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Nell’incontro che si è svolto ieri, nella sede di Confindustria, all’Aquila, la Tensiter ha annunciato, tramite l’amministratore delegato, Paolo Chiaves, l’apertura della procedura di licenziamento collettivo per dieci dei 24 dipendenti dello stabilimento aquilano”.

E’ quanto dichiarato da Pietro Di Natale, segretario regionale Filca- Cisl. La Tensiter, azienda situata nel nucleo industriale di Bazzano che realizzata ponti e strutture prefabbricate, è proprietaria di altri due stabilimenti, a Torino e in Sardegna. Il licenziamento collettivo per dieci dipendenti, otto operai e due impiegati”, dichiara Di Natale, “è stato motivato dall’azienda con la mancanza di commesse. Secondo l’amministratore delegato, Chiaves, il fatturato dall’inizio dell’anno è diminuito notevolmente, tanto da indurre la società ad un taglio drastico dei lavoratori. Si tratta della seconda procedura di licenziamento”, ricorda il segretario regionale Filca- Cisl, “avviata dalla Tensiter nell’ultimo anno. Nonostante i 47 milioni di euro di investimenti nel settore edile annunciati dal Governo, l’azienda ritiene lo stallo del comparto delle infrastrutture e dei lavori pubblici, tale da non consentire il mantenimento degli attuali livelli occupazioneli nello stabilimento di Bazzano”. Immediata la risposta delle organizzazioni sindacali che hanno presentato un pacchetto di richieste, che verrà analizzato nel prossimo incontro, fissato per il 22 giugno, nella sede degli Industriali. “Chiederemo alla Regione una proproga per l’accesso alla cassa integrazione, che al momento è consentita solo per le aziende che hanno subito danni dal sisma”, dichiara Di Natale, “qualora la Tensiter dovesse procedere con i licenziamenti, chiederemo che venga applicata la fuoriuscita volontaria dall’azienda, con l’eventuale reintegro delle maestranze poste in cassa integrazione, qualora si verificassero le condizioni per riprendere l’attività”.

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