Dal 1° luglio scatta lo stop agli stipendi in contanti. La Legge di bilancio varato alla fine dello scorso anno ha infatti stabilito che committenti e datori di lavoro non potranno più corrispondere la retribuzione al lavoratore in contante. Era stata stabilito un periodo di adeguamento di sei mesi, che scadrà appunto il 30 giugno. Dunque dopo tale data la retribuzione o gli anticipi dovranno essere versati tramite banca o ufficio postale attraverso: a) bonifico sul conto identificato dal codice Iban indicato dal lavoratore; b) strumenti di pagamento elettronico; c) pagamento in contanti presso lo sportello bancario o postale dove il datore di lavoro abbia aperto un conto corrente di tesoreria con mandato di pagamento; d) emissione di un assegno consegnato direttamente al lavoratore o, in caso di suo comprovato impedimento, a un suo delegato. L’impedimento s’intende comprovato quando il delegato a ricevere il pagamento è il coniuge, il convivente o un familiare, in linea retta o collaterale, del lavoratore, purché di età non inferiore a sedici anni.

Bisognerà rispettare le indicazioni per non incorrere in una sanzione amministrativa pecuniaria consistente nel pagamento di una somma da 1.000 a 5.000 euro. La legge cerca di limitare l’uso dei contanti e anche di pagare al lavoratore meno di quanto dichiarato nella busta paga. C’è da tenere presente che in caso di controversia, la firma del lavoratore sulla busta paga non costituirà prova dell’avvenuto pagamento dello stipendio. Essa si potrà avere solo con il pagamento tracciato attraverso gli strumenti sopra indicati. Va anche specificato che se il pagamento effettuato con i metodi giusti non va a buon fine a causa della revoca del bonifico a dell’annullamento dell’assegno da parte del datore di lavoro, chiaramente si incorrerà in una violazione della legge. Dunque bisognerà dire addio al contante per pagare gli stipendi, salvo che in alcuni casi, che riguardando i dipendenti della Pubblica amministrazione, i tirocini, le borse di studio, i lavoratori domestici e quelli occasionali, per i quali si potrà ancora usare il contante.

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