Emidio Di Carlo

Riceviamo da Emidio Di Carlo, critico d’arte, scrittore e giornalista, e pubblichiamo.

Nel Consiglio Comunale appena concluso, con l’approvazione del programma proposto dal nuovo Sindaco, lo “scontro” (politico?) ha raggiunto l’inimmaginabile, o meglio ha rivelato i limiti di chi ha inteso mostrarsi con l’assoluta verità. Lo “strappo” del Consigliere Mdp-Articolo 1, che non è certo nuovo alla politica del Palazzo, sottintende la “rabbia” di quel potere politico escluso che ha letteralmente infestato negli ultimi anni in particolare la storica e gloriosa cultura aquilana.

Emidio Di Carlo
Emidio Di Carlo

Non si faccia allora scrupolo il nuovo assessore alla cultura nell’ammettere che la “Perdonanza” è stata ridotta ad una “sagra di paese”. Tanto che di fronte a dichiarazioni come quella rilasciata dal Presidente del Comitato uscente (“un’indimenticabile esperienza”) viene da chiedere come sia stato possibile che lo stesso personaggio abbia ricoperto (e ricopra ancora) sia insediato nella Deputazione di Storia Patria, nel Comitato Perdonanza, nel Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Cassa di Risparmio dell’Aquila, nel Comitato Scientifico di una Casa Editrice esterna all’Abruzzo che, nel 2015, si è potuta giovare dei Fondi della Perdonanza nel pubblicare un volume (parziale, sul Processo della “Canonizzazione di Celestino V”) che il Circolo Culturale Spazio Arte (istituzione non profit di L’Aquila) aveva in corso di stampa (anche storicamente completo sull’argomento) e di cui “non si poteva non sapere” negli organi citati e nel Palazzo di Città dove non è stata garantita la “trasparenza” richiesta sulla materia per vie legali. L’Arte dello scontro” lascia sconcertati ove si pensa che negli anni di governo del centro destra e del centro sinistra, i responsabili ante e post del Circolo Spazio Arte non profit hanno messo a disposizione della città, studi e esperienze: per il primo inventario delle opere d’arte del Comune dell’Aquila (1964 – 1965); per la cessione al Comune dell’Aquila del patrimonio della Casa Signorini-Corsi (poi gestito dal Consorzio dei Beni Culturali della Provincia dell’Aquila – Anni 1964.1966); per la cessione al Comune di L’Aquilaa della Collezione 2Pellicciotti” ( 19il riconoscimento e il vincolo al Ristorante “Tre Marie” ai sensi della Legge 1.6.1939, n.1089 (16 ottobre 1986); per le ricerche in Francia e in Italia sul Celestino V (con mostre gemellaggio Francia-Italia, dal 1994, con pubblicazione di 12 libri e 2 ristampe); la Stampa del periodico “abruzzo az 60” (nel 2017al suo 52° anno di stampa); le partecipazioni ai grandi eventi (Festival di Spoleto, Assisi, Perugia, Firenze, Foligno, Leonessa, Rieti, Terni, Roma, fin dentro il Vaticano all’Ambasciata dell’IRAQ, dal 2010 ad oggi; eventi in corso anche nel 2017). Significativa resta l’asta promossa, all’indomani del sisma del 2009, dal Comune di Spilimbergo, in Venezia. Nella circostanza oltre 200 grandi artisti (con nomi di grande prestigio anche mondiale: l’architetto Renzo Piano, il critico d’arte Gillo Dorfles…) manifestarono l’aiuto a Spazio Arte e, in particolare, al Direttore/fondatore di “abruzzo az 60” con disponibilità delle proprie opere. Il ricavato dell’asta, fu voluto (su esplicita volontà del Circolo) in parte per il restauro di un’opera d’arte in Spilimbergo e in parte inviato (con delibera del Comune di Spilimbergo, a L’Aquila), per eventuali interventi di recupero del patrimonio artistico. Infine, per i debiti fuori bilancio per la “Cultura” ancora non soddisfatti dal Comune che erano e dovrebbero essere l’“arte nella scontro” politico; ’Arte dello smantellamento della “cupola politico-amministrativa” affinché non traspaiono delle “irripetibili esperienze negative” nella ricostruzione degli immobili e della Cultura.

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