La serata di chiusura del Festival “Pietre che cantano” è in programma giovedì 23 agosto alle ore 21.15 nella pregevolissima cornice di Palazzo Santucci a Navelli. Protagonisti sono: la violinista scozzese Nicola Benedetti, il violoncellista tedesco Leonard Elschenbroich, il pianista ucraino Alexei Grynyuk, il soprano Valentina Coladonato, il mezzosoprano Annarita Romagnoli, il Coro della Virgola diretto da Pasquale Veleno e la pianista Luisa Prayer, direttore artistico del festival, i quali eseguiranno uno programma musicale e celebrativo di grande ricchezza con brani di Debussy, Korngold, Beethoven.
La prima parte del concerto presenta una galleria di tre ritratti musicali al femminile.
Apre la serata il poema lirico “La damoiselle élue” composta nel 1888 su testo del pittore e poeta preraffaellita inglese Dante Gabriel Rossetti.
Dopo questa introduzione dal carattere spirituale, la scena è lasciata al meraviglioso violino di Nicola Benedetti, violinista scozzese di origini italiane ormai lanciatissima nel panorama del concertismo internazionale. Dalle sue corde ancora un ritratto di personaggio femminile, la Marietta dell’opera “Die Tote Stadt” del compositore austriaco Korngold, cui seguirà l’altro delicato ritratto della “Fille aux cheveux de lin” dell’omonimo preludio per pianoforte di Debussy, eseguito da Alexei Grynyuk.
La seconda parte del programma sarà aperta dalla designazione degli assegnatari delle borse di studio offerte da Nicola Benedetti e Leonard Elschenbroichi, per un ammontare di € 2000, a giovani musicisti residenti all’Aquila durante il terremoto. Si tratta dei giovani Tommaso Pratola, flautista e Giulia Capannolo, violoncellista, studenti del Conservatorio Casella e la giovanissima pianista Ottilia Anselmi. Sono giovani musicisti proposti dalla direzione artistica del festival i quali, nonostante i gravi danni subiti a causa del terremoto, hanno continuato ad impegnarsi negli studi musicali con eccezionali risultati, confermando di essere tra i più interessanti talenti musicali della loro generazione.
Per finire il trio Benedetti Elschenbroich Grynyuk eseguirà un capolavoro della letteratura musicale, il Trio op. 97 di Beethoven “L’Arciduca”, per la sua dedica all’Arciduca Rodolfo d’Austria, composizione mirabile di grande spessore poetico, virtuosismo strumentale, che chiuderà la parte musicale con brio e leggerezza.
Ma è anche l’ultima serata della XIII edizione che, come di rito, si festeggia tutti insieme, pubblico e artisti: nella elegante cornice del cortile di Palazzo Santucci rinfresco color zafferano e brindisi di chiusura per un festoso arrivederci alla prossima estate.
You must be logged in to post a comment Login