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Sono online nella sezione «elezioni trasparenti» del sito del Viminale le liste dei candidati in corsa alle politiche del 4 marzo. La scheda elettorale non sarà unica a livello nazionale, perché ci sono partiti che si presentano in tutti le circoscrizioni e i collegi (uninominali e plurinominali), e partiti che si presentano solo in alcuni, tra Camera e Senato. In tutto si contano 27 liste alla Camera e 28 al Senato. E se si escludono le 11 più note, ossia quelle delle due coalizioni di centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia-Udc) e di centrosinistra (Pd, Svp, +Europa, Insieme, Civica popolare), M5s e Liberi e Uguali, restano 20 microliste in corsa solitaria tra Montecitorio e Palazzo Madama. Tutte con probabilità pressocché nulle di supearare la soglia del 3% necessaria per prendere seggi.

Va ricordato che nelle scorse elezioni politiche del 2013, con il cosiddetto Porcellum, a scendere in pista furono molte più liste: 47 alla Camera e 58 al Senato. Ma la nuova legge elettorale (Rosatellum), a differenza del Porcellum, prevede che una piccola lista che supera l’1% a livello nazionale contribuisce con i suoi voti alla ripartizione dei seggi all’interno della coalizione. E per questo candidati di +Europa, Insieme, Civica Popolare e Noi con l’Italia, in base agli accordi elettorali, sono stati piazzati in collegi uninominali considerati “sicuri”. Ecco perché, a differenza delle liste che corrono da sole, dovrebbero eleggere deputati e senatori anche nel caso in cui non raggiungessero il 3% a livello nazionale.

Le liste locali
Sono varie le liste, “non apparentate”, che si presentano solo in poche regioni. O che hanno deciso di presentarsi solo alla Camera o al Senato. Gli autonomisti di Autoderminatzione si presentano in Sardegna. Mentre il movimento Siamo (al primo punto l’abolizione della legge sull’obbligatorietà vaccinale nelle scuole) e Rinascimento-Mir solo in Friuli Venezia Giulia. Gli autonomisti di Grande Nord corrono alla Camera in Lombardia e Veneto, e al Senato in Piemonte e Veneto. E il Blocco nazionale per le libertà mette in pista i suoi candidati solo alla Camera in Friuli, Lazio, Lombardia e Molise. La Democrazia Cristiana di Giovanni Fontana presenta liste nel Lazio al Senato. Mentre i Forconi, insieme a Destre Unite, puntano a palazzo Madama in Emilia-Romagna e Calabria. Da segnalare la lista Sms-Stato moderno solidale che corre solo al Senato in Basilicata. E il Patto per l’autonomia presente esclusivamente in Friuli, sempre al Senato.

Le liste a sinistra
A sinistra, oltre a Liberi e Uguali, è confermata la presenza della lista dell’ex magistrato Antonio Ingroia, che si presenta a questa tornata elettorale con una formazione politica intitolata Lista del popolo per la Costituzione. Ma corrono quasi ovunque, tra Camera e Senato, anche Potere al popolo, Per una sinistra rivoluzionaria, nonché il Partito comunista dell’ex Pdci Marco Rizzo

Le liste a destra
A destra piazza le sue liste sia alla Camera che al Senato Casa Pound (guidata da Simone di Stefano), che punta espressamente a abbandonare l’euro. E così pure Italia agli italiani (dentro ci sono Forza Nuova e Fiamma Tricolore) guidata da Roberto Fiore, che parla di «resistenza nazionale contro l’invasione in corso» di migranti.

Fonte: Il Sole24ore

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