1 giugno 2022: per entrare a Venezia si paga

di Alessio Ludovici | 06 Dicembre 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
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VENEZIA – C’è una data: 1 giugno 2022, tra meno di sette mesi. Per entrare a Venezia, nel centro storico della città non in terraferma, si dovrà obbligatoriamente prenotare. E l’ingresso per i turisti di giornata sarà a pagamento.

Lo si evince dal bilancio di previsione del Comune che per il 2022 ha messo a bilancio una cifra di 2,5 milioni di euro che si prevede entrino in cassa dal contributo di accesso. I tornelli sono comparsi a Venezia nella primavera 2018, avrebbero dovuto entrate in funzione dal primo gennaio 2019. Poi, questa data, è slittata in avanti per permettere lo studio di alcune questioni tecniche.  Poi però il Covid, e la conseguente crisi economica e turistica, con la città deserta senza visitatori, nemmeno in piazza San Marco, con il Carnevale chiuso in anticipo per l’arrivo del virus, rimbalzato in città alla vigilia del “martedì grasso”, ha fatto congelare il piano dei conta turisti che è andato in un cassetto. Ora Ca’ Farsetti ci riprova. Un sistema che permetterà di controllare, anche numericamente, i flussi. Ecco come funzionerà. Intanto, va detto, questa novità riguarda esclusivamente i turisti che non pernottano in città. Gli ospiti di giornata: ovvero quella “fetta” di frequentatori della città che, stando ad alcuni studi di settore, non porta un grande indotto economico. Chi arriverà in città dalla mattina alla sera dovrà versare un contributo di accesso per il “disturbo”, se con il termine “distturbo” intendiamo la fruizione di alcuni servizi, per esempio la raccolta dei rifiuti utilizzata per chi consuma il pranzo al sacco.

Come ha spiegato l’assessore comunale al Bilancio, Michele Zuin, il Comune prevede di i investire la prima entrata dal passaggio ai tornelli, sdi 2,5 milioni di euro, destinando 1,5 milioni di euro a coprire i costi della regolamentazione, mentre l’altro milione di euro verrà messo a disposizione della città, e quindi dei veneziani, per le necessità correnti. Non dovrà pagare nulla, invece, chi pernotta negli hotel, in strutture ricettive e chi si fermerà per più giorni. I turisti giornalieri pagheranno da 0 a 10 euro, a seconda delle giornate e dei periodi. In alcuni periodi di bassa stagione contrassegnati dal “bollino verde” si potrà continuare a venire a Venezia senza pagare, gratis, anche dalla mattina alla sera, per altri si dovrà versare un contributo modesto. Ma nei periodi da “bollino rosso”, ovvero quelli di maggiore richiesta (pensiamo ad esempio al mese di settembre con Regata Storica e Mostra del cinema) chi arriverà a Venezia per una visita lampo dovrà mettere mano al portafoglio. Tutti, comunque, dovranno prenotare, anche nelle giornate a costo zero, in modo da fornire, in tempo reale, all’amministrazione comunale un monitoraggio dei flussi turistici e degli ingressi in città. Monitoraggio dei flussi.

Un modo per incentivare a fermarsi più a lungo e godere appieno delle bellezze della città?

Può darsi, ma intanto si discute e Venezia si spacca tra favorevoli e contrari.

Nelle video interviste che pubblichiamo in questo servizio vediamo due posizioni antitetiche tra loro: Claudio Scarpa, direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori si dichiara favorevole al contributo di accesso e “sposa” appieno la linea del sindaco Brugnaro e dell’amministrazione comunale, Ernesto Pancin, direttore dell’Aepe Venezia, l’Associazione Pubblici Esercizi che raggruppa gli interessi di baristi e ristoratori – ovvero le categorie che rischiano di essere maggiormente colpiti dal provvedimento, esprime, in modo articolato, pacato ma ben motivato, tutta la sua contrarietà. Categorie a confronto, il dibattito, comunque, è aperto. Un altro capitolo importante riguarda chi non sarà incluso in questo provvedimento: oltre ai residenti non dovranno pagare i veneti, e immaginiamo anche tutti i pendolari che arrivino in città, dalla mattina alla sera, per motivi di lavoro, studio, o ragioni sanitarie. Tutte queste categorie saranno dispensate dall’obbligo di un contributo di accesso da uno specifico provvedimento dell’amministrazione comunale, ora allo studio che verrà varato nei prossimi mesi. Va anche definito con quali strumenti si procederà alla regolamentazione dei flussi e dove saranno collocati i varchi.

Alcuni rappresentanti di categoria, pur condividendo la “filosofia” che sta dietro al provvedimento bocciano i tornelli, in quanto tali, e chiedono soluzioni “altermnative” che garantiscano lo stesso effetto, ma che siano meno “invasivi”, non creando, anche fisicamente e materialmente una barriera.

Agli aquilani però un invito di cuore: venite a trovarci a Venezia. Vi aspettiamo.

                 

 


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