1° Maggio a lavoro, sì per il mercato. Niente da fare per i centri commerciali

di Alessio Ludovici | 30 Aprile 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Oltre ai negozi che effettueranno un’apertura straordinaria il Primo maggio, è quasi certo il via libera anche per gli ambulanti aquilani, che aspettano oggi il definitivo ok dal Suap del Comune. Nessuna speranza invece per i centri commerciali la cui chiusura è legata alle disposizioni nazionali per i fine settimana dell’emergenza covid.

“Gli uffici stanno valutando” -ha confermato anche l’assessore al Commercio del Comune dell’Aquila, Raffaele Daniele. – “Abbiamo ricevuto richieste in tal senso dalle principali organizzazioni degli ambulanti per il mercato ambulante a piazza D’Armi. Da parte mia non ci sono motivi per non accoglierle, gli uffici stanno facendo le valutazioni tecniche del caso”. 

Festeggiamo il lavoro, sabato primo maggio negozi aperti

è invece lo slogan lanciato da Federazione Moda Italia di Confcommercio. Iniziativa raccolta anche a L’Aquila per un’apertura straordinaria il 1° maggio dopo i tanti giorni di chiusure forzate.

“Siamo certi che i consumatori premieranno lo sforzo dei commercianti” il commento dell’organizzazione in una nota di Riccardo Savella della Federazione Italia Moda dell’Aquila. 

Centri commerciali: settore in sofferenza, superare il Dpcm quanto prima

Niente da fare per i centri commerciali che in ogni caso, quest’anno, devono fare i conti anche con l’ultimo Dpcm che non ha sbloccato la riapertura nei fine settimana. Nel Centro Commerciale L’Aquilone questo 1° maggio sarà chiuso anche il supermercato, per tradizione e per scelta fortemente voluta quest’anno per un doveroso riconoscimento al lavoro di una categoria fondamentale durante l’emergenza pandemica.

Per gli altri, come detto, lo scoglio sarebbe in ogni caso quello del Dpcm, la speranza è che venga superato a breve. Trapela grande delusione e preoccupazione. Solo all’Aquila, tra maestranze dirette e indirette, parliamo di circa 1.000 addetti più l’indotto all’Aquilone ad esempio. In più il settore sconta già il maggior numero di chiusure e questo nonostante i grossi investimenti fatti per assicurare il rispetto delle prescrizioni anticontagio. 


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