di Maria Cattini – Il Presidente/Senatore D’Alfonso, il Massimo (esperto di Ricostruzione) Cialente, l’Eterna Promessa  Sposa Pezzopane e il ganzissimo Matteo Renzi: eccoli qui tutti insieme a L’Aquila, il 25 agosto del 2015, immortalati dai fotografi a sorridere, ad abbracciarsi e a ostentare ottimismo per il loro futuro mentre per le strade i celerini sedavano la proteste dei giovani aquilani. Ma dopo neppure tre anni, e dopo l’ennesima debacle elettorale, quel fantastico idillio è andato in frantumi.

“C’eravamo tanto amati…”
Quanti ricordi, quanti post e nuovamente quanti tweet da cancellare. Soprattutto per gli ex leader politici aquilani Cialente e Pezzopane, abilissimi dai tempi di Bertolaso a voltare per primi le spalle ai compagni caduti in sventura.
Tutto il PD aquilano si è allineato al contrordine e, per bocca del presidente provinciale Di Stefano, si è affrettato ad addossare la colpa della batosta elettorale a “chi ha preso le decisioni tra Roma e Pescara”. Scrivere esplicitamente ‘tra Renzi e D’Alfonso’, richiedeva una minima dose di coraggio che manca ormai da anni ai dirigenti locali del PD. E poi non si sa mai…”Prudenza, Compagni prudenza! La rete non dimentica!”
A proposito di rete, l’ex sindaco Cialente, che con Renzi amava condividere soprattutto la nobile retorica dei gufi per azzittire le voci critiche, ha concluso le sue esternazioni pubbliche lo stesso 4 marzo, su Facebook, con un democratico appello al voto. Dopodiché, annusando l’imminente tracollo, il silenzio social più assoluto. Ha preferito lasciar parlare i post di altri che lo assolvevano da ogni peccato. Triste e sconsolato per tanta ingratitudine da parte degli elettori, si è solo limitato ad aggiornare una eloquente immagine di copertina che lo ritrae in un suo rarissimo primo piano con le labbra cucite (o a “culo di gallina”, come si dice tra i giovani amanti dei selfie). Il pesantissimo risultato ottenuto alle urne sembra aver azzittito Max Cialente: non solo “ha fatto terzo”, piazzandosi molto dopo una illustre sconosciuta grillina, ma è riuscito nel miracolo di far arrivare ben oltre il 40% al Centrodestra.
Ma siamo certi che Max, non appena troverà ispirazione per qualche metafora balneare degna di descrivere il destino cinico e baro che lo ha travolto, per la gioia di grandi e piccini, tornerà a farsi sentire a gran voce, siatene certi.
Invece, l’ex renziana Stefy avrà perso da anni ormai il senso della vergogna ma non certo la grinta e l’inaffondabile autostima. ”A livello regionale avvertivo un forte distacco, una rabbia nei confronti del Partito Democratico di Renzi,- si è affrettata a dettare all’ANSA la Pezzopane il 5 marzo- una rabbia a volte talmente profonda da non riuscire a risolverla: E questa rabbia non ha trovato soluzione, è diventata voto di protesta e voto di rifiuto contro il Partito Democratico e contro Renzi”. Nessuno mai oserebbe protestare o semplicemente dire basta contro di lei, che ha raggiunto solo il 13% delle preferenze, il 6% in meno della media nazionale. Perché se fosse stato un voto su la Pezzopane sai che numeri avrebbe raggiunto il PD! Probabilmente come alle provinciali, l’ultima volta che gli aquilani hanno potuto non votarla grazie alle preferenze. Ed infatti non la votarono.
Ma poco importa. Non appena si è fatta rivedere a Roma, dopo una notte passata in bianco con il rischio di non essere rieletta anche con una candidatura super blindata, la neo neo senatrice ci ha tenuto subito a farci sapere che: “tutte le attenzioni sono concentrate su di noi. Siamo stati aggrediti in campagna elettorale e tormentati negli anni di governo con violenza e determinazione a piegarci ed ora invece cercati, blanditi, corteggiati.”
Tutti a Roma si stavano chiedendo come avrebbe fatto un PD polverizzato a sopravvivere senza Super Stefy. E come avremmo fatto noi senza più ammirare le sue mirabolanti giravolte politiche?
Da lunedì si cominceranno a delineare concretamente le possibili geometrie politiche. Come ci stupirà la senatrice? Quale sarà la sua prossima mossa? L’appoggio ad un Governo di Salvini, casomai in cambio di una vice presidenza di Commissione “per il sommo bene dell’Aquila”. Oppure, horribile dictu, un appoggio ad un Governo M5S? Oppure, non avendo spazi di manovra per fare altro, guiderà l’opposizione più bella del mondo?
Lo scopriremo solo vivendo.

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