Uno striscione recita “No al terremoto fiscale” e su un camion campeggia un cartello con la scritta: “È incomprensibile. Reduci dal terremoto, vittime dello Stato”. Con questi slogan sono partiti in corteo all’Aquila migliaia di cittadini, imprenditori, commercianti e studenti, con politici e amministratori, nella manifestazione organizzata da Comune dell’Aquila e Regione Abruzzo per dire no alla restituzione delle tasse, sospese a imprese e professionisti nel cratere del sisma del 2009, richiesta dalla Commissione Europea che considera le somme aiuti di Stato. Secondo quanto si è appreso, sono circa 350 le imprese e le partite Iva a cui sono state notificate cartelle esattoriali per complessivi oltre 100 milioni di euro a cui vanno aggiunte sanzioni e interessi. La comunità ha deciso la mobilitazione nonostante la proroga di 120 giorni dell’efficacia delle cartelle esattoriali stabilita con un provvedimento dal Governo uscente. E’ stata confermata anche la opposizione al Tar contro la nomina del commissario incaricato del recupero delle somme nominato dalla Presidenza del Consiglio che si discuterà il prossimo 18 aprile.

“Vogliamo rispondere così a questa iniquità – dice il presidente dell’Ance L’Aquila, Ettore Barattelli – a Roma andremo se non ci saranno risultati da questa nostra azione”.

Chiuse le saracinesche dei negozi, sfilano anche parlamentari, il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio.

Aprono il corteo i gonfaloni di Comune e Provincia, con due moto della Polizia Municipale.

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