Il M5S entra a gamba tesa sul sindaco uscente, Massimo Cialente, in merito alle intercettazioni apparse sulla stampa nei giorni scorsi.

Il procedimento penale, aperto a carico del Sindaco Cialente per due vicende legate ad appalti per lavori post sisma, si è concluso, il 3 aprile scorso, con proscioglimento ma il pubblico ministero Stefano Gallo ha impugnato, con ricorso in Cassazione, la sentenza di archiviazione istruita dal gup del Tribunale dell’Aquila per il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e il dirigente comunale Fabrizio De Carolis, dall’accusa di induzione indebita, la così detta concussione depotenziata.

“Non è nostra intenzione entrare nel merito dell’inchiesta né mettere in dubbio l’estraneità alle accuse del Sindaco prosciolto dal gup dell’Aquila”, ha esordito l’avv. Fausto Corti rivolto alla stampa. “Dalle notizie pubblicate emergono, tuttavia, fatti che, pur non avendo rilevanza penale, gettano ombre sull’operato della Giunta di centro sinistra e del Sindaco stesso, sui quali gli aquilani hanno diritto che venga fatta definitiva chiarezza, anche in vista delle prossime elezioni comunali”.

“In primo luogo è emerso che in data 31.5.2010 la moglie del Sindaco ha stipulato con l’Impresa Edilfrair un contratto di euro 20.000 per la esecuzione di lavori nella loro casa familiare e alla data del 17.12.2015 tale importo non era stato ancora pagato. In una intervista rilasciata al quotidiano  Il Centro, Cialente ha dichiarato che ha cominciato a pagare versando un importo mensile di euro 300, corrispondenti a non meno di 67 rate. Ciò significa che il debito di Cialente verso la EdilFrair SpA verrà estinto, senza considerare gli interessi, nel 2022 a distanza di 12 anni dall’esecuzione dei lavori”.

E ha continuato: “Nella stessa intervista Cialente ha, inoltre, riferito che le condizioni di estremo favore concessegli dalla impresa a cui ha affidato i lavori sarebbero quelle praticate anche a “tanti aquilani. Si tratta di una vicenda incomprensibile sotto un criterio di normalità, poiché è innaturale che un imprenditore attenda dodici anni per incassare quanto gli è dovuto, perdendo ogni anno almeno un migliaio di euro per interessi passivi”.

L’Edilfrair è la società che fa capo a Giovanni Frattale, all’epoca dei fatti presidente dell’Ance e facente parte della Società consortile a responsabilità limitata (Scarl), Asse centrale, assieme alle aziende aquilane Taddei Spa ed Acmar Scpa, aggiudicataria del primo lotto di 32 milioni per ricostruzione dei sottoservizi del centro storico. Stazione appaltante la Gran Sasso Acqua di cui è presidente Americo Di Benedetto, candidato a sindaco per la coalizione di centro sinistra.

L’avv. Corti chiede, pertanto, ufficialmente al Sindaco di rispondere ai cittadini su tre domande:

1) per quale ragione la EdilFrair per cinque anni non gli ha richiesto di pagare il suo debito ed ha accettato una dilazione che ne determinerà l’estinzione nel 2022, se non oltre?

2) Vi sono altri membri della amministrazione di centrosinistra che hanno goduto di trattamenti altrettanto favorevoli da imprenditori coinvolti nella ricostruzione?

3) Chi sono i “tanti aquilani” che, a sua conoscenza, stanno pagando i lavori post-sisma con una dilazione di dodici anni?

Inoltre, ha continuato: “Dalle intercettazioni pubblicate da Il Centro, emerge che Cialente nelle sue conversazioni ha affermato di sapere che sei consiglieri comunali del centrosinistra sono al soldo della grande distribuzione. Se vero, si tratterebbe di un fatto gravissimo poiché significherebbe che ben sei consiglieri comunali erano stati corrotti per servire gli interessi illeciti di alcuni imprenditori. La gravità di tale circostanza (se vera) è acuita dal fatto che siamo alle soglie delle elezioni comunali a cui stanno prendendo parte tutti o quasi i consiglieri comunali uscenti del centro-sinistra, anche quindi i sei a cui fa riferimento Cialente. E’ diritto dei cittadini sapere chi sono i sei consiglieri comunali in questione e se sono stati nuovamente candidati dal centro-sinistra per potere decidere in piena consapevolezza come votare”.

E in conclusione: “Chiediamo quindi a Cialente di dire: chi sono i sei consiglieri comunali che lui sa essere al soldo della grande distribuzione e perché non ha denunciato alla Procura un così grave episodio di corruzione, come era suo dovere”.

La senatrice Enza Blundo ha, contestualmente annunciato che proporrà una interrogazione parlamentare visto che, nell’articolo de Il Centro del giorno 11.5.2017, si riferisce che Cialente sapeva di essere intercettato e anche quando le intercettazioni sarebbe finite. “Comunicare ad una persona l’esistenza di una indagine investigativa in corso configura il reato di violazione di segreto d’ufficio. Cialente, quale pubblico ufficiale, ha l’obbligo di denunciare i reati di cui viene a conoscenza nella sua attività ed ha sempre rivendicato di aver segnalato alla Procura della Repubblica le vicende illecite che ha appreso nel corso della sua attività di sindaco”. Ha precisato la senatrice pentastellata. “Se ne ricava che il Sindaco dell’Aquila avrebbe beneficiato di una attività illecita, sicuramente commessa da un membro delle istituzioni, senza sentire la necessità di denunciarla”. E ha continuato: “Ci aspettiamo che Cialente spieghi in che modo e da chi è venuto a sapere di essere intercettato e se tale informazione gli è stata fornita da una persona determinata, perché non l’ha denunciata come era suo dovere”.

In merito alle intercettazioni pubblicate sulla stampa è intervenuto anche Carlo Benedetti, presidente del consiglio comunale uscente e avvocato di Massimo Cialente:

“È incivile e disumano che a distanza di mesi da una sentenza di proscioglimento piena  ed inequivoca del Tribunale dell’Aquila, il cittadino italiano Massimo Cialente  e la sua famiglia vengano ancora, quotidianamente, fatti bersaglio anche da testate di grande tiratura e prestigio, di una campagna denigratoria condotta a mezzo di pubblicazioni, a puntate, di spezzoni di intercettazioni (decontestualizzate ed inattuali) relative ad una inchiesta chiusa da tempo! Credo che la cosa sia obiettivamente collegata a ragioni di carattere politico e ad un attacco complessivo alla coalizione di cui il Sindaco è l’esponente più in vista  oltre che alla azione di miseri untorelli locali!”.

 

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