Se si parla di Castelli si parla di memoria e bellezza della produzione artistica di maioliche. Le principali botteghe – in realtà operose imprese familiari – tramandando la propria identità, le proprie conoscenze, superarono i confini di questo lembo di territorio abruzzese e arrivarono presso le corti europee. E non solo.

Travalicarono una geografia fisica, ma anche una geografia del tempo continuando a stregare grandi e benemeriti collezionisti, da Placido de Sangro Duca di Martina a Raffaele Paparella Treccia, che hanno consegnato le proprie raccolte alla fruizione pubblica. Segue ora l’esempio un gigante nel panorama italiano, Franzo Grande Stevens, avvocato degli Agnelli, presidente onorario della Juventus, che ha deciso di donare alla città di Torino la sua collezione di capolavori dei più grandi maestri di Castelli per un museo che nascerà a Palazzo Madama arricchendo ulteriormente la prestigiosa sezione ceramica dei Musei Civici. Una donazione che “per consistenza e valore, supera quella custodita presso il famoso museo Hermitage di San Pietroburgo”

Per questo parlare di Francesco Grue, capostipite di una celebre famiglia di pittori di maioliche, nel quattrocentesimo della sua nascita (1618-1673), della sua produzione esposta in diversi musei della regione e anche a L’Aquila nel Museo Nazionale d’Abruzzo, significa cesellare un protagonista che, nel suo percorso artistico, ha rilanciato la tradizione ceramica con manufatti di grande prestigio.

Un’ottica trasversale, quella dello studio della sua galleria cromatica, che ci indica un’evoluzione passata dai toni accesi del giallo e azzurro al bruno manganese e verde rame, tenui passaggi chiaroscurali, introducendo l’uso degli spolveri dalle stampe coeve per illustrare temi di storia, cacce e allegorie, impreziositi dalle lumeggiature in oro.

Sarà proprio Lucia Arbace, direttrice del Polo Museale dell’Abruzzo e autrice, tra l’altro, di una monografia sull’artista, ad avvicinarci, giovedì 13 settembre, alle ore 18.00 al MuNDA, alla conoscenza del maestro e delle preziose tecniche di lavorazione e alla dimensione moderna dell’istoriato castellano in occasione di un incontro dedicato a Franzo Grande Stevens nel giorno del suo 90° compleanno.

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