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Riceviamo da Pio Rapagnà, ex parlamentare, coordinatore di Mia casa d’Abruzzo e pubblichiamo:

La cosa che più dispiace in questo fine anno 2016 è che, dopo 7 anni ed otto mesi dal terremoto del 6 aprile 2009, è stato proprio lo Stato, per primo, a dare il cattivo esempio e a non ricostruire addirittura le sue stesse abitazioni di Edilizia Residenziale Pubblica insieme a quelle costruite “anche” con il contributo “obbligatorio” dei lavoratori, inquilini e assegnatari che, per questo, sono ancora sfollati nei vari e dispersi alloggi del progetto CASE e nei MAP.mappianola

E così, mentre lo Stato promette ai nuovi terremotati la copertura al 100% delle spese per la ricostruzione delle prime e delle seconde case, le uniche abitazioni “inagibili” che, ad oggi, non sono state ricostruite e messe in sicurezza, sono proprio e principalmente quelle meglio conosciute come “Case Popolari” dell’ATER e come “Case Parcheggio” del Comune.

Che esempio è stato questo e che incoraggiamento è quello che si vuole dare alle famiglie ancora sfollate, da parte degli esecutori materiali della ricostruzione, dalle ATER, dal Provveditorato alle Opere Pubbliche, dalle Istituzioni regionali e comunali che qui, in Abruzzo, rappresentano essi stessi la Repubblica e lo Stato, e dovrebbero agire in nome e per conto del Parlamento e del Governo nazionale?
Che l’anno 2017 sia l’anno della effettiva ricostruzione, poiché se per fare un progetto e per indire una gara di appalto ci sono voluti più di sette anni, quanti anni ci vorranno per iniziare e per finire i lavori della ricostruzione pesante? E quanti anni trascorreranno ancora prima che più di mille famiglie aquilane e abruzzesi possano ritornare a casa? Eppure, le “Istituzioni pubbliche” tutte insieme, comprese quelle di vigilanza, di controllo amministrativo e giudiziario, non avrebbero dovuto proteggere e meglio tutelare “anche” queste famiglie più deboli ed in difficoltà che ad esse “Istituzioni” sono state affidate?

Pio Rapagnà
Pio Rapagnà

Il Mia Casa ha censito 1.053 abitazioni, in grande maggioranza di proprietà dell’ATER e del Comune dell’Aquila, classificate E – inagibili i cui lavori di ricostruzione “pesante” non sono stati ancora avviati da parte degli stessi enti proprietari e del Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche nella loro qualità di “soggetti attuatori”. Interi complessi abitativi sono completamente abbandonati al degrado, e si trovano così di seguito distribuiti in Quartieri e Frazioni importanti del Comune dell’Aquila:aterricostruzionepostterremotocasepopolari

* Quartiere PETTINO: Via Amiternum, n. 13, 15, 17, 19, 21, 23, 25, 25/A, 25/B, 27, 29, 31 e 33;
* Frazione PRETURO: Via Verzieri, n. 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12 e 13;
* Frazione PAGANICA: Via S. Emidio, n. 15, 17, 19, 21, 23, 25, 27, 29, 34 e 46;
Via Corrado Pasqua, n. 8, 10, 12, 14 e 16; Via Aldo Moro-Via Santa Croce, 13;
* Quartiere VALLE PRETARA: Piazza di Campo Imperatore, n. 2, 3, 4, 5, 6, 7; Via Asmara, 28;
* Quartiere SANTANZA: Via della Beata Cristina, 4; Via della Beata Antonia, n. 5, 12, 14, 15; Via del
Beato Vincenzo, 2, 4; Via San Gabriele dell’Addolorata 4, 6, 10, 12; Via San
Sisto, n. 13, 15, 17, 19 e 21;
* Quartiere SANTA CROCE: Via Salomone; Via XX Settembre 123: complesso ex-INCIS e altri;
* Quartiere SAN BERNARDINO: Via Panfilo Tedeschi – Porta Leoni – complesso ex-INCIS;
* Quartiere SAN FRANCESCO: Piazza Leonardo Dorotea, n. 1 e 5;
* Quartiere TORRIONE: Via Maestri del Lavoro, n. 1, 3, 5; Via Alfonso Vastarini Cresi, n. 1; Via Edoardo
Scarfoglio, n. 1; Via Silvio Spaventa Filippi, n. 1, 3, 5, 6, 8, 9, 12, 20, 21, 23, 25 e 26;
* Quartiere CANSATESSA: Via Antica Arischia, 46 E – H2, H4, H5, H6, H,8, 46F – H1, H3, H7, B2, C2;
* Complessi di “Case Parcheggio” di proprietà del Comune dell’Aquila:
Via Milonia n. 23 e 27; Via degli Orsini; Via Giovanni Di Vincenzo, n. 37 e 41;
* Frazione SAN GREGORIO: Via Statale 17 Est.ater

Il Mia Casa d’Abruzzo ha invitato il Presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pancrazio ed il Presidente della Regione Abruzzo Luciano D’Alfonso, a convocare una “Conferenza di servizio” con l’ATER, il Provveditorato alle Opere Pubbliche ed il Comune dell’Aquila, insieme agli uffici tecnici competenti, per “superare” le cause dei ritardi che hanno portato alla attuale “non ricostruzione”.aterviaamiternumdiscaricaacieloapertolaquila

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