controllata dalla Regione Abruzzo, e la protezione civile regionale a coordinare tutte le operazioni. Quaranta gli addetti formati, sede all’Aquila al piano terra del complesso edilizio dove hanno sede Tar e Centrale unica di emergenza della Protezione Civile in via Salaria Antica est. Si parte dai primi di marzo in provincia di Chieti e Pescara e a seguire con L’Aquila e Teramo.

A presentare ieri pomeriggio il nuovo servizio, il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio e il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che insieme hanno inaugurato la Centrale unica di risposta (Cur) del nuovo 112 Abruzzo.

Con loro Mauro Casanghini della Protezione Civile regionale, autorità e sindaci. Soddisfatto quello dell’Aquila, Pierluigi Biondi: “Con l’inaugurazione in città del “Numero unico di emergenza 1-1-2”, L’Aquila consolida il suo primato di città simbolo e modello per la gestione delle situazioni critiche”.

“Ringrazio il presidente della Regione, Marco Marsilio, per aver raccolto l’appello che avevo già lanciato nel 2018 ma che, con la gestione del centrosinistra, era caduto nel vuoto. Un servizio capace di fornire una risposta immediata ai cittadini e che, insieme alla posa della prima pietra della nuova centrale operativa del 118 della provincia dell’Aquila in corso di realizzazione, dimostra come finalmente un’amministrazione regionale – con atti concreti – riconosce e consolida le prerogative del capoluogo” ha concluso Biondi.

E soddisfatto, naturalmente, Marco Marsilio: “Un altro obiettivo raggiunto, non era facile. Quattro milioni di investimenti e una formazione molto rigorosa del personale. Gli abruzzesi saranno più sicuri”

Positivi anche i commenti degli addetti i lavori che però segnalano anche le eventuali criticità del meccanismo. “Sono molto contento per i nuovi posti di lavoro creati che permetteranno a 40 famiglie di avere fiducia nel futuro” spiega Roberto Di Stefano, sindacalista dei Carabinieri, “ma viene da domandarci come mai tutta questa tecnologia utilizzata dal NUE112 per l’identificazione e il rintraccio preciso delle richieste e dei richiedenti non sia stata fino a ora disponibile per le nostre centrali operative. E’ indubbio che il NUE112 ci consentirà di avere finalmente informazioni di qualità dalle quali gestire i nostri interventi, ma è bene sottolineare che il collo di bottiglia rimane la necessità di avere risorse sul territorio (e nelle centrali operative) in grado di affrontare le emergenze efficacemente.”

“I protocolli di gestione delle chiamate al NUE112 presuppongono centrali operative di secondo livello (“l’antico” 112) strutturate in una maniera che nella maggioranza dei casi non risponde alla realtà immaginata.” continua Di Stefano, “Nella quasi totalità dei casi, infatti, c’è un solo Carabiniere a rispondere, e che deve, contemporaneamente, gestire altre situazioni, attivare eventuali supporti, mentre è anche impegnato a rispondere alle normali telefonate che arrivano ai centralini, e, tra le altre cose, nel resettare le centinaia di telefonate di allarme collegate al sistema del tracciamento degli arresti domiciliari che arrivano ogni giorno; un sistema che onera gli operatori perché la quasi totalità dei numerosi allarmi sono falsi, non corrispondono a una situazione di emergenza, ma comunque li impegnano e responsabilizzano; provate a pensare se l’operatore dovesse inviare una pattuglia per verificare ogni allarme.”

“Ben venga il supporto del NUE112, è una novità apprezzabile perché aiuta il processo delle emergenze,” conclude il sindacalista dei Carabinieri Roberto Di Stefano, “ma non deve essere dimenticata l’esigenza di avere personale in numero adeguato e ben retribuito: Le nostre centrali operative sono in continua crisi di personale, con turni che vanno oltre le normali ore previste per lunghi periodi; non si può certo pensare di obbligare il personale a effettuare prestazioni straordinarie per compensare deficienze organiche che non sono colpa del Lavoratore, anche perché retribuite con soli 7/8 euro l’ora.”


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