di Maria Cattini – Piccoli sindaci crescono: solo un anno fa era pronto quasi alla candidatura con Casapound. Abbandonate le pericolose amicizie extra parlamentari, oggi ricopre il ruolo di sindaco dell’Aquila grazie un pugno di voti ballerini. Domani è già pronto a fare le valigie per Mosca alla scoperta di nuovi autoritarismi. Parliamo in particolare del sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che i suoi avversari politici sognano già come ex. Seguendo la tradizione, la missione in Russia è stata motivata con le solite, vaghe formule di rito. Del tipo di quelle che valsero il viaggio in Cina dell’ex vice sindaco Roberto Riga nella passata consiliatura, per intenderci. Massimo riserbo, invece, sui componenti della coraggiosa delegazione. Eh sì, perché ci vuole del coraggio ad abbandonare un Comune dalle sorti più che mai incerte per partire alla volta di Mosca. Peraltro nel corso di una delle crisi diplomatiche russe più gravi dai tempi della caduta del muro di Berlino. Tutto l’occidente rispedisce a casa dozzine di diplomatici russi e L’Aquila manda in missione il suo sindaco migliore, lo stesso che è riuscito a garantire l’apertura degli impianti sciistici di Campo Imperatore alla vigilia di Pasqua. Roba da Razzi, insomma. Chissà se, nel corso del viaggio, Biondi non riesca ad incontrare casualmente lo stesso Putin e non torni all’Aquila dopo aver scoperto il segreto di come ottenere maggioranze bolsceviche alle urne. Di questi tempi, sarebbero consigli preziosi per il nostro Biondi. приветствие! (Auguri!)

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